Traffico illecito di fauna selvatica a Scoglitti: domiciliari per i due arrestati

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SCOGLITTI, 10 Marzo 2026 -Si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la prima fase dell’inchiesta sul massiccio sequestro di uccelli selvatici avvenuto nei giorni scorsi nei pressi di Scoglitti. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha sciolto la riserva sui due uomini — un cittadino maltese e uno calabrese — fermati mentre trasportavano un carico illegale di circa 1.400 esemplari protetti e oltre 13.000 euro in contanti.

Nonostante la portata dell’operazione e la gravità dei reati ipotizzati, la Procura della Repubblica ha scelto di non richiedere la custodia cautelare in carcere. Questa decisione è maturata a seguito di un serrato confronto tecnico tra le parti.

L’avvocato Giovanni Bruno del Foro di Ragusa, legale del cittadino maltese, ha presentato elementi volti a dimostrare la non necessità della massima restrizione della libertà, sostenendo la sufficienza di una misura meno afflittiva. Una linea che ha trovato la convergenza della Procura e la successiva conferma del GIP, che ha ritenuto i domiciliari una misura adeguata a garantire le esigenze investigative ed equilibrata nel rispettare i diritti dei soggetti in attesa di giudizio.

“Il dialogo tecnico tra le parti ha permesso di giungere a una decisione ponderata, evitando il ricorso alla detenzione preventiva in carcere in favore di una misura che tutela comunque il percorso d’indagine.”

Mentre i due indagati restano ai domiciliari, l’attività degli inquirenti entra nel vivo. L’obiettivo è smantellare quella che appare come una vera e propria rete organizzata.

Il sospetto degli investigatori è che il fermo di Scoglitti sia solo la punta di un iceberg di un traffico consolidato lungo un asse geografico ben preciso: Calabria — Sicilia — Malta. Si scava per individuare i fornitori (chi cattura gli uccelli), i corrieri e i destinatari finali di un mercato nero che genera volumi d’affari considerevoli, come dimostrato dalla somma in contanti rinvenuta durante l’operazione.

Il provvedimento del giudice segna un punto fermo in questa fase preliminare. Tuttavia, le indagini proseguono per accertare eventuali complicità e definire con esattezza le responsabilità individuali all’interno della filiera del bracconaggio internazionale.

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