
Trading automatico, algoritmi e consulenti personali: le promesse di facili guadagni si moltiplicano sul web. Consob e Polizia di Stato mettono in guardia dalle frodi finanziarie.
Bastano 250 euro per cominciare. È questa la cifra che ricorre in numerose pubblicità online che promettono guadagni attraverso l’intelligenza artificiale. Non servirebbero competenze finanziarie né conoscere l’andamento delle Borse: a investire il denaro provvederebbe un algoritmo, spesso affiancato da un consulente personale. Una prospettiva allettante. Ma quei guadagni che compaiono sullo schermo sono soldi veri oppure soltanto numeri destinati ad alimentare un’illusione? La distinzione è fondamentale. Esistono intermediari autorizzati che utilizzano realmente algoritmi e intelligenza artificiale per analizzare i mercati ed effettuare operazioni finanziarie. Ma nessuna tecnologia può garantire profitti costanti o eliminare il rischio di perdere denaro.
Il meccanismo delle false promesse
Negli schemi fraudolenti segnalati dalle autorità, tutto può iniziare con un investimento relativamente modesto. Dopo il versamento entra spesso in scena un sedicente consulente che accompagna il cliente nelle operazioni. La piattaforma mostra profitti apparentemente crescenti: i 250 euro diventano 400, poi 600 o anche di più. Grafici e percentuali rafforzano l’impressione che il sistema funzioni. Ma nei casi di frode quei guadagni possono essere completamente fittizi, semplici cifre visualizzate su una piattaforma senza alcuna corrispondenza con operazioni finanziarie reali. Il problema emerge quando l’investitore tenta di ritirare il denaro. Possono comparire commissioni impreviste, presunte imposte da versare anticipatamente o richieste di ulteriori pagamenti.
Consob: 1.838 siti oscurati dal 2019
Il fenomeno è costantemente monitorato dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. Il 9 ottobre 2026, la Consob ha annunciato l’oscuramento di altri quattro siti Internet attraverso i quali venivano offerti abusivamente servizi finanziari, portando a 1.838 il numero complessivo dei siti oscurati dal luglio 2019. L’Autorità ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella realizzazione di pubblicità ingannevoli, immagini e video manipolati, talvolta utilizzati per attribuire falsamente a personaggi conosciuti la promozione di investimenti.
La Consob invita i risparmiatori a verificare sempre che gli intermediari siano autorizzati e a consultare gli avvisi pubblicati sul proprio sito istituzionale. Prima di investire è indispensabile verificare che l’intermediario sia regolarmente autorizzato, controllando il numero di iscrizione e i dati identificativi negli albi e nei registri ufficiali della Consob, della Banca d’Italia o delle altre autorità competenti. Il numero dichiarato sul sito dell’operatore, da solo, non costituisce una garanzia.
Polizia di Stato: l’operazione Dream Earnings a Pordenone
Anche la Polizia di Stato ha documentato casi di truffe finanziarie online costruite attorno a piccoli investimenti iniziali e alla promessa di guadagni elevati. Un esempio significativo arriva dalle questure di Bari e Massa Carrara, ma anche da Pordenone, dove la Polizia Postale ha condotto un’indagine denominata Dream Earnings, relativa a un sistema di falsi investimenti online. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime venivano inizialmente attirate con proposte di investimento di circa 250 euro e successivamente indotte a versare somme sempre maggiori, sulla base di prospettive di guadagno ingannevoli. Il caso dimostra come un investimento iniziale apparentemente modesto possa rappresentare il primo passo di un meccanismo fraudolento ben più articolato.
Non tutti sono truffatori, ma non tutti sono onesti
Esistono società e professionisti che operano correttamente, utilizzando l’intelligenza artificiale come strumento di analisi finanziaria. Ma esistono anche organizzazioni che sfruttano le stesse tecnologie per ingannare i risparmiatori. La differenza non sta nell’algoritmo, ma nella serietà e nell’affidabilità di chi lo utilizza. Perché, prima ancora di chiedersi quanto si possa guadagnare investendo 250 euro, bisognerebbe porsi una domanda molto più importante: A chi stiamo realmente affidando i nostri risparmi?


