Fede, Devozione e Verità: Il Presbiterio di Noto a fianco del Vescovo Rumeo

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NOTO/MODICA, 02 Maggio 2026   – La recente festa di San Giorgio Martire, cuore pulsante della tradizione modicana, è stata quest’anno occasione di una profonda riflessione sul senso autentico della pietà popolare. Domenica 26 aprile 2026, nel pieno dei festeggiamenti esterni, il nostro Vescovo, Mons. Salvatore Rumeo, ha rilasciato un’intervista televisiva destinata a segnare un punto fermo nel cammino pastorale della nostra Diocesi.

Con chiarezza e fermezza apostolica, il Pastore ha ribadito alcuni principi imprescindibili che devono guidare non solo la processione del Santo Cavaliere, ma ogni manifestazione della fede nel nostro territorio.

L’intero Presbiterio della Diocesi di Noto sente il dovere di intervenire per dichiarare la propria piena e convinta sintonia con quanto affermato dal Vescovo. “Consideriamo le sue osservazioni non solo appropriate, ma necessarie per custodire il tesoro della nostra religiosità – dice il Presbiterio di Noto -. La devozione popolare è una ricchezza immensa, un “polmone spirituale” per il nostro popolo; tuttavia, essa non può e non deve mai cedere a espressioni che contrastino con il Vangelo. Come ricordato nel Piano Pastorale vigente, la fede deve esprimersi attraverso l’osservanza delle indicazioni magisteriali, in continuità con quanto già tracciato dai predecessori del nostro Vescovo.

Il Presbiterio ribadisce con forza che non è mai stata intenzione del Vescovo sminuire lo spirito delle feste popolari o l’entusiasmo dei fedeli.   L’obiettivo è, al contrario, quello di esaltarne la dimensione religiosa, purificandola da ciò che è estraneo alla sana dottrina.

“!Una “sapiente e inderogabile rettifica” di certi costumi è l’unico modo per evitare che la festa si svuoti del suo significato cristiano. Esprimiamo la nostra unanime vicinanza a Mons. Salvatore Rumeo, riaffermando la totale disponibilità ad aderire a ogni sua futura iniziativa magisteriale. Al contempo, rivolgiamo un accorato appello a tutto il Popolo di Dio: unitevi a noi e al vostro Vescovo nell’opera di evangelizzazione della devozione popolare. I nostri Santi Patroni, e in modo eccelso la Vergine Maria, non sono simboli di identità deviate o bandiere di appartenenze puramente terrene; essi sono, prima di tutto, testimoni di Cristo ed esempi luminosi di fede vissuta. Cresca in tutti noi la consapevolezza che onorare un Santo significa, anzitutto, imitarne il coraggio nel seguire il Signore.”

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7 commenti su “Fede, Devozione e Verità: Il Presbiterio di Noto a fianco del Vescovo Rumeo”

  1. Che il vescovo possa aver sbagliato NO .
    che era meglio se stava zitto NO
    E chiaro che fare quadrato attorno al padrone di casa è obbligatorio. il bello di trasferire i preti è tutto dentro la dittatura del vescovo, illuminato scombussola preti e comunità parrocchiali , distrugge comunità in cammino , piazza mezze cartucce al posto di ottimi pastori, premia i più obbedienti e servili ,
    Tutto ciò Gesù non l’ha comandato !!!
    Gli uomini hanno costruito questo impero gerarchico , con padroni assoluti , anche immersi nel peccato come le cronache purtroppo riportano.
    Il vostro fallimento è sempre più evidente, invece di mettere in campo umiltà, Difendete regole ,dogmi,teologia infinite ,
    Dio è vicino . I portatori hanno una devozione, diversamente andrebbero a fare altro !!
    Umiliarli non va bene !!

