
Palermo, 03 settembre 2026 – L’Onorevole Ignazio Abbate interviene con decisione sulla complessa situazione economico-gestionale che coinvolge le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), le Comunità Terapeutiche Assistite (CTA), i Centri per l’Autismo e le strutture riabilitative accreditate (ex art. 26 L. 833/1978) operanti in Sicilia. Raccogliendo le forti preoccupazioni e le motivate istanze avanzate in modo unitario dalle principali sigle datoriali e associative del settore socio-sanitario, l’On. Abbate annuncia, insieme a tutto il gruppo parlamentare, che si farà promotore di un disegno di legge per l’adeguamento delle tariffe. “Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte al grido d’allarme lanciato dalle strutture e dalle associazioni di categoria. Gli operatori socio-sanitari e le strutture del settore della fragilità garantiscono livelli essenziali di assistenza ed elevata professionalità per migliaia di anziani, disabili e soggetti fragili. Non possiamo girarci dall’altra parte lasciando da sole le categorie più fragili. È doveroso che la Regione garantisca un adeguamento retributivo e tariffario equo e sostenibile”. Come evidenziato nel documento presentato dalle associazioni di settore, le rette attualmente corrisposte dalla Regione risultano bloccate a parametri storici ormai del tutto anacronistici (risalenti al 2010 per le RSA e i CDR, al 2014 per le tossicodipendenze e al 2015 per i centri per l’autismo). Negli ultimi anni, tuttavia, le strutture hanno dovuto affrontare costi operativi notevolmente cresciuti che vanno da un indice di inflazione cumulato del 36,5% registrato nel periodo 2007-2024 agli aumenti derivanti dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, con incrementi medi dell’11,50% (con punte fino al 20% per AIOP RSA e oltre il 12% per Coop. Sociali e ARIS RSA), incidono fino al 74% sulla tariffa complessiva. “La norma approvata dal Parlamento negli anni scorsi che prevedeva un aumento del 7% è diventata ininfluente visto il decreto assessoriale l’ha spalmata in scaglioni di tre anni (3,5% per il 2025, 1,5% per il 2026 e 2% per il 2027). L’adeguamento delle tariffe non rappresenta una semplice concessione finanziaria, bensì un vero e proprio investimento strategico per la tenuta del sistema sanitario e sociale regionale. Senza risorse adeguate, il rischio concreto è la saturazione dei servizi, la contrazione dei livelli occupazionali e un forte ridimensionamento della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini più vulnerabili. Apprezzo l’impegno e l’attenzione dimostrata dall’Assessorato, ma chiedo un ulteriore sforzo programmatico. Occorre dare piena attuazione al piano di revisione retributiva e superare definitivamente i limiti del piano di rientro sanitario che non può gravare da quasi un ventennio sulle spalle di queste categorie fragili. Il sottoscritto, insieme a tutto il gruppo parlamentare della DC, ne farà una questione di principio sin dalla ripresa dei lavori parlamentari. Nelle prossime sessioni di bilancio, a partire dalle variazioni del mese di settembre, presenteremo un provvedimento per dare risposte al settore, auspicando che i colleghi di maggioranza e il parlamento intero sostengano questo provvedimento per chiudere definitivamente una problematica che, in un momento positivo di disponibilità economica come quello attuale, non ha ragione di esistere”.


