
RAGUSA, 08 Agosto 2026 – ASP di Ragusa: la toppa è peggio del buco. È quanto denuncia duramente Rosario Gugliotta, presidente di Rete Civica Articolo, all’indomani di un clamoroso passo indietro compiuto dall’azienda sanitaria a meno di 24 ore dalle segnalazioni pubbliche.
La vicenda ha avuto inizio giovedì sera quando, attraverso un comunicato diffuso sui social e ripreso dai media locali, è stato sollevato il caso di un gravissimo abuso. Con un provvedimento entrato in vigore il 9 agosto, l’ASP aveva infatti bloccato qualsiasi possibilità di inoltrare richieste per prestazioni in “percorso di tutela” in particolari condizioni attraverso le modalità tradizionali. La circolare stabiliva che le comunicazioni tramite posta elettronica, comprese le PEC, o in forma cartacea tramite l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) potessero avvenire unicamente accedendo al sito aziendale tramite SPID e CIE. Una decisione definita arbitraria e in netta palese violazione delle norme a tutela dell’accesso ai servizi per le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, i soggetti fragili o chi possiede un basso livello di scolarizzazione.
La pressione esercitata ha costretto l’azienda a una rapida marcia indietro: venerdì mattina, poco prima di mezzogiorno, l’ASP ha diramato una nuova nota confermando che le procedure digitali non sostituiscono le prassi tradizionali di dialogo tra il cittadino e la pubblica amministrazione.
Nonostante la risoluzione della criticità, i giudizi nei confronti dei vertici dell’azienda rimangono fortemente critici. Per Gugliotta, l’episodio dimostra come la guida dell’ASP sia inadeguata, improvvisata e caotica, al punto che una circolare simile — presumibilmente validata dal servizio legale interno — calpesta i principi costituzionali e le leggi amministrative, sollevando interrogativi che non possono passare inosservati agli organi di controllo amministrativo, giudiziario e politico.


