
LECCE, 30 Giugno 2026 – Una maxi operazione contro l’immigrazione clandestina ha scosso l’Italia, toccando da vicino anche la provincia di Ragusa. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 29 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento aggravato. La fitta rete di complicità, smantellata grazie a un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto, si estendeva in diverse regioni: oltre al ragusano, i militari hanno operato nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano e Latina.
Al centro dell’inchiesta c’è il presunto sfruttamento sistematico del Decreto Flussi. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’organizzazione aggirava le regole dello Stato per favorire l’ingresso irregolare di centinaia di cittadini extracomunitari, pianificando false richieste di assunzione. Un meccanismo oliato che, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, partiva da un CAF di Taranto dove venivano predisposte le pratiche, per poi poggiare sulla complicità di imprenditori compiacenti attivi in vari settori produttivi nelle diverse province coinvolte.
Il prezzo per ottenere il nulla osta e il visto d’ingresso era altissimo: i migranti arrivavano a pagare fino a 6.500 euro a testa. Una cifra che, secondo la ricostruzione della Procura, veniva meticolosamente spartita: 5.000 euro andavano al datore di lavoro compiacente, 1.000 euro ai promotori dell’organizzazione e i restanti 500 euro a intermediari e altre figure di supporto. Una volta sbarcati in Italia, la realtà si rivelava ben diversa da quella burocratica: i lavoratori venivano impiegati in nero presso aziende differenti da quelle dichiarate, e in molti casi erano gli stessi stranieri a dover pagare di tasca propria i costi contributivi pretesi dai finti datori di lavoro.
Le indagini hanno svelato una struttura criminale solida e verticistica, composta da promotori, intermediari e imprenditori. Per gestire i flussi di denaro e lo stato delle pratiche senza lasciare tracce, i membri del gruppo utilizzavano chat criptate e un linguaggio in codice ben preciso. Dietro i numeri e gli arresti emerge però soprattutto il dramma umano: un sistema illecito che faceva leva sulla disperazione e sulla vulnerabilità economica di centinaia di persone, molte delle quali si sono indebitate o hanno venduto ogni proprio bene pur di racimolare la somma necessaria a inseguire il sogno di un futuro in Italia.



2 commenti su “Truffa sul Decreto Flussi, scatta la maxi operazione: 29 arresti in tutta Italia, coinvolta anche Ragusa”
Girate la notizia ai pro immigrazione.
Perché come dico sempre : la colpa è del vaccino e ora voto Vannacci che mi farà raccogliere i pomodori al posto degli immigrati. Tie’