
RAGUSA, 13 Luglio 2026 – La CISL SLP di Ragusa, unitamente alla RSU di unità produttiva, ha ufficialmente aperto un conflitto di lavoro ex art. 17 del CCNL nei confronti di Poste Italiane, sollevando una grave problematica che coinvolge la corretta ricostruzione della carriera previdenziale dei lavoratori. Al centro della controversia vi è la mancata o incompleta certificazione dei periodi lavorativi a tempo determinato risalenti a oltre vent’anni fa, in particolare per i dipendenti ex CTD stabilizzati in forza di sentenze del Tribunale.
La vicenda trae origine dalla constatazione che gran parte dei lavoratori ex CTD della provincia di Ragusa, consultando il proprio Estratto Conto Contributivo INPS, ha riscontrato l’assenza a sistema di periodi contributivi ex IPOST precedenti al 2010. Nonostante le rassicurazioni di Poste Italiane circa il regolare versamento dei contributi, i lavoratori si trovano nell’impossibilità pratica di regolarizzare la propria posizione previdenziale presso il Dipartimento ex IPOST. Per procedere alla messa in mora, infatti, è indispensabile allegare un attestato di servizio per uso previdenziale che certifichi l’intera attività lavorativa, inclusi i periodi a tempo determinato antecedenti alla stabilizzazione.
È proprio su questo punto che si è consumata la frattura tra le parti. La CISL SLP denuncia comportamenti aziendali difformi e, in ultima istanza, ostruzionistici: mentre in passato la struttura PCL rilasciava certificazioni complete, oggi tale rilascio è stato arbitrariamente sospeso senza alcuna plausibile giustificazione. Al contempo, per i lavoratori operanti presso le strutture M.P. e DTO, le certificazioni prodotte risultano parziali e prive dei periodi a tempo determinato.
Il sindacato definisce “false” tali certificazioni incomplete, poiché smentiscono di fatto la realtà dei rapporti di lavoro e ostacolano il diritto inalienabile di ogni dipendente alla verifica della propria posizione pensionistica. Secondo la CISL SLP di Ragusa, la mancata o incompleta attestazione costituisce una chiara violazione contrattuale che lede i diritti dei lavoratori.
Con l’apertura della procedura ex art. 17, le rappresentanze sindacali intendono sollecitare un intervento tempestivo dell’azienda per evitare che il conflitto degeneri in contenziosi legali nelle sedi giudiziarie, dove i lavoratori sarebbero costretti a ricorrere per ottenere l’accertamento dei periodi omessi, la regolarizzazione contributiva e il risarcimento dei danni subiti. La Segreteria Territoriale della CISL SLP rimane ora in attesa delle previste convocazioni di primo ed eventuale secondo livello per definire, auspicabilmente in sede stragiudiziale, la risoluzione di questa annosa criticità.


