Caro energia, Codacons: le famiglie più fragili non possono essere lasciate sole

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L’allarme lanciato dalla Banca centrale europea sul crescente impatto del caro energia sulle famiglie a basso reddito conferma un quadro estremamente preoccupante anche per l’Italia.

Secondo l’analisi della BCE, i nuclei economicamente più fragili destinano una quota significativamente maggiore del proprio reddito alle spese energetiche rispetto alle famiglie più abbienti, con conseguenze dirette sul potere d’acquisto, sui consumi e sulla qualità della vita.

Il Codacons esprime forte preoccupazione per uno scenario che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni economiche di milioni di cittadini.

“Lo studio della BCE conferma ciò che denunciamo da tempo: il caro energia non colpisce tutti allo stesso modo e sono le famiglie più fragili a pagare il prezzo più alto – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons –. Per molti nuclei familiari ogni aumento delle bollette significa dover rinunciare ad altre spese essenziali, dall’alimentazione alle cure sanitarie, fino ai bisogni quotidiani più elementari.”

Secondo il Codacons, il peso crescente delle utenze domestiche rischia di ampliare ulteriormente il divario sociale, comprimendo i consumi e mettendo in difficoltà un numero sempre maggiore di cittadini.

“Non possiamo limitarci a registrare gli effetti dei rincari – prosegue Tanasi –. Occorre intervenire prima che la situazione diventi ancora più grave, rafforzando le misure di sostegno alle famiglie vulnerabili, rendendo più efficaci i bonus sociali e garantendo maggiore trasparenza nel mercato dell’energia.”

Il Codacons chiede al Governo di predisporre un piano nazionale di tutela dei consumatori che preveda il costante monitoraggio dell’andamento dei prezzi dell’energia, il potenziamento degli strumenti di sostegno economico per le famiglie in difficoltà e il rafforzamento dei controlli sulle offerte commerciali di luce e gas.

“L’energia rappresenta un bene essenziale e non può trasformarsi in un fattore di esclusione sociale o in un peso insostenibile per milioni di famiglie – sottolinea Tanasi –. È necessario vigilare sulle condizioni economiche applicate dagli operatori, sulle modifiche unilaterali dei contratti e sulla trasparenza delle offerte presenti nel mercato libero.”

“Il richiamo della BCE deve essere raccolto senza ulteriori ritardi. Governo, Autorità di regolazione e istituzioni competenti adottino misure strutturali per garantire prezzi sostenibili, maggiore trasparenza e una protezione effettiva dei cittadini più esposti. Difendere il potere d’acquisto delle famiglie significa tutelare la coesione sociale e sostenere l’intera economia del Paese” – conclude Tanasi.

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