Pozzallo, un secolo di Palazzo La Pira. Dal dono del marchese Tedeschi al simbolo del “Sindaco Santo”

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POZZALLO, 06 Ottobre 2026 – Esattamente un secolo fa, nell’ottobre del 1926, venivano portati a compimento i lavori di uno dei monumenti più iconici e rappresentativi di Pozzallo: l’attuale Palazzo di Città “Giorgio La Pira”. Oggi questo splendido edificio festeggia il suo centesimo anniversario dalla conclusione della sua costruzione materiale, un traguardo storico che invita a riflettere sulle radici architettoniche e civiche della comunità pozzallese.
Se oggi i cittadini possono ammirare l’imponente facciata che unisce l’eleganza dello stile Liberty alle rigorose geometrie del tempo, il merito principale va ascritto alla ferrea volontà e alla munificenza di un uomo che ha segnato la storia locale: il marchese Corrado Tedeschi.
La storia di Palazzo La Pira inizia ufficialmente qualche anno prima del fatidico ottobre 1926. Nel 1923, Pozzallo avvertiva forte la necessità di una sede monumentale e centralizzata che potesse accogliere degnamente la vita amministrativa del comune. Fu proprio in quell’anno che il marchese Corrado Tedeschi, esponente di spicco della nobiltà locale e futuro podestà della cittadina, compì un passo decisivo.
Tedeschi scelse di donare all’ente municipale un vasto terreno di sua proprietà, situato in una posizione strategica incomparabile: adagiato lungo il corso principale del paese e affacciato direttamente sul mare. Quella donazione non era un semplice atto di beneficenza, ma il tassello fondamentale di un disegno urbanistico preciso. Il marchese desiderava che la nuova “casa dei pozzallesi” non fosse un ufficio grigio e isolato, ma un polo monumentale circondato dal verde (la Villa Comunale) in grado di dialogare costantemente con l’orizzonte marittimo.
Ottenuto il terreno grazie alla generosità di Tedeschi, l’incarico della progettazione fu affidato all’ingegnere Giovanni Raimondi. Raimondi concepì un disegno ambizioso, caratterizzato da una pianta a “U” formata da un imponente corpo centrale e due ali laterali protese in avanti, che ancora oggi abbracciano idealmente Piazza Municipio.
I lavori, avviati nel 1923, coinvolsero le migliori maestranze e artigiani locali. Mese dopo mese, il marmo, la pietra e il ferro battuto presero forma, arricchendosi di raffinati dettagli decorativi, capitelli compositi e, successivamente, degli splendidi affreschi interni del pittore pozzallese Giuseppe Assenza. Nell’ottobre del 1926, i ponteggi vennero finalmente smontati: la struttura era completa in tutta la sua magnificenza Liberty. Sebbene la macchina amministrativa vi si trasferì ufficialmente solo nel 1928, il panorama visivo e identitario di Pozzallo era ormai cambiato per sempre.
Il palazzo, nato sotto l’impulso del marchese Tedeschi durante gli anni Venti, ha attraversato indenne i decenni successivi, mutando pelle insieme alla storia d’Italia. Da centro del potere podestarile è divenuto il vero e proprio “tempio della democrazia cittadina” nell’era repubblicana.
Il legame con la grande storia si è consolidato ulteriormente nel 1979, quando l’amministrazione comunale (sindaco Vincenzo Galfo) decise di intitolare solennemente il palazzo a un altro illustre figlio di Pozzallo: Giorgio La Pira, il “Sindaco Santo” di Firenze, accademico, padre costituente e instancabile ambasciatore di pace nel mondo.
Celebrare i cento anni dalla fine dei lavori di Palazzo La Pira significa dunque onorare una doppia eredità: l’alto profilo ideale e democratico incarnato da La Pira, e la lungimiranza monumentale e il mecenatismo del marchese Corrado Tedeschi, senza il quale questa splendida “finestra sul Mediterraneo” non avrebbe mai visto la luce. Cento anni dopo, le sue pietre continuano a raccontare ai pozzallesi e ai turisti una storia fatta di generosità, arte e profondo amore per la propria terra.

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