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Malattie infettive da Ragusa a Modica. Bennardo: “La nuova logistica non convince”

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Ragusa, 13 gennaio 2026 – Il consigliere comunale di Ragusa, Federico Bennardo, manifesta la propria intenzione di aprire un dialogo costruttivo con i vertici dell’Asp e con tutti gli attori coinvolti nella sanità locale, per affrontare insieme una questione di centrale importanza per la comunità: il futuro della rete ospedaliera provinciale. “Il piano della rete ospedaliera della Regione Siciliana non è stato ancora approvato dal ministero della Salute, cui spetta l’ultima parola ai sensi del Dm 70/2015 ma, nonostante ciò, alcune modifiche risultano già in fase di attuazione, quantomeno a livello locale”.

“È fondamentale – continua Bennardo – che ogni passo venga compiuto in armonia con le procedure previste e con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, eppure, rilevo che alcune modifiche sembrano già essere in itinere nella nostra provincia, in particolare la volontà di trasferire il reparto di Malattie infettive presso l’ospedale di Modica. Tale decisione, che fa seguito all’accentramento di altri reparti come Geriatria e Nefrologia già presenti a Modica, rischia di lasciare l’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa con una presenza ridotta per reparti internistici e limitare il servizio di Malattie infettive al solo day hospital e all’ambulatorio”.

Ulteriori perplessità riguardano la logistica della nuova organizzazione, che vedrebbe i servizi a quest’ultime connesse adiacenti al reparto di Ostetricia e Ginecologia separati da una porta in vetro, nonostante sarebbe auspicabile prevedere percorsi nettamente separati per pazienti, personale, materiali e rifiuti considerando il tenore delle specialità in oggetto. “Chiedo ai vertici dell’Asp di valutare, con spirito di collaborazione e condivisione – continua Bennardo – ogni aspetto logistico e organizzativo di questa nuova configurazione che, così come prevista, rischia di indebolire l’offerta sanitaria ai cittadini, appesantire i reparti internistici residui presso il Giovanni Paolo II e solleva dubbi sulla sicurezza dei percorsi per personale e pazienti”.

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