
Ragusa, 13 febbraio 2026 – Ancora infiltrazioni d’acqua all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa e scatta la chiusura dei locali dove si trovano le sale operatorie del blocco parto e il corridoio dove si svolgono le attività ambulatoriali di otorinosenologia, ginecologia e ortopedia. Il sindacato Nursind spiega che “per fortuna la riapertura è avvenuta nel giro di 24 ore, ma quanto accaduto, oltre a generare disagi organizzativi, solleva importanti questioni legate alla manutenzione delle strutture ospedaliere e alla gestione delle emergenze tecniche in ambito sanitario. Il trasferimento dell’attività operatoria ostetrica in una delle sale operatorie chirurgiche – prosegue il segretario territoriale del Nursind, Giuseppe Savasta – comporta inevitabili ripercussioni sull’organizzazione ospedaliera. Gli interventi programmati vengono ripianificati, con possibili allungamenti delle liste d’attesa. Eppure anche se come sindacato avevamo già lanciato l’allarme qualche settimana fa, sulle grosse problematiche strutturali dei vari presidi ospedalieri, non riscontriamo a tutt’oggi alcuna attività di prevenzione da parte della Direzione generale. Le normative vigenti in materia di sicurezza sanitaria impongono standard rigorosi per le sale operatorie, in termini di sterilità, controllo dell’aria e integrità strutturale. Anche una semplice infiltrazione può alterare tali parametri, rendendo obbligatoria la sospensione dell’attività fino al completo ripristino delle condizioni previste”.






4 commenti su “Ospedale di Ragusa, il Nursind: piove di nuovo in sala operatoria, servono interventi risolutivi”
🤣🤣 lasciare tutto com’è, perché al prossimo evento meteo siamo punto e accapo. Secondo la teoria degli (…….) del villaggio. Non perché i lavori sono fatti con i piedi.
Ospedale fatto a regola d’arte! Bravissimi ai tecnici e alle maestranze che hanno realizzato questa porcata costata carissima ai contribuenti.
Funzionicchia
Ma dove sono i controlli? Solo sulla carta!
I collaudi quando vengono espletati, devono recare chi li ha firmati e pertanto sono responsabili dei lavori effettuati.
Da qui dovrebbe partire una denuncia d’Ufficio, per errata certificazione e conseguentemente giorcarsi il proprio posto di lavoro. Solo così, prima di dare una certificazione, ci sarebbe l’interesse di effettuare dei lavori eseguiti a REGOLA D’ARTE.