Maxirissa tra vicini nel centro di Comiso: dieci persone denunciate dalla Polizia

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COMISO, 14 Giugno 2026 – Si è conclusa con la denuncia a piede libero di dieci persone l’attività d’indagine condotta dalla Polizia di Stato di Comiso. I soggetti coinvolti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di rissa aggravata.

L’inchiesta è scattata a seguito di un violento scontro esploso in pieno centro storico, che ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine per evitare conseguenze ben più gravi.

L’allarme è scattato quando la Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso è intervenuta nel cuore del centro cittadino, a seguito di una segnalazione che parlava di un violento scontro in atto tra numerosi individui.

Considerata l’entità dell’evento e l’alto numero di persone presenti, la Sala Operativa ha disposto l’invio in supporto di un secondo equipaggio proveniente dal Commissariato di Vittoria. All’arrivo delle pattuglie la colluttazione era già cessata, ma sul posto permaneva ancora un nutrito e teso assembramento.

Il bilancio dello scontro è di tre feriti: le tre persone, che hanno riportato lesioni non gravi, sono state prontamente assistite dal personale sanitario del 118 e successivamente trasferite al pronto soccorso dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria per le cure del caso.

Le indagini: vecchi rancori tra famiglie alla base dello scontro
I successivi accertamenti e gli approfondimenti investigativi condotti dagli agenti hanno permesso di ricostruire la dinamica e l’origine della maxirissa. Dietro le violenze non ci sarebbero dinamiche criminali complessi, bensì futili motivi riconducibili a pregresse controversie di vicinato.

I soggetti coinvolti appartengono infatti a due nuclei familiari residenti nella medesima zona, già noti alle forze dell’ordine per essere stati protagonisti, in passato, di analoghe tensioni e accesi dissidi.

Grazie agli elementi raccolti e alle testimonianze, gli investigatori sono riusciti a identificare con precisione dieci dei partecipanti alla zuffa, per i quali è scattato il deferimento in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

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