
07 Aprile 2026 – Aveva ragione la giudice di Catania Iolanda Apostolico quando, nel settembre del 2023, non convalidò il fermo di quattro richiedenti asilo nel centro di Pozzallo. In quel momento, disapplicando il decreto Cutro, la magistrata non stava compiendo un atto politico, ma un preciso dovere d’ufficio: rilevare il contrasto tra una norma nazionale e le direttive UE sulla protezione internazionale. La sua tesi era cristallina: in assenza delle condizioni di legge, il trattenimento amministrativo non può essere disposto con il solo fine di esaminare le domande.
La stessa decisione, con identico rigore, fu presa per altri quattro migranti a ottobre. Eppure, quella che era una corretta applicazione del diritto europeo — confermata poi implicitamente dalla stessa rinuncia del Governo a proseguire la battaglia legale — si trasformò nel prologo di un calvario personale e professionale. Lo sapevano tutti che aveva ragione, ma la verità giuridica non la salvò dal massacro mediatico.
Il vento della propaganda soffiò fortissimo, alimentato da un video del 2018 apparso improvvisamente sui social di Matteo Salvini. Un documento di cui non si è mai chiarita la provenienza, che ritraeva Apostolico al porto di Catania durante una protesta per il caso della nave Diciotti. Quel filmato divenne la “prova” di un presunto pregiudizio ideologico, trasformando una sentenza tecnica in un atto di militanza. Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scese in campo definendo “legittimi” i sospetti sulla magistrata e negando ogni ipotesi di dossieraggio.
L’attacco fu così violento, orchestrato su una scala tale da minare la serenità necessaria all’esercizio della funzione giudiziaria. Alla fine del 2024, Iolanda Apostolico ha detto basta. A 59 anni, con undici anni di carriera ancora davanti, ha scelto di lasciare la toga. Oggi gestisce un agriturismo, lontano dai tribunali e dai palazzi del potere.
Oggi il CSM le attribuisce la settima e ultima valutazione di professionalità. È un atto dovuto, relativo allo scatto di carriera del 2023, ma la motivazione redatta in quarta commissione assume il sapore di una riabilitazione postuma. Nel documento si sottolinea che quei provvedimenti sui richiedenti asilo erano corretti. Il dettaglio più amaro? Il Governo, dopo aver gridato allo scandalo, scelse di non impugnare la decisione, ammettendone implicitamente la fondatezza.
La relazione del consigliere Roberto D’Auria, basata sul parere positivo del consiglio giudiziario di Catania, elogia la “capacità organizzativa, dedizione e laboriosità” di Apostolico. Anche il nodo del video della Diciotti viene sciolto: per la commissione manca ogni “attualità” del comportamento, smentendo l’idea che una presenza in piazza di anni prima possa inficiare l’imparzialità di una sentenza tecnica. Il documento è passato con la sola astensione della laica leghista Claudia Eccher.
Resta però il nodo politico: il CSM è stato troppo timido. Per oltre un anno, la pratica a tutela della giudice è rimasta incagliata in veti incrociati, mentre fuori si consumava il linciaggio. Il consigliere indipendente Roberto Fontana arrivò a paragonare quegli attacchi ai metodi di Ungheria e Polonia, dove il potere politico tenta di piegare l’autonomia dei giudici sgraditi.
Il fatto che questa valutazione arrivi solo ora, a partita referendaria chiusa, conferma il timore del Consiglio di esporsi durante la campagna elettorale. Una scelta pragmatica che però tradisce la fragilità di un organo di autogoverno spesso arroccato. Solo l’intervento di Sergio Mattarella a metà febbraio, dopo le parole di Nordio sulle “logiche paramafiose”, ha ristabilito un confine di decenza costituzionale.
Il caso Apostolico rimane una ferita aperta: racconta di una magistrata che aveva ragione secondo la legge, ma che ha perso la sua battaglia contro la propaganda. Il “positivo superamento” della sua valutazione di professionalità è un risarcimento di carta; la realtà è che lo Stato ha perso una funzionaria capace, che ha preferito la terra di un agriturismo al fango della politica.






15 commenti su “Quando la giudice Iolanda Apostolico aveva ragione…..”
… ogni funzionario o a maggior ragione un soggetto che indossa la toga (giudice), dovrebbe agire e/o operare anche nella vita privata con comportamenti consoni al ruolo rivestito evitando comportamenti non consoni al ruolo rivestito; questi sono i principi di buona etica che ogni funzionario sa di dover rispettare anche a maggior ragione per dare credibilità ai ruoli rivestiti nella vita pubblica… questo è e chi non lo fa cade in torto piacente o dolente!..
Se è vero quello che scrive Turi, e ne siamo convinti per ogni funzionario pubblico come un magistrato, figuriamoci per ogni politico. Vede Turi, l’Italia in questo momento è governata da tantissime persone che non sono… come dire… eticamente pulite, non voglio fare esempi, giornalmente sentiamo di ministri, di deputati e senatori che puliti non sono, e per giunta anche capi di partito come Cuffaro, già pregiudicato e condannato ed oggi finanche agli arresti domiciliari.
Eppure il partito è gonfio e con tanto seguito… proprio qua’ in Sicilia.
Lei come la vede Turi?
Anche perchè nelle sue “giuste” parole lei non ha messo il segno, perchè lei sa bene che esiste un segno.