  2. Il Presbiterio di Noto inizia la Sua dichiarazione: “Domenica 26 aprile 2026, nel pieno dei festeggiamenti esterni, il nostro Vescovo, Mons. Salvatore Rumeo, ha rilasciato un’intervista televisiva destinata a segnare un punto fermo nel cammino pastorale della nostra Diocesi.”
    Il vescovo avrebbe potuto indicare PRIMA dei festeggiamenti (conosceva la tipologia dello svolgimento storico della festa di san Giorgio), oppure DOPO gli avvenuti festeggiamenti “alcuni principi imprescindibili che devono guidare non solo la processione del Santo Cavaliere, ma ogni manifestazione della fede nel nostro territorio”. Perché NON PRIMA E NON DOPO MA DURANTE? Il gruppo dei portatori in diverse occasioni ha incontrato il Vescovo, è sempre stato a contatto con il responsabile della Chiesa di San Giorgio, hanno condiviso anche il programma, tante occasioni (lungo un anno) in cui tranquillamente definire e dettare le linee guida della Chiesa.
    Ribadisco Perché NON PRIMA E NON DOPO MA DURANTE I FESTEGGIAMENTI?

  3. Teo logo e cattolico radicale

    Quello che conta veramente per il cristiano è il progresso spirituale , nel cammino personale di perfezione e conversione a Cristo. La mente è grande , lo scibile , la scienza e la tecnica hanno raggiunto grandi risultati , anche le singole storie popolari hanno raggiunto traguardi e espressioni idenditarie di cui vantarsi , tuttavia anche Marta si preoccupava per molte cose . Non distraiamoci con le cose del secolo e della giornata terrena , anche per i bisogni primari non avremmo dovuto preoccuparci se prima avremmo cercato il regno di Dio . Il Cristiano deve conoscere la realtà e la società che lo circonda , ma la sua preoccupazione dovrebbe essere solo e esclusivamente per un regno non di questo mondo , mai scendere a patti o compromessi o farsi influenzare subdolamente dalla realtà del qui e ora , dalla realtà immanente che rimuove il trascendente , tanto Dio farà nuove tutte le cose , perché tutta questa ansia di dominio della realtà ? La chiesa militante tutta , docente e discente , dovrebbe decondizionarsi totalmente da tutte le istanze materialiste e immanentiste , che riguardano l ‘affermazione e il predominio dell ‘uomo sulla storia e il suo destino . La sua azione pastorale dovrebbe essere essenzialmente rivolta all ‘edificazione cristiana e spirituale , le logiche identitarie e egoistiche o economiche promozionali o elettorali , dovrebbero essere cassate definitivamente.

  4. Adele Musumeci

    Bisogna cambiare la statua , sostituire quella di cavaliere medievale che uccide un drago , con una di soldato romano , tribuno o centurione, di 23 anni , con l’ armatura romana dell ‘epoca in questione . E poi indirizzare l ‘affetto e la devozione al personaggio storico morto martire , per non aver rinnegato Cristo e la fede in lui . La festa dovrà assumere connotati più sobri , la devozione dovrà trovare nella nuova statua solo un tramite per arrivare al santo martire xhe si trova in cielo

  5. Caro Paolo
    Non sarò mai protestante,
    Amo la chiesa cattolica e tutte il bene che c’è dentro , Padre Pio un gigante della chiesa, un devoto a Dio ,un Fedele cristiano incrollabile , la sua fede infinita lo ha portato a fare tanto per le anime e per i corpi dei fedeli , tanto bene , tanto amore , oggi milioni di devoti .
    La chiesa oggi è chiacchiera, percorsi spirituali , che non toccano il cuore , toccano solo L’IO, signore salva me che prego .
    SIGNORE SIGNORE SIGNORE SIGNORE ,LO PUOI RIPETERE UN MILIONE DI VOLTE MA NON ENTRARAI NEL REGNO DEL CIELO , SE NON TI FARAI ULTIMO . cioè umiltà, amore ,bontà, donazione , preghiera di perdono dei peccati .

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