
Palermo, 27 luglio 2026 – «Quella di oggi in Quarta Commissione all’ARS rappresenta, senza mezzi termini, l’ultima occasione rimasta per fare chiarezza ed evitare che l’aeroporto di Comiso venga definitivamente mortificato e accantonato». È con queste parole che Gianfranco Fidone, da sempre in prima linea nella battaglia per la tutela e il rilancio dello scalo ibleo, interviene in merito alla seduta della Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità” dell’Assemblea Regionale Siciliana, chiamata a un confronto decisivo con i vertici istituzionali sul processo di privatizzazione della SAC (società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso).
Un’operazione, quella della privatizzazione, che secondo Fidone – primo cittadino di Acate – presenta profonde criticità e zone d’ombra, sulle quali la comunità e le forze sociali del territorio hanno già espresso una condanna unanime.
«Assistiamo da anni all’abbandono sistematico del “Pio La Torre” da parte di SAC, una gestione che ha ridotto al minimo le potenzialità di una struttura strategica per tutto il Sud-Est della Sicilia», prosegue Fidone. «Avviare o completare un processo di privatizzazione in queste condizioni, e con queste modalità così discutibili, significa svendere il futuro del nostro territorio e condannare Comiso a un ruolo di irrilevanza permanente. La privatizzazione va rivista e stoppata senza indugi: non possiamo permettere che si proceda a tappe forzate a scapito dei cittadini e dell’economia locale. Vedremo in Commissione chi avrà a cuore il futuro del territorio ibleo».
«Oggi non è più il tempo dei compromessi o del silenzio. Serve un forte sussulto d’orgoglio da parte di tutti i livelli istituzionali. Sulla dignità del nostro territorio e sul diritto alla mobilità dei siciliani l’Mpa è e sarà sempre in prima linea e non faremo un solo passo indietro».


