
MODICA, 29 Giugno 2026 – C’è un limite oltre il quale la flessibilità richiesta a chi lavora nell’emergenza-urgenza si trasforma in totale mancanza di rispetto. Quel limite, per gli autisti soccorritori del 118 di Modica, sarebbe stato ampiamente superato. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, descrive perfettamente una realtà in cui chi salva vite umane viene stipato in un angolo, come se il suo benessere e il suo diritto a un riposo dignitoso fossero l’ultima delle priorità.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata stamattina. Senza preavviso, senza una pianificazione condivisa, una telefonata da parte dell’Asp ha liquidato i soccorritori con un ordine perentorio: svuotare immediatamente i locali della ex Guardia Medica di Modica Alta.
Quegli spazi rappresentavano un compromesso già al ribasso, accettato dagli autisti con spirito di adattamento: una stanza per gli armadietti (sebbene ne servisse un’altra per gli indumenti sporchi), una stanza dove stazionare e un bagno privato. Locali indispensabili per riprendere le forze tra un intervento d’urgenza e l’altro.
Il motivo dello “sfratto”? Fare spazio a un istituendo presidio infermieristico. L’ennesima operazione la cui reale utilità resta avvolta nel mistero, sollevando forti dubbi su possibili sprechi di risorse materiali e logistiche.
La soluzione alternativa? Definirla inadeguata è un eufemismo. Gli autisti sono stati di fatto ammassati in un’unica stanza polifunzionale, un vero e proprio “bunker” dove ormai converge di tutto. Da oggi, lo stesso ambiente deve fare contemporaneamente da spogliatoio (con gli armadietti di medici e infermieri), stanza di stazionamento per gli autisti, magazzino e deposito per farmaci e presidi medici, postazione informatica e servizio igienico condiviso da tutti gli operatori della struttura
È accettabile che il personale del 118 debba tentare di riprendere forze dopo in intervento o cambiarsi in un luogo di continuo passaggio, dove si incrociano le esigenze di tutto il personale sanitario e dove la privacy è azzerata? La risposta è no.
“Ci sentiamo trattati come bestie, ma adesso basta. Gli autisti soccorritori sono una colonna portante della sanità pubblica.”
Questo è il grido d’allarme e di protesta che si leva dai lavoratori. Quando la centrale operativa squilla, gli autisti del 118 sono i primi a correre contro il tempo, affrontando stress, responsabilità enormi e scenari drammatici. Non si può pretendere da loro la massima efficienza e lucidità sul campo, se poi le istituzioni non sono in grado di garantire nemmeno i requisiti minimi di igiene, decoro e dignità sul posto di lavoro.
La richiesta all’Asp è chiara e non più rimandabile: servono spazi idonei, subito. Il tempo delle soluzioni improvvisate a discapito della dignità dei lavoratori è finito.


