Sicurezza e movida: stretta della Prefettura di Ragusa sui locali pubblici

Controlli mirati, prevenzione e collaborazione con i Comuni: il piano del Prefetto Giallongo per tutelare lavoratori e avventori
Tempo di lettura: 2 minuti

RAGUSA, 27 Gennaio 2026 – La sicurezza nei luoghi del divertimento torna al centro dell’agenda istituzionale. Nella mattinata di ieri, 26 gennaio, il Prefetto di Ragusa, Tania Giallongo, ha presieduto una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è chiaro: garantire che lo svago non si trasformi in rischio, assicurando il pieno rispetto delle regole nei locali pubblici e nelle attività di intrattenimento.

L’incontro nasce da una specifica direttiva del Ministro dell’Interno, sollecitata anche dalla recente tragedia di Crans-Montana, che ha riportato drammaticamente l’attenzione sulla vulnerabilità dei luoghi di pubblico spettacolo.

Alla riunione hanno partecipato i vertici delle Forze di Polizia, i Vigili del Fuoco, il Presidente del Libero Consorzio Comunale, il Sindaco di Ragusa e i rappresentanti del NIL dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Dall’analisi del monitoraggio provinciale è emersa la necessità di intensificare gli interventi, specialmente in ottica preventiva. Non si tratterà solo di sorveglianza ordinaria: sono in arrivo controlli mirati per contrastare l’esercizio abusivo delle attività, le irregolarità nelle licenze e nelle autorizzazioni e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Il Prefetto ha richiamato i Sindaci a un ruolo attivo nella ricognizione dei locali sui propri territori, sottolineando l’importanza delle Commissioni comunali di vigilanza.

I controlli saranno tecnici e rigorosi. I Vigili del Fuoco passeranno al setaccio la conformità delle strutture alle normative antincendio, la gestione delle vie di esodo e la sicurezza di arredi e materiali.

Particolare attenzione sarà rivolta a bar e ristoranti che, pur non essendo sale da ballo o teatri, organizzano occasionalmente eventi di intrattenimento, finendo talvolta per aggirare le prescrizioni di sicurezza più stringenti.

La strategia della Prefettura non punta esclusivamente sulla repressione. Il Comitato ha evidenziato come la sicurezza passi anche attraverso la consapevolezza dei gestori.

“È fondamentale lavorare in stretta collaborazione, puntando sulla formazione per favorire l’adozione di soluzioni conformi alle norme,” è quanto emerso dal tavolo tecnico.

Proprio in quest’ottica, nei prossimi giorni verrà convocata una riunione specifica con le associazioni di categoria. L’obiettivo è coinvolgere direttamente gli imprenditori in un percorso di sensibilizzazione, rendendoli partner attivi nella creazione di un modello di divertimento sicuro e legale.

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6 commenti su “Sicurezza e movida: stretta della Prefettura di Ragusa sui locali pubblici”

  1. Perfetto, andate a controllare i nostri locali prima di puntare il dito sugli altri. E controllate da quanti anni non li controllate.
    Ma la prevenzione maggiore va fatta sui genitori che crescono ragazzi a cui non fanno mancare nulla di cose inutili, ma non gli insegnano il rispetto, e l’educazione, e a badare a se stessi quindi in realtà crescono imb…..i.
    Se non erano imb…..i, quei ragazzi sarebbero ancora vivi.

  2. @ GINO
    se non esistessero ragazzi imb…..i, non esisterebbero nemmeno questi locali spennaragazzi, per quella sera l’ingresso era di mille euro (a detta dei TG nazionali) e pertanto la maggioranza di quei ragazzi appartenevano a famiglie benestanti e ricche, di certo non di famiglie di operai.

  3. Gino
    Questa affermazione è aberrante
    Ma come si può dire questo ???
    Vedendo delle immagini di pochi attimi ??
    Con un’uscita ad imbuto
    Con il fumo che ti asfissia .
    Chi aveva chiuso la porta di sicurezza a chiave avrebbe dovuto aprirla o sfondarla .
    Pietà per i morti .
    Pietà no accuse .

  4. Amo Modica
    È aberrante che ragazzi di quindici anni continuano a ballare e riprendere con smartphone il fuoco al soffitto.
    Mi è piaciuto il commento di un utente, ci sono moto e auto che superano i 300kmh, in caso di incidente diamo la colpa al costruttore? O alle condizioni dell’ asfalto? O al meteo? Spetta a chi guida capire di lasciar perdere, e rallentare, o magari fermarsi. Ma se si crescono imb……i questi sono i risultati. I genitori facciano mea culpa. Cordialmente Gino.

  5. Cittadino
    Sono d’accordo con lei, ma non del tutto.
    Se uno spende 35000€ per una bottiglia per una serata, vuol dire che per quella persona 35000€ sono come un normale cittadino che spende 3€. Se uno compra un’auto da 500000€, vuol dire che può. L’imb…..e è quello che non può, Quei ragazzi erano figli di famiglie benestanti, ma non cambia nulla, sarebbe successo anche se non erano figli di famiglie benestanti. Oggi ai figli gli danno tutto ciò che è inutile, ma non gli viene insegnato ciò che serve veramente. Gli errori dei figli sono il fallimento dei genitori. E lo vediamo tutti i giorni. Le sofferenze, e le rinunce, fanno crescere uomini forti, non il benessere. Se non viene insegnato questo, e non capiscono questo, peggio per loro.

  6. Gino over the top

    @Gino sei una persona piccola e se fossi in te vigilerei sui tuoi figli perché presto te ne combineranno di grosse e ti toccherà correre come una lepre.

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