Pensa che la politica possa fare quello che vuole? Pensa che la morale di chi vota sia limpida? Oppure risente di qualche rigurgito di mafiosità? Grazie
Una arringa riabilitativa patetica.Dice di calvario e di ferita aperta… lo stato ha perso una magistrata capace e tutti elogi che non interessano ad alcuno .Comunque il futuro lo ha trovato: gestisce l’agriturismo !
Parafrasando l’ultimo capoverso dell’articolo:
“Il caso pandemonio rimane una ferita aperta: racconta di magistrati e persino di rappresentanza politica che si era creata ragione secondo la legge, ma che ha perso la sua battaglia contro la realtà propagandandola. Il “positivo superamento” della sua valutazione di professionalità è un risarcimento di carta straccia; la realtà è che lo Stato ha perso una politica capace, che ha preferito la terra di danari facili al fango del lavoro politico necessario a vantaggio di tutti”.
.. Al Sig. Saro dico che chiunque eserciti un qualcosa sotto gli occhi di tutti è doveroso agire nel modo più consono al buon senso.. e non basta dire a giustificazione ma guarda quelli che fanno! (politici o chi altro..) … sarebbe troppo facile giustificarsi così!… non pensa Sig. Saro!
Il Presidente del Consiglio Meloni e la foto con il mafioso, il sottosegretario alla giustizia in società col mafioso (dopo gli spari di capodanno), Rosalba d’Italia: un governo di indecenti così non si era mai visto.
@ Saru, Se Cuffaro è tornato a poter fare politica, la colpa è anche vostra, con leggi fatte è approvare anche da voi.
Condivido ciò che scrive Saru. Sacrosanta verità ma nessuno replica, tutti fanno finta di non comprendere. La mafiosita di un popolo non la puoi mai togliere Sarù
@Il bue e l’asinello
voi chi? 🤣🤣… Cuffaru è come voi, non è una colpa, è una condizione e voi siete come lui 😂😂
Esatto Peppe, solo in Sicilia si votano le stesse persone anche se condannate, incarcerate, e poi rimesse di nuovo in libertà, recidive e poi di nuovo votate. Il bue e l’asinello questo non lo sanno, sono sempre lì a mangiare la paglia e non capire nenti!
@ Saru e compagnia, Voi. Voi avete fatto leggi, e approvato leggi per permettere tutto questo. E voi avete votato personaggi di partito che hanno prosciugato conti correnti a compagni di partito stesso. Quindi non occupatevi degli altri, non Siete certo migliori.
Guardatevi i vostri scheletri nell’ armadio.
Garda i tuoi scheletri prima di guardare gli scheletri di altri.
Il bue e l’asinello in piena crisi di identità, da del voi a tutti, vede scheletri dappertutto, eppure Sarù parla di Cuffaro. In Sicilia sono stati a governare solo loro, infinite sfumature di democrazia cristiana, con tanti nomi, UDC, CCD, FI, FdI, tutti uguali e contigui alla cultura di cui Sarù parlava.
Magari avessero prosciugato i conti correnti, hanno fatto molto peggio, hanno lasciato la Sicilia all’età della pietra, e loro, i siciliani a non capire niente, e niente capiranno.
Ed anche se alcuni di loro finiscono in galera, i siciliani ancora non capiscono, anche se uccidono magistrati ancora non capiscono.
La verità è di fronte a loro e loro non devono vedere: non vedo, non sento e non parlo.
Sveglia
Peppe
Non sa che a salvare la Santanchè È STATA LA SINISTRA PD E ITALIA VIVA del pifferaio di Firenze. Che hanno votato contro l’autorizzazione a procedere. ECCO CHI SONO I SINISTROIDI.
Che nel 2012 la candidatura degli indagati non fu un voto unico, Ma una Prassi diffusa dei principali partiti, PDL, E PD IN PARTICOLARE.
E che con la riforma Cartabia, ministro della giustizia nel governo DEL LORO AMATO Draghi, chi patteggia una pena, può tranquillamente Candidarsi.
sconoscono tutto.
ZERO ASSOLUTO.
Cordialmente Gino🙋
Per il sig. Gino. per il voto sulla Santachè la invito a leggere quanto riporto: La votazione sulla richiesta di autorizzazione a procedere (specificamente per il sequestro di dispositivi informatici) nei confronti della Ministra del Turismo Daniela Santanchè si è svolta al Senato il 3 luglio 2024. Chi ha votato a FAVORE (Sì)
Hanno votato a favore dell’autorizzazione (ovvero per permettere ai magistrati di procedere con l’analisi dei dispositivi) i partiti delle opposizioni:
• Partito Democratico (PD)
• Movimento 5 Stelle (M5S)
• Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)
Chi ha votato CONTRO (No)
Hanno votato contro l’autorizzazione (proteggendo la Ministra dal sequestro dei beni informatici) i partiti della coalizione di governo:
• Fratelli d’Italia
• Lega
• Forza Italia
• Noi Moderati
Il caso riguardava l’inchiesta Visibilia.
Mentre sul punto riportato riguardo la riforma Cartabia ha ragione.
Cordialmente TuriModica
Turimodica
La Santanchè era accusata di diffamazione, o forse la diffamazione non è reato?
E il PD e Italia Viva hanno votato per non l’autorizzazione a procedere.
Perché un ministro può diffamare, anche un semplice cittadino, Ma a sua volta non può essere diffamata.
Che bella democrazia, ma soprattutto che belle leggi.
La Giustizia “non’ è uguale per tutti.
Non avevo specificato per quale reato, ma sempre reato è.
Turimodica
Ho dimenticato, giusto aver precisato sul mio precedente commento da parte sua.
Cordialmente Gino