
VTTORIA, 15 Aprile 2026 – Il Consiglio Comunale di Vittoria si trasforma nel teatro di uno scontro politico senza precedenti. Quella che doveva essere la serata dell’approvazione del PAESC (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima), un documento vitale per la programmazione ambientale e lo sviluppo del territorio, è terminata con un clamoroso dietrofront dell’Amministrazione e il ritiro dell’atto.
Al centro della contesa c’è una frattura profonda tra la Democrazia Cristiana e il gruppo dell’MpA. La scintilla che ha innescato lo scontro riguarda il metodo di lavoro: la DC ha denunciato il totale isolamento dell’esperta nominata dall’Amministrazione, che sarebbe stata completamente esclusa dalle fasi di redazione del Piano.
Questa mancanza di coordinamento ha fatto emergere tensioni latenti, portando a galla una gestione politica definita “critica” e poco inclusiva.
Nonostante i numeri fossero già risicati, la seduta è stata segnata da un paradosso: mentre una parte dell’opposizione si era detta disponibile a garantire il numero legale per non bloccare un provvedimento strategico per la città, l’Amministrazione ha preferito ritirare l’atto.
Una scelta, questa, che la DC non ha esitato a definire come un segnale di estrema debolezza:
“La decisione di ritirare il provvedimento rappresenta un segnale di difficoltà nella gestione dei momenti decisivi per l’azione amministrativa.”
L’episodio non è solo un “incidente di percorso” burocratico, ma la conferma di una crisi di tenuta politica. Con il ritiro del PAESC, Vittoria perde tempo prezioso su temi cruciali come la sostenibilità e la transizione energetica.
L’impressione, tra i banchi di Palazzo Iacono, è che la maggioranza stia attraversando una fase di fragilità tale da compromettere l’iter degli atti fondamentali. Le prossime settimane saranno decisive per capire se lo strappo tra DC e MpA sia ricomponibile o se la coalizione a sostegno della giunta sia destinata a un ridimensionamento definitivo.





