Modica, al “Principi Grimaldi” la Pasqua è un laboratorio di memoria: dalle impanate al cucciddatu scaniatu

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MODICA, 06 Aprile 2026 – Mani in pasta, profumo di spezie e il racconto di un territorio che si tramanda tra i banchi di scuola. All’indirizzo alberghiero dell’Istituto “Principi Grimaldi” di Modica, la didattica pasquale ha abbandonato i libri per trasformarsi in un’esperienza sensoriale e culturale. Gli studenti, guidati dai loro docenti, hanno dato vita a un vero e proprio viaggio nella gastronomia iblea, trasformando le cucine dell’istituto in un focolare domestico dove si custodisce il patrimonio locale.

Le preparazioni hanno toccato i pilastri della tradizione pasquale ragusana. Protagoniste indiscusse le impanate di agnello: da quella classica rotonda con le patate alla variante sciclitana a mezzaluna, arricchita con riso e pangrattato. Un esercizio di tecnica che ha visto i ragazzi cimentarsi anche con i pastieri di carne e le iconiche cassatelle di ricotta, dolce simbolo della rinascita che quest’anno ha confermato il suo primato sulle tavole delle famiglie iblee.

Tra le preparazioni più significative spicca il cucciddatu scaniatu, tipico della tradizione di Scicli. Non solo una ricetta, ma una lezione di vita. “Il cucciddatu sciclitano è un esempio perfetto di cucina intelligente”, spiega il docente Giovanni Galesi. Nato come piatto di recupero dagli avanzi delle altre preparazioni, oggi rappresenta un valore educativo fondamentale: la lotta allo spreco alimentare e la sostenibilità, temi quanto mai attuali nel mondo della ristorazione moderna.

L’attività non mira solo alla competenza tecnica. “Cerchiamo di ricreare quel passaggio di testimone che avviene nelle famiglie, dai nonni ai figli”, sottolinea il prof. Giovanni Roccasalva. Un concetto ribadito dalla Dirigente Scolastica, Claudia Terranova: “Gli studenti imparano il rispetto per il cibo, per le materie prime e per il territorio. Qui la tradizione non è statica, ma diventa viva e attuale”.

Al “Principi Grimaldi”, dunque, la cucina si conferma essere molto più di un mestiere: è identità, cultura e, soprattutto, un ponte gettato tra il passato della memoria e il futuro della professione.

 

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