
MODICA, 27 Luglio 2026 – Il rimpasto di giunta e la rottura politica tra la sindaca Maria Monisteri e l’onorevole Ignazio Abbate non hanno chiuso la crisi amministrativa a Modica, ma ne hanno aperto una fase ancora più critica. È questo il giudizio tranciante espresso da L’Alternativa Socialista che, attraverso un intervento di Antonio Ruta, punta il dito contro lo stato di stallo in cui versa la città, invocando le dimissioni generali e il ritorno immediato alle urne.
Secondo il comitato politico, chi sperava che il divorzio politico tra i vertici istituzionali potesse segnare una svolta si è dovuto ricredere. Dall’esterno, il deputato regionale continuerebbe a “colpire ai fianchi” una Giunta definita ormai “al capolinea e priva di futuro”, mentre l’esecutivo cittadino sembrerebbe incapace di prendere atto del fallimento della propria esperienza amministrativa. “Il risultato – denuncia L’Alternativa Socialista – è una paralisi totale che si abbatte su una comunità già provata da molteplici criticità”.
Nel mirino del comitato finiscono i settori chiave della vita cittadina: dal turismo, descritto in forte calo, all’abbandono in cui verserebbe il centro storico, passando per la totale assenza di prospettive per i quartieri nuovi. Le iniziative celebrative o di facciata vengono liquidate come semplici “placebo narcisisti” del tutto inutili per i bisogni reali dei modicani.
Da qui la richiesta estrema, definita inevitabile nonostante le remore iniziali: staccare la spina sia all’amministrazione comunale che al Consiglio comunale, ridotto – secondo l’analisi – a teatro di una faida di sapore pseudo-metropolitano lontana dai reali interessi della collettività.
Ruta chiude con un appello netto rivolto a chi ha amministrato negli ultimi tredici anni, definiti dal comitato come un periodo di “malgoverno cittadino”: l’invito formale è a fare un passo indietro, lasciando spazio a nuove energie e a chi possiede l’entusiasmo necessario per risollevare le sorti di Modica. Una mossa giudicata ormai come “una questione di dignità e di etica politica” di fronte a un’emergenza non più tollerabile.


