
Ragusa, 07 luglio 2026 – «Il tema dell’aeroporto di Comiso è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, complice l’emergenza cenere che ha paralizzato lo scalo di Catania e che ha riportato sotto i riflettori la necessità di una gestione integrata, seria e lungimirante degli aeroporti siciliani». Lo dichiara il segretario regionale del Pld, Salvo Liuzzo, che interviene anche nella sua qualità di consigliere comunale, sottolineando come questa fase delicata imponga responsabilità e visione, non slogan e contrapposizioni sterili.
Liuzzo ricorda che Comiso e Catania sono gestiti dalla stessa società, la Sac, e che proprio per questo sarebbe necessario un approccio più razionale e meno emotivo. «In queste ore assistiamo a un dilagare di posizioni populiste, di slogan e di accuse che non aiutano minimamente a risolvere i problemi. Alcune forze politiche e alcuni comitati sembrano più interessati a distruggere che a costruire. È un atteggiamento che non condividiamo e che non porta da nessuna parte».
Il segretario del Pld non nega le criticità: «I problemi ci sono, e lo ribadiamo con chiarezza. Comiso ha sofferto negli ultimi anni una programmazione insufficiente, una visione non all’altezza delle sue potenzialità e una gestione che spesso ha lasciato irrisolti nodi fondamentali. Ma questo non giustifica la deriva del muro contro muro che stiamo vedendo. Non serve gridare allo scandalo ogni volta che si apre un confronto, né alimentare la narrazione del “tutto va male” senza proporre soluzioni».
Liuzzo invita a un cambio di passo: «È necessario tornare propositivi, ragionare con lucidità e mettere da parte la contrapposizione sterile. L’aeroporto di Comiso è una infrastruttura strategica per il territorio, e lo è ancora di più in momenti come questo, quando Catania si ferma e l’intero sistema aeroportuale siciliano mostra la sua fragilità. Serve una programmazione seria, serve un piano industriale credibile, serve una governance che sappia valorizzare Comiso e non relegarlo a ruolo marginale».
Liuzzo aggiunge che l’impulso dato dal comitato è stato sicuramente utile e ha contribuito a riportare l’attenzione su un tema che per troppo tempo è stato sottovalutato: «Sarebbe un peccato disperdere quell’approccio costruttivo». Il segretario del Pld amplia la riflessione affrontando anche il tema della privatizzazione: «In questo contesto, lamentarsi della politica e arrivare persino a pubblicare post con foto segnaletiche da parte di non meglio specificati soggetti è assolutamente sbagliato e controproducente. Non porta a nulla. Se davvero si vuole affrontare il tema della gestione aeroportuale, non si può escludere a priori nessuna possibilità, nemmeno quella della privatizzazione, che in molti aeroporti italiani ed europei ha garantito efficienza, trasparenza e sviluppo. Se riconosciamo che la politica ha fallito in alcuni passaggi – e io lo riconosco – allora perché mettere le mani avanti e dire “no alla privatizzazione” senza nemmeno discuterne? Con criteri chiari, con regole trasparenti, con un controllo pubblico serio, la privatizzazione non è un tabù». Liuzzo chiude con una considerazione netta: «Non possiamo lamentarci perché ai politici viene tolto il giocattolo dalle mani. Se il giocattolo non è stato gestito bene, forse è il momento di chiedersi se non sia meglio affidarlo a chi può farlo funzionare davvero. Comiso merita una strategia condivisa, non una guerra di posizione».


