Modica, la Pasqua e la “fede a spalla”: l’omaggio ai portatori della Madonna Vasa Vasa

Tempo di lettura: 2 minuti

Modica, 06 Aprile 2026 – Se la Pasqua a Modica ha un sapore unico, un’intensità che travalica il semplice rito religioso per farsi emozione collettiva, lo si deve in gran parte a loro: i portatori della Madonna Vasa Vasa.

Sono loro le gambe e il cuore del simulacro. Sono loro che, con uno sforzo fisico e una coordinazione impeccabili, rendono possibile l’evento culminante della domenica di Pasqua in Corso Umberto: “u ‘Ncontru”, l’incontro tra la Vergine Maria e il Cristo Risorto, coronato dal celebre e commovente bacio (“u baciare”, o “Vasa Vasa”).

L’immagine ritrae un momento di pausa e solennità, tra le navate di una chiesa sfarzosa. Un nutrito gruppo di persone, di diverse età ma uniti dalla stessa divisa informale ma simbolica — completo scuro, camicia bianca e l’immancabile fazzoletto rosso al collo, colore del sacrificio e della festa — posa con fierezza.

Alcuni portano anche un fazzoletto azzurro, e tra loro spicca chi, con la placca d’argento o il bastone di comando, coordina le delicate manovre. È una foto che racconta di cameratismo, di tensione accumulata e, poi, sciolta nella gioia, di una devozione che non si esprime solo con le preghiere, ma con il sudore e la fatica fisica. Portare a spalla il pesante simulacro, specialmente durante il frenetico movimento del “bacio”, richiede una forza e una sincronia che si tramandano di generazione in generazione.

La tradizione della Madonna Vasa Vasa è uno dei pilastri dell’identità modicana. È un rito barocco che si rinnova ogni anno, ma che affonda le sue radici nei secoli. Essere un portatore non è un compito casuale, ma spesso un onore ereditato, un voto fatto a titolo personale o familiare.

Per i modicani, questi uomini non sono semplici operai della processione; sono l’espressione più autentica della comunità che si stringe attorno al suo simbolo più amato. Rappresentano la forza popolare che spinge la gioia della Resurrezione per le vie della città, rendendo tangibile, anno dopo anno, la speranza della Pasqua. Quella foto è l’istantanea di un motore umano alimentato dalla fede e dall’orgoglio di appartenere a una tradizione immortale.

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4 commenti su “Modica, la Pasqua e la “fede a spalla”: l’omaggio ai portatori della Madonna Vasa Vasa”

  1. Quest’anno però mi sono sembrati poco coordinati tra loro, soprattutto al bacio del mezzogiorno.

  2. VERISSIMO, HANNO TOLTO IL VELO ALLA MADONNA QUANDO ERA TROPPO LONTANA ANCORA PER VEDRRE IL RISORTO. Non c’è stata la coordinazione che c’era fino a qualche anno fà. E poi la vera tradizione era solo di mattina e non anche la sera…..è diventata una sceneggiata folkloristica!!!!!

  3. Carmelo Paolino

    La sceneggiata folkloristica porta in città turisti modicani riempie locali fa lavorare tante persone.
    Prima della sceneggiata folkloristica la sera di Pasqua Modica era deserta ora vive!!!!!

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