
RAGUSA, 08 Agosto 2026 – Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, a fronte dei pareri contrari espressi dal Pubblico Ministero, ha ritenuto che permangano del tutto inalterati i presupposti applicativi della misura cautelare per i cinque sciclitani arrestati per estorsione e lesioni nei confronti di un pensionato di Donnalucata. Le richieste erano state avanzate dagli avvocati Ignazio Galfo, Omar Falla, Daniela Spadaro, Aprile e Michele Savarese, difensori di fiducia degli indagati, tutti sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere. Le difese avevano chiesto la revoca della misura o, in subordine, la sua sostituzione con altre meno gravose.
Nel provvedimento si evidenzia la permanenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari. Il giudice ha, inoltre, valutato come non dirimenti né credibili, poiché in contrasto con gli elementi di prova raccolti, le dichiarazioni rese da tre indagati, F.M., D.C. ed E.G., così come la documentazione prodotta attestante la loro attività lavorativa.
Considerata la gravità dei fatti, la custodia cautelare in carcere è stata giudicata dal Tribunale come l’unica misura proporzionata e adeguata a fronteggiare le esigenze cautelari, escludendo l’idoneità di misure meno gravose, compresi gli arresti domiciliari anche se assistiti da modalità elettroniche di controllo.
Un’unica eccezione riguarda la posizione di C.R.A., per il quale la difesa aveva segnalato condizioni di salute potenzialmente incompatibili con il regime carcerario, allegando un certificato medico ritenuto tuttavia risalente. Sul punto, il GIP ha disposto l’acquisizione di una relazione aggiornata da parte del medico penitenziario responsabile, per verificare le attuali condizioni di salute dell’uomo e la loro compatibilità con il carcere, riservandosi di assumere decisioni all’esito di tale accertamento nel termine di cinque giorni.
Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, hanno permesso di ricostruire i contorni di una vicenda dai tratti allarmanti, culminata in un violento agguato. Tutto ha avuto inizio nel tardo pomeriggio del 3 febbraio a Donnalucata, frazione balneare di Scicli. Un pensionato di 72 anni, mentre percorreva via Salvador Allende a bordo della sua autovettura, era stato, improvvisamente, braccato, affiancato e costretto ad arrestare la marcia da una Fiat Panda che gli ha sbarrato la carreggiata.
Dall’utilitaria erano scesi tre uomini che, con brutale determinazione, lo avevano accerchiato, costretto a scendere dal veicolo e trascinato con violenza sull’asfalto. Nel corso dell’aggressione, con una serie di calci, pugni e schiaffi, la vittima era stata scagliata a terra, riportando lesioni al volto e agli arti.
Mentre infierivano sulla persona offesa, sopraffatta a terra e senza possibilità di difesa, gli aggressori gli avevano rivolto minacce di morte destinate anche alla sua famiglia, intimandogli di saldare un presunto debito, disconosciuto dalla vittima.


