
L’Unione Europea ci spiega che il riconoscimento facciale negli spazi pubblici è troppo pericoloso. Potrebbe minacciare le libertà individuali. Potrebbe consentire un monitoraggio eccessivo dei cittadini. Per questo l’AI Act pone forti limiti e divieti al suo utilizzo. Benissimo. Ora però qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegare ai cittadini perché il diritto di un rapinatore a non essere riconosciuto automaticamente debba prevalere sul diritto di una persona onesta a non essere rapinata. Perché questo è il punto. Non stiamo parlando di un romanzo distopico. Stiamo parlando di criminali veri, aggressori veri, borseggiatori veri, spacciatori veri, terroristi veri. Ogni giorno siamo ripresi da decine di telecamere: aeroporti, stazioni, banche, supermercati, autostrade, metropolitane. Nessuno si scandalizza. Lo scandalo scatta solo quando la telecamera potrebbe diventare intelligente. La tecnologia che potrebbe individuare in pochi secondi un ricercato improvvisamente viene descritta come il primo passo verso il Grande Fratello. Curioso. Lo stesso cittadino che accetta di essere localizzato dallo smartphone ventiquattro ore su ventiquattro, seguito dalle app, profilato dai social network, tracciato dalle carte di credito e osservato da sistemi pubblicitari infinitamente più invasivi, entra in agitazione se una telecamera dovesse riconoscere un latitante. La verità è che gran parte dell’Europa continua a ragionare come se il problema principale fosse uno Stato troppo forte. L’Italia, invece, convive da decenni con il problema opposto: uno Stato troppo spesso incapace di far rispettare le regole. E allora si arriva al paradosso. La tecnologia esiste. Potrebbe aiutare a identificare ricercati, autori di aggressioni, membri di organizzazioni criminali e soggetti pericolosi. Ma la priorità diventa impedire che venga utilizzata. Come se il cittadino da proteggere fosse il delinquente. Naturalmente servono controlli rigorosi. Naturalmente servono autorizzazioni giudiziarie. Naturalmente servono limiti e garanzie. Ma tra il divieto quasi assoluto e la sorveglianza totale esiste un enorme spazio di buon senso. È lo spazio in cui uno Stato democratico usa la tecnologia per difendere gli onesti anziché rinunciare a priori per paura di abusarne. Perché una domanda resta sospesa. Se una tecnologia permette di trovare più rapidamente criminali, terroristi e latitanti, chi trae vantaggio dal fatto che non venga utilizzata? Sicuramente non i cittadini rispettosi della legge. Male non fare paura non avere.



4 commenti su “Il riconoscimento facciale? Sì, grazie…l’opinione di Rita Faletti”
In Italia ormai ti debbono avvisare 5 giorni prima di essere messo sotto indagine. Tutta questione di privacy o altro non so…
Quindi questo riconoscimento facciale visto che si parla tanto di privacy e ci fanno tanta di quella salsa che potrebbero fornire tutti i McDonald del mondo, a quale scopo lo tirano fuori? Per acciuffare il ladruncolo o lo spacciatore che il giorno dopo è allo stesso posto? A me non interessa sentirmi dire: “Tanto non ho niente da nascondere”. La maggioranza dei cittadini sono persone perbene e non hanno niente da nascondere, ma non per questo non debbono diffidare da questo ulteriore senso del controllo alla persona. Poi si parte da questo fino a farti infilare un chip nel cervello e finalmente avremo il controllo totale.
Una volta a Modica si diceva: “pattunu ca minutedda e puoi….”
Stiamo sdoganando il controllo della massa in nome di altro.
Perche? Perche prima si crea il problema e poi, miracolosamente, offrono la soluzione.
E partono gli slogan.
Avete attivato la cie? Bravi. I vostri dati biometrici sono gia nei server fuori dall’italia.
Se domani salisse uno stalin al potere in italia, credete che ne fara buon uso?
E se ci fosse un’altra pandeminkia, con tutte le telecamere che vengono messe, quanto ci mettono a trovare i trasgressori di ordini superiori?
La liberta è libertà, i propri dati personali sono personali e non c’è nessuna autorita al mondo che possa usarli per controllo o meno.
Questo è un concetto base, semplice, e fondamentale.
Se si cede su questo, avete perso tutto.
Qualcuno ha presente cos’è successo in cina?
E quanto ci mettono ad incrociare il vostro viso con il vostro conto corrente, ad una manifestazione contraria al governo, bloccandolo come accaduto in canada?
Voi gli state dando tutti questi dati, viso, impronte, conto, patente. Tutto in un’unica app.
Puo salire stalin oppure hitler, è uguale.
Oppure può essere una falsa democrazia in rovina.
Sig. Tonino, avevo risposto al suo commento nell’altro articolo, ma è stato censurato.
Sa, la democrazia, la liberta di stampa, il liberalismo, funzionano bene in italia.
Poiche c’erano fatti appurabili, come sempre, a qualcuno sarà salita la pressione leggendo, penso a quello che commenta in tempo reale appena si pubblica qualcosa.
Vero Tonino, so’ fasci!
E sti’ fasci hanno anche scritto de avvisare 5 giorni prima di essere indagati.
Ma tu non eri loro simpatizzante, a me pareva… E chi te capisce!
Hanno visto che l’esperimento del green pass è ben riuscito, ma sarete felici tantissimo perchè è tutto a favore della vostra sicurezza! Capite?