
RAGUSA, 05 Febbraio 2026 – Si chiude il cerchio attorno a uno degli episodi più cruenti che hanno segnato l’estate nel centro storico del capoluogo. I Carabinieri della Compagnia di Ragusa hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di F.G.M., 22 anni, ritenuto responsabile di una serie di azioni violente culminate in un sanguinoso agguato a colpi di machete.
L’episodio centrale risale allo scorso agosto 2025. Erano le 4 del mattino quando tra via Sant’Anna e via Mario Rapisardi è scoppiata una lite per futili motivi. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, il ventiduenne, insieme a un complice che indossava un passamontagna (poi perso durante la colluttazione), si è scagliato contro un cittadino gambiano di 26 anni.
L’aggressione è stata di una ferocia inaudita: calci, pugni e fendenti sferrati con un machete. La vittima ha riportato gravi lesioni personali, con una prognosi superiore ai 40 giorni. Le indagini, supportate dall’analisi delle immagini di videosorveglianza e dai rilievi tecnici sul posto, hanno permesso di identificare il giovane ragusano come il principale aggressore.
Il curriculum criminale del giovane, emerso durante le indagini preliminari, delinea un profilo di spiccata pericolosità sociale. Già prima dei fatti di agosto, il 22enne si era reso protagonista di altri episodi inquietanti: durante l’estate aveva aggredito per due volte un coetaneo, riportando denunce per lesioni, in settembre, durante un controllo in piazza San Giovanni, era stato trovato in possesso di un coltello con una lama di 12 centimetri.
Alla luce della reiterazione dei reati e della gravità dei fatti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il trasferimento del giovane presso la Casa Circondariale di Ragusa. Le accuse formalizzate sono di lesioni aggravate in concorso, minacce a mano armata e porto di oggetti atti ad offendere.
Come previsto dalla legge, per l’indagato vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, e le ipotesi accusatorie dovranno essere confermate nel contraddittorio tra le parti durante il processo. Resta però il segnale forte delle istituzioni in risposta a episodi che minano la sicurezza e la serenità della cittadinanza nel centro storico.





