
Ragusa, 13 aprile 2026. – Una Consulta del Verde pubblico, organismo a costo zero che favorirebbe la partecipazione attiva dei cittadini nella tutela del patrimonio urbano, oltre che una modifica dell’attuale regolamento comunale e l’adozione urgente del piano del verde. Lo chiede il Movimento 5 Stelle di Ragusa, con in testa la rappresentante cittadina, Najla Hassen, dopo aver preso atto di una gestione, quella del verde pubblico in città, diventata lo specchio di un’Amministrazione che procede a tentoni e tentativi, senza una reale programmazione. “Ma a farne le spese, anche in questo caso, è sempre e solo la città, sempre più grigia e sempre più povera”, dice Hassen. “Qualche giorno fa, l’assessore Giuffrida, parlando dei progetti FUA, ha comunicato lo stanziamento di fondi per la piantumazione di nuovi alberi – prosegue la rappresentante del M5S -. Sebbene questa sia un’ottima notizia, restiamo in attesa di conoscere i dettagli degli interventi che speriamo possano finalmente andare nella direzione auspicata, specialmente alla luce di esempi attuali e concreti come quello della Vallata Santa Domenica. Nonostante i 7 milioni di euro investiti per la sua riqualificazione (incluso il Ponte San Vito), i risultati sono deludenti: i marciapiedi del ponte sono già da rifare e la vallata resta impraticabile a causa delle esalazioni fognarie. Come segnalato da alcuni cittadini dopo la passeggiata di Pasquetta, gli scarichi abusivi continuano a rendere l’area poco gradevole: è evidente che il problema strutturale della Vallata non è affatto risolto.
Inoltre, sempre in tema di verde pubblico, il Sindaco Cassì ha annunciato l’abbattimento di due alberi, in Piazza benedetto Croce, per consentire la manutenzione dei marciapiedi. L’Amministrazione ignora le proprie stesse regole. Il Regolamento del patrimonio arboreo e del verde pubblico del Comune di Ragusa, presentato proprio dall’attuale assessore al ramo, Giovanni Iacono, recita infatti all’articolo 23: “Gli abbattimenti, laddove autorizzati, non sono possibili nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 31 agosto: ciò per garantire il completamento della fase riproduttiva della fauna selvatica, prevalentemente ornitica”. Si continua dunque a mettere toppe e a spendere fondi senza una visione d’insieme. Per questo motivo, chiediamo con forza:
1. La modifica dell’attuale regolamento, che riteniamo superficiale malgrado la quantità di parole spese;
2. La costituzione della Consulta del Verde Pubblico, seguendo l’esempio di città virtuose come Verona, Bologna e Genova. Tale organismo, a costo zero e senza poteri decisionali, favorirebbe la partecipazione attiva dei cittadini nella tutela del patrimonio urbano, offrendo supporto e consulenza tecnica all’Amministrazione:
3. L’adozione urgente di un Piano del Verde, seguendo l’iter previsto dalla legge regionale urbanistica. È inaccettabile che questa Amministrazione non abbia previsto una pianificazione del verde in parallelo al Piano Regolatore”.





