
Il provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila di allontanare i tre figli della famiglia anglo-australiana Trevallion-Birmingham, trasferendoli con la madre in una comunità educativa, solleva un dibattito profondo che va oltre la semplice applicazione della legge, toccando la sfera dei diritti individuali, della libertà educativa e della tutela minorile.
La decisione del Tribunale, presieduto da Cecilia Angrisano, si basa sul principio della tutela dell’integrità fisica e psichica dei minori, considerato un diritto primario e inalienabile. La documentazione prodotta dai giudici è estremamente tecnica e specifica. Si parte dalle criticità strutturali (la casa è definita un “rudere fatiscente e privo di utenze”, senza infissi, rifiniture e con la “assoluta assenza di impianti elettrico e idrico/sanitario”), si prosegue con la sicurezza e la salute (viene invocata la presunzione ex lege di pericolo a causa della mancanza di agibilità e collaudo statico. Vengono citati pericoli specifici come il rischio sismico, l’assenza di prevenzione incendi e problemi igienico-sanitari legati all’umidità, che potrebbero portare a patologie polmonari) si conclude con la causa scatenante (il caso è emerso inizialmente a seguito di un ricovero per intossicazione da funghi, un evento che ha acceso i riflettori su uno stile di vita giudicato potenzialmente pericoloso.
Dal punto di vista della legge italiana, la mancata abitabilità e la palese assenza di standard igienico-sanitari e di sicurezza (soprattutto in termini sismici e antincendio) costituiscono una grave negligenza oggettiva che può facilmente configurare il “grave pregiudizio” per il minore. I giudici non mettono in discussione l’amore dei genitori, ma la loro capacità di garantire un ambiente di vita sicuro secondo gli standard minimi imposti dalla società e dalla normativa.
I genitori, sostenuti da una petizione online con quasi 31.000 firme e da molti opinionisti, difendono la loro scelta come un “stile di vita non convenzionale” dettato dal desiderio di vivere a contatto con la natura.
Il padre, Nathan, esprime un profondo senso di ingiustizia, sostenendo che l’allontanamento distrugge la felicità della famiglia in un luogo “dove c’è felicità, dove la famiglia vive felice, nella natura”.
L’avvocato Giovanni Angelucci parla di una “valanga di inesattezze” nell’ordinanza, affermando che il sedicente “rudere” avrebbe un certificato di abitabilità e che il Tribunale avrebbe ignorato le relazioni difensive, basandosi su un vecchio rapporto dei Carabinieri.
Il Sindaco di Palmoli, Giuseppe Rosario Masciulli, conferma di aver offerto alla famiglia una casa completamente attrezzata nel centro abitato, rifiutata dai genitori perché in contrasto con i loro principi (uso di acqua trattata con cloro, energia elettrica, ecc.). Ciò suggerisce che la criticità non è la povertà, ma una scelta radicale di vita off-grid.
Questo è il nodo etico del dibattito. La Costituzione garantisce la libertà di educazione e di scelta di vita. Tuttavia, il diritto di autodeterminazione dei genitori si scontra con il “superiore interesse del minore” (richiamato anche dalle convenzioni internazionali), che non è solo diritto all’affetto, ma anche alla salute, alla sicurezza, all’istruzione e a un ambiente di sviluppo adeguato. La scelta di vita off-grid non è illegale, ma quando le sue conseguenze violano i parametri minimi di sicurezza abitativa e igiene, l’intervento dello Stato (tramite il Tribunale dei Minorenni) diventa un obbligo.
La domanda che mi pongo è: “Chi ha torto e chi ha ragione?”. E’, a mio avviso, troppo semplicistica per un caso così complesso.
Agendo in base a perizie che attestano un pericolo oggettivo e oggettivabile per la salute e l’incolumità dei bambini (condizioni abitative, rischio sismico, igiene), il Tribunale ha applicato la legge che mira a proteggere i soggetti più vulnerabili.
I Genitori hanno una ragione esistenziale: la loro battaglia è per il diritto di scegliere un modello educativo e di vita alternativo, che la comunità dei sostenitori apprezza.
La soluzione adottata — il trasferimento dei minori con la madre in una comunità educativa per un periodo di osservazione — appare come una misura calibrata, volta a non interrompere il legame affettivo (preservando l’integrità psichica) pur garantendo che i bambini vivano in un ambiente igienicamente e strutturalmente sicuro.
L’esito del ricorso in Corte d’Appello e l’analisi dei documenti da parte dell’avvocato Angelucci (in particolare il presunto certificato di abitabilità) saranno cruciali per determinare se il “quadro inquietante” descritto dal TAR fosse reale o se il Tribunale abbia eccessivamente penalizzato una scelta di vita atipica. La Curatrice Speciale, avvocato Marika Bolognese, ha già garantito che la sua azione è orientata al ricongiungimento totale del nucleo familiare non appena le criticità saranno superate.














