
SCICLI, 14 Aprile 2026 – Dopo anni di attese, battaglie legali e mobilitazioni civili, la parola “fine” è stata finalmente scritta: l’ecomostro di Piedigrotta non esiste più. Le ruspe hanno completato l’abbattimento dello scheletro in cemento che per decenni ha ferito il paesaggio di Scicli, trasformando una ferita urbanistica in un’opportunità di rinascita.
Situato in una posizione panoramica di inestimabile valore, a ridosso del quartiere rupestre, lo scheletro rappresentava uno degli esempi più eclatanti di abusivismo e degrado del territorio. La sua demolizione non è solo un atto tecnico, ma un gesto simbolico di rottura con il passato e di impegno verso la tutela dell’ambiente e del patrimonio UNESCO di Scicli.
Ma cosa sorgerà al posto del cemento? Il progetto dell’Amministrazione è chiaro: l’area di Piedigrotta verrà riqualificata e trasformata in un’area a verde pubblico.
Uno spazio per i cittadini ovvero un luogo dove residenti e turisti potranno godere della vista mozzafiato sulla città senza l’ingombro di strutture fatiscenti.
Tutela del paesaggio attraverso il ripristino dello stato dei luoghi permetterà alla natura di riprendersi il proprio spazio, armonizzandosi con le grotte e le architetture circostanti.
L’intervento si inserisce in un piano più ampio di contrasto al degrado urbano e di valorizzazione dei siti di interesse storico-artistico.
La soddisfazione è palpabile tra i cittadini e le associazioni ambientaliste che, per anni, hanno denunciato l’impatto devastante di quella struttura. Con la rimozione dell’ecomostro, Scicli dimostra che è possibile invertire la rotta e che la bellezza, se difesa con determinazione, può tornare a essere la protagonista assoluta del territorio grazie ad un progetto ambizioso dello sciclitano Sasha Vinci, che prevede la riqualificazione del quartiere e ripristinare alla vista la piccola chiesa rupestre di Santa Maria di Piedigrotta.
Quello che era un simbolo di incuria e di un abuso edilizio diventa oggi il cantiere di una nuova consapevolezza ecologica.






