
Ispica, 16 Marzo 2026 – Giunge al termine con un bilancio assolutamente positivo all’istituto “Gaetano Curcio” di Ispica il progetto “Educare alla vita”, un progetto finalizzato alla prevenzione del suicidio fra i giovani ideato dall’associazione “Noi per Salvatore” e realizzato con la collaborazione delle psicologhe dell’associazione “Archè”. Le due associazioni, nate dal dolore per la tragica perdita di due giovani ragazzi, hanno scelto di trasformare questa sofferenza in un’iniziativa positiva, mirando a sensibilizzare e prevenire comportamenti a rischio tra i giovani. Nel coraggioso progetto “Educare alla vita” l’obiettivo delle due associazioni è stato quello di affrontare un tema tanto delicato quanto importante, attraverso un percorso educativo che arrivasse direttamente al cuore degli studenti, creando consapevolezza e strumenti concreti per prevenire il suicidio.
“Il suicidio – spiega la presidente di “Archè”, la psicologa Giusy Lo Piccolo, e il presidente di “Noi per Salvatore” Giuseppe Lorefice – rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani, un fenomeno doloroso e complesso troppo spesso avvolto dal silenzio e dall’incomprensione. Parlare apertamente di questo tema è ancora un tabù in molti contesti, soprattutto scolastici, ma è proprio lì che può fare la differenza. La scuola, infatti, può diventare uno spazio sicuro dove ascolto, empatia e prevenzione si incontrano per salvare vite. Affrontare la sofferenza psicologica in modo diretto, ma con la giusta delicatezza ha permesso di dare voce ad una tematica che riguarda direttamente la vita di ogni giovane, creando uno spazio in cui ci si è sentiti liberi di parlare senza giudizio”.
Il progetto si è articolato in due fasi distinte: una teorica e una pratica. La prima fase, realizzata attraverso incontri in aula, ha visto le classi quarte e quinte coinvolte singolarmente, per garantire il massimo grado di attenzione e di partecipazione. Durante questi incontri, gli studenti sono stati introdotti alla tematica del suicidio, esplorando le sue cause, le differenze con altri comportamenti di autolesione non suicidari, i segnali di allarme, come si passa dall’idea suicidaria all’azione e le modalità di supporto più indicate. In questo modo, ogni gruppo di ragazzi ha avuto l’opportunità di concentrarsi e riflettere profondamente sui rischi e le possibili soluzioni in un ambiente protetto. La seconda fase del progetto è stata quella più creativa, in cui gli studenti sono stati chiamati a prendere un ruolo attivo insieme alla guida delle psicologhe. Divisi in gruppi, hanno creato scenari a tema, simulando situazioni di disagio psicologico o di rischio suicidario. Questi esercizi hanno avuto l’obiettivo di insegnare loro come riconoscere segnali di sofferenza e come intervenire in modo responsabile, promuovendo una cultura del supporto reciproco. Gli studenti hanno avuto modo di mettere in pratica le conoscenze acquisite precedentemente, esercitando empatia e affinando le proprie capacità di ascolto.
Il progetto ha ricevuto un riscontro positivo da parte degli oltre mille studenti coinvolti, che hanno dichiarato di sentirsi più consapevoli riguardo al tema della prevenzione del suicidio. Molti hanno sottolineato di aver acquisito nuove competenze nell’affrontare situazioni di crisi e di supportare i propri compagni di scuola. Inoltre, l’iniziativa ha contribuito a rafforzare i legami tra i ragazzi, creando una rete di solidarietà e comprensione.
Il gruppo Archè e l’associazione Noi per Salvatore sono determinati a continuare su questa strada, mantenendo come obiettivo principale del progetto la prevenzione del suicidio, ma anche, in generale, la sensibilizzazione sulle problematiche legate alla salute mentale, facendo della prevenzione un impegno continuo. “L’obiettivo – commenta il dirigente scolastico Maurizio Franzò – rimane quello di educare i giovani a riconoscere e affrontare il disagio psicologico, riducendo così il rischio di gesti estremi e offrendo supporto a chi ne ha bisogno”.