21 commenti su “L’introspezione di Saro Cannizzaro. Il caso della “Famiglia nel Bosco”, il quadro inquietante”
L’avvocato ha dichiarato ufficialmente che vi sono un sacco di menzogne, compreso il fatto che i bambini non abbiano sostenuto l’esame presso una scuola abilitata per passare all’anno successivo.
Il problema è un altro. L’attacco è contro la forte crescita delle scuole parentali e dell’home schooling, poiché le famiglie si sono rotte le scatole di indottrinamento, di teorie strampalate, di intrusione dello stato nella vita dei bambini, di politicizzazione, di insegnanti che manco nascondono più le loro idee politiche insegnandole in classe, di un mondo che mai è stato così e mai dovrà più essere così, del piegarsi e rinunciare alle proprie tradizioni o simboli religiosi o festività in nome del decantato rispetto verso alunni di altra provenienza presenti nelle classi.
Come si difendono I bambini da tutto questo? Come si difendono da un mondo che celebra il satanismo ovunque, con simboli e giocattoli, dove l’ideologia prende più spazio dell’approfondimento delle materie, dove ogni giorno c’è una giornata dedicata a qualsiasi tema necessario solo allo stato e non ai bimbi.
E se uno vuole uno stile di vita sano, con l’acqua pulita, a contatto con la natura, fuori da un sistema che viene imposto, non proposto, mangiare in modo naturale e sano, coltivare?
Vedremo cosa salterà fuori, ma questo è un modo mediatico di colpirne uno per colpirne cento, e di sicuro sono troppo interessati ad avere i bambini modellati con parametri decisi da loro.
Poi, intossicazione da funghi, vogliamo parlare invece di cosa propinano da mangiare o bere ai bambini i genitori oggi? O di quanto a cuor leggero li portino all’asp?
La verità è che al sistema non piacciono le persone libere, li vogliono tutti incastrati l’un l’altro per meglio assoggettarli e controllarli.
Da qui nasce lo Stato maestrina che con i suoi adepti sparsi nelle istituzioni (magistrati compresi) dettano le loro leggi insegnando ai genitori come si deve crescere ed educare un figlio.
Vi ricordate quella persona anziana travolta e uccisa da un’auto? Dei ragazzini rom avevano rubato una macchina e andavano a spassarsela in giro quando uccisero quella signora. In quel caso i magistrati disposero di riconsegnare gli adolescenti alle loro famiglie rom in attesa della sentenza del tribunale dei minori. Ad oggi due dei quattro ragazzini risultano dispersi. Invece alla famiglia anglo-australiana che per anni ha vissuto nel bosco senza fare male a nessuno ma solo perchè amano vivere senza l’ansia delle bollette e di tutto quello che arriva come una manna, devono essere puniti togliendogli pure i figli. In pratica lo Stato maestrina ne punisce uno per darne l’esempio a cento. Non sia mai che a qualcuno gli viene in mente di allontanarsi dal giardino fiorito.
Immaginate ora se ai tempi di Heidi o Remì ci fossero stati i servizi sociali…..
Battuta per battuta.Se mettiamo le favole accanto alla realtà aggiungiamo a remy ed haidi anche la piccola fiammiferaia cenerentola e abbondiamo mettiamoci anche cappuccetto rosso ed ai servizi sociali mettiamo ezechiele il lupo e a capo della polizia andrebbe bene il commissario basettoni.
Sig. Spinello, esattamente. I campi rom. Qualcuno ha mai visto tanta solerzia? Eppure sappiamo molto bene che tipo di degrado regna, dalla sicurezza elettrica all’igiene, ai bambini che non vanno a scuola (e non credo qualcuno faccia parentale), al modo di vivere che va rispettato e tollerato in quanto parte di quella cultura.
Poi, invece, una famiglia per bene, nessun abuso, figli accuditi e ben voluti, subisce la sottrazione di bambini non per qualche motivo valido, ma solo perché non rientra nello standard che LORO hanno deciso.
Si pensi al trauma per questi bambini, perché l’intervento dello stato non è per salvarli da qualcosa di terribile, queste sono ferite che si portano dentro.
Quello che non hanno capito e sul quale non vinceranno mai, è che queste sono famiglie abituate a scelte difficili, a lottare, per amore dei figli, per estraniarli da questa società depressa e malata.
Se ne facessero una ragione, i comunistelli, che tanto aspirano a possedere il cervello dei bambini. Questo è il vero campo di battaglia.
