Ispica. Michele e Francesco Barrera, 88 e 81 anni, una vita fra i filari di Ciriga

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Ispica, 28 Marzo 2026 – Sotto il sole che scotta o nel freddo che punge, i loro passi sono lenti ma decisi, guidati da un ritmo che la terra ha insegnato loro decenni fa. A 88 e 81 anni, questi due contadini non guardano l’orologio, ma il cielo. Per Michele e Francesco Barrera la fatica non si fa sentire. Nelle campagne di Ciriga, quel lavoro rappresenta l’esistenza del loro vivere quotidiano. Per queste due persone, la pensione è un concetto astratto, quasi un’offesa a una vita passata a seminare, potare e raccogliere.
Le loro mani sembrano radici: nodose, segnate da rughe profonde come solchi nel fango, ma incredibilmente capaci. C’è una sapienza antica in ogni gesto, come nel modo in cui stringono il manico della zappa o riconoscono il momento esatto in cui un frutto è maturo. Non è solo fatica; è un dialogo silenzioso con la natura, un legame che li tiene giovani nello spirito mentre il corpo, inevitabilmente, reclama il peso degli anni.
Mentre il mondo corre veloce verso la tecnologia, loro restano custodi di un tempo lento. La terra, in fondo, è stata la loro compagna di vita più fedele, e finché le gambe reggeranno, non c’è posto al mondo dove preferirebbero stare se non tra i filari, a onorare quel ciclo eterno che non conosce età.
Una vita trascorsa in giro per il mondo a navigare, Michele e Francesco, nel momento in cui hanno deciso di fermarsi, hanno visto nella terra il loro dinamismo, non volendo fare come tanti altri i quali, giunti in età pensionabile, hanno messo da parte coraggio e sogni.
“Oggi il mestiere di contadino è difficile – ci dicono i due fratelli – ma la gioia di essere qui, a lavorare la terra, ci ripaga di ogni fatica”.
Sveglia alle prime luci dell’alba, e giù fra i filari: verze, carciofi, piselli, cipolle, finocchi, limoni, uva, e ogni ben di Dio che la Natura ci offre. Per i fratelli Barrera ogni mese è sinonimo di annaffiamento, potatura, salvaguardia della campagna, come facevano i nostri avi.
Senza parlare della loro generosità, nessuno mai è andato via a mani vuote. Noi siamo andati via con tantissima verdura che, con tanto amore, hanno raccolto e regalato. Uomini d’altri tempi, si direbbe. Proprio così.

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