Il trasferimento della Guardia Medica da Modica Alta alla Sorda: la verità sui fatti e un appello alla politica. Pubblichiamo

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Leggo da più parti del trasferimento della Guardia Medica da Modica Alta alla Sorda. Su questa vicenda, oltre alle legittime preoccupazioni, servono alcune necessarie precisazioni storiche, soprattutto per fare chiarezza rispetto a certi racconti dei fatti non corrispondenti al vero.
Per essere estremamente precisi, il consigliere comunale Alessio Ruffino non c’entra assolutamente nulla con l’apertura della Guardia Medica a Modica Alta nei locali di via Loreto. Ricordo agli “smemorati” come andarono realmente le cose: l’ex ospedale San Martino era stato destinato all’Università e il Comune si era impegnato a pagare l’affitto per alcuni presidi sanitari fondamentali, quali la Guardia Medica, il 118, il consultorio e la fisioterapia.
All’epoca, facevo parte dello staff della Direzione Generale dell’Asp. In quel ruolo, sollecitai personalmente il Direttore Generale dell’Asp Cusumano, il direttore amministrativo Armando Caruso e il direttore sanitario Blangiardi a predisporre un bando per l’affitto di locali non inferiori a 600 metri quadrati dove allocare questi servizi. E il bando fu fatto.
A Modica Alta trovare un immobile di oltre 600 metri quadrati era complicato, e trovarlo in una posizione strategica lo era ancora di più. Mi attivai in prima persona: ne parlai con il signor Selvaggio, proprietario dell’attuale sede; contattai Nino Puma per dei locali nei pressi del Palascherma e valutai altre strutture lungo via Catagirasi, che però risultarono essere immobili non completati. Allertai i proprietari a partecipare al bando dell’Asp, cosa che poi fecero. La gara fu vinta da Selvaggio, proprio perché i suoi locali si trovavano in una posizione centrale ed esaudivano i criteri del bando. Questi sono i fatti, documentabili e reali.
Ora, pensare di “scippare” la Guardia Medica a Modica Alta per trasferirla altrove è una scelta che non sta né in cielo né in terra. La politica modicana, a cominciare dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio comunale, dai consiglieri e dai parlamentari del territorio, ha il dovere di muoversi e impedire questo trasferimento, interloquendo immediatamente con i vertici aziendali dell’Asp. Ricordo a tutti che il Sindaco è la massima autorità sanitaria sul territorio cittadino.
Scelte del genere non fanno altro che farci tornare indietro. Altro che rivitalizzare il centro storico! Modica Alta ha già vissuto in passato l’esperienza dell’abbandono dei servizi, e fu proprio per reagire a quel declino che nacque la Lega per lo sviluppo di Modica Alta. Non permetteremo che la storia si ripeta.
Salvatore Rando