Iniziano a saltare fuori le ideologie.
La madre non sta con i bambini, sono su due piani separati dell’edificio.
Il giudice organizza convegni sulla genitorialitá lgbt.
Compatibile? Indipendenza della magistratura?
Forse se alloggiavano in un container stile post terremotati da minimo un ventennio, non avrebbero attirato l’attenzione di nessuno… soprattutto da parte dello Stato, che fa sempre tutto per il vostro bene.
La motivazione ufficiale della sentenza è per “la mancata socializzazione dei bambini” ovvero il mancato indottrinamento scolastico e sociale attraverso il contatto devastante con gente lobotomizzata da TV e telefonini.
Hanno tolto i figli a chi vive, anche abbastanza dignitosamente da quello che si legge, nei boschi quindi mi aspetto che verranno tolti i figli:
– ai rom;
– a chi viola la legge penale;
– ai consumatori di droga (praticamente a Milano nessuno resterà con la famiglia d’origine);
– agli scambisti (praticamente a Milano nessuno resterà con la famiglia d’origine);
– a chi compra un’ auto elettrica nella convizione che il clima cambi perché carica l’ auto con la prolunga;
– a chi ha spento il condizionatore per avere la pace;
-a chi crede che gli USA siano alleati dell’ Italia;
– a chi ha creduto che con l’ euro avremmo lavorato un giorno in meno per guadagnare come se lavorassimo un giorno in più;
– ai meridionali leghisti;
– a chi vota PD;
– ecc ecc
Stefano, senza contare la socialità che hanno levato ai bambini durante la pandeminkia, levandogli pure i nonni e dandogli il peso e la responsabilità di essere untori.
Pure ai genitori che hanno permesso questo, se mi permette di aggiungere.
Annamaria Franzoni aveva una bellissima casa accogliente e aveva per giunta la lavatrice…..
Altrimenti ci sta il rischio di trovarsi fra i piedi bambini pensanti… gli stessi che potrebbero domandarsi come sia stato possibile accodare milioni di persone sane immotivatamente per la cosiddetta pandefiction
“PronDo, Bolizia. Ciè una famiglia che bibe felice e in ammonia colla natura. Nel bosscho”.
Praticamente sarà partito tutto così: un caso di delazione maturato tipo nel periodo più bello della storia democratica.
“PronDo, Bolizia. Ci sono otto pizze ordinate, quando il virus si sarebbe potuto diffondere dopo 4 o 5 e dopo le ore 18”.
Follie to be continued
Vi ricordate quando il vicino si affacciava e telefonava per chi non avesse la mascherina in mezzo al nulla? In spiaggia deserta?
Per la serie: se io non ho coraggio, tu la devi pagare.
Spifferoni vantagloriosi di gesta da pirla
Hanno imposto la didattica on line per un virus che sarebbe stato al massimo una carezza per i bimbi!
Ora li levano ai genitori per la cosiddetta socialità.
Se non viviamo un tempo folle, poco ci manca.
Una vergogna! Hanno distrutto una famiglia. La casa non è assolutamente isolata, L’unico problema che la famiglia non è schiava del sistema.
Ho dimenticato, è successo tutto perché qualche str……o non si è fatto i c…..i suoi, e ha denunciato.
I bambini erano in regola con la scuola, pulitissimi, ecc ecc.
Le istituzioni potrebbero iniziare a togliere famiglie dalle baracche a Messina…….che sono lì da ottant’anni.
Commosso,
La presidente del tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che ha tolto i tre bambini ai genitori della “casa del bosco”, non è altro che una
mentecatta che organizza convegni sulla “genitorialità Lgbt”.
In pratica i bambini sottratti e isolati dal giardino fiorito e dai loro coetanei per opera dei malvagi genitori, rischiavano di perdersi gli spettacoli di piazza con gli artisti transgender che oggi va tanto di moda.
Se un Presidente di tribunale è un’attivista Lbtg, vuol dire che il sistema oltre ad essere corrotto è pure malato. Una malattia che non ha bisogno di medicine o vaccini, ma di calci nel culo.
“Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine”.
Penzo ha studiato tutto tranne questo.
Colpa del vaccino
La vicenda se non fosse drammatica per la famiglia costretta a stare divisa per qualche tempo, non si sa quanto date le proverbiali lentezze burocratico-giudiziarie, sarebbe comica e immagino abbia sorpreso non poco i due genitori che non si sentivano certamente colpevoli di aver scelto per sé e per i loro figli lo stato di natura. Una casa nel bosco con un pannello solare per la luce, una fonte potabile vicina, una stufa economica e il fuoco, orto e animali. Una casa infinitamente più salubre e dignitosa di certi squallidi appartamenti di case popolari con pareti che trasudano, soffitti coperti di muffa, maleodoranti. Due genitori non indigenti, istruiti, il padre parla la nostra lingua più correttamente di tanti nostri connazionali, tre figli che la mattina studiano a casa con un’insegnante del luogo, l’home-schooling è legale in Italia, patria del record di dispersione scolastica. Non vedo colpa nel fare scelte seguendo il principio di libertà e vivere fuori dai canoni imposti dalla sociologia. Lo Stato migliore è quello Stato di cui non si sente la presenza, quello che non interferisce nelle decisioni dei singoli quando non sono nocive alla comunità. Già, ma i bambini devono stare con altri bambini per imparare a socializzare, che in alcuni casi significa bullizzare i compagni, aggredirli e favorire lo sviluppo di forme gravi di violenza gratuita. Ma il manuale del bravo assistente sociale non prevede eccezioni a una regola borbonica e provinciale. In Gran Bretagna e in America esistono comunità che vivono come la famiglia anglo-australiana presa di mira dalle istituzioni che però si guardano bene dall’andare a prelevare i bambini dei campi rom. Ce n’è uno alle porte di Napoli in cui centinaia di bambini non vanno a scuola, vivono sporchi, senza luce né acqua. Dov’è il tribunale dei minori? Dove sono gli assistenti sociali? In questo caso, o scatta il pregiudizio multiculturale (è legittimo lasciare che i nomadi vivano da nomadi) o assistenti sociali con carabinieri al seguito (come è accaduto alla famiglia nel bosco di Palmoli) evitano accuratamente di “visitare” le comunità rom per paura di essere presi a calci nel sedere. Si tollerano realtà fuorilegge e pericolose, si infligge un dolore a una famiglia che non ha fatto nulla di male. Anzi, vive a emissioni zero. E poi, non è certo un magistrato a dover decidere come due genitori, un uomo e una donna, allevano e educano i loro figli. Per una volta concordo con Salvini.
Concordo e sottoscrivo quanto detto nei commenti precedenti. Quello che auspico è che il Ministro Nordio applichi I suoi
poteri disciplinari nei confronti di questa ” giudicessa”… che la sollevi dalla sua posizione per non danneggiare ulteriormente. Liberi la Famiglia da questo sequestro e ne restituisca la LIBERTÀ di vivere con i Valori sani che vogliono. La giudice come quella di ignoto 1….!!! Non amministrano ma rovinano chi ha affetti, valori e tutto che definisce la famiglia!
Sig.ra Rosalba, le posto un commento dell’Avv. Carlo Priolo che titola il suo post “Business Tribunali Italiani”:
“Sento parlare di volontari che vogliono bene ai bambini, di tutori che aprono spazi di ascolto, di educatori che insegnano ai genitori come stare con i propri figli. Poi c’è una categoria particolare che si interessa del sostegno alla genitorialità, gli “psicologi forensi” che ormai sono diventati dei medici, fanno la tac al cervello per sapere se il genitore è simbiotico o alienante. In quel caso il giudice prende subito un provvedimento. Sequestra il bambino e lo espropria ai genitori, lo manda in una casa famiglia, in una casa dell’accoglienza dove il bambino diventa un recluso isolato dal mondo, nessuno può parlare con lui, i genitori non possono incontrarlo, nemmeno telefonargli.
Le Case Famiglie ricevono dalle 140 alle 400 euro al giorno, un giro di affari da 3 Miliardi di euro l’anno. Ci raccontano che nessuno sarà lasciato solo, ma soli sono i genitori perchè sono entrati dentro le loro case e hanno rubato l’amore più grande, quello dei figli. Al vertice di questo sistema c’è il tiranno, il giudice minorile che con il parere degli assistenti sociali, gente che paghiamo noi e a posto fisso decidono della vita di genitori e figli”.
Il 25 novembre 2025 il Secolo XIX titola:
“Genova avrà l’educazione sessuale affettiva a scuola, progetto sperimentale in 4 asili” Poi nel sottotitolo continua: “Coinvolte quattro scuole comunali e circa 300 bambini e bambine. Salis: “E’ importante oggi più che mai dare un segnale”.
Questa è l’educazione che lo Stato maestrina vuole dare ai nostri figli, parlare di educazione sessuale a bambini di 3 anni e magari spiegargli come possono cambiare sesso. Però in compenso vanno nei boschi a prendersi i bambini da quei genitori che li proteggono da tutto questo letame.
Sig.ra Rosalba, se potessi ci andrei io a vivere nei boschi e stare lontano da tutta questa che chiamano civiltà. Anzi, Giardino Fiorito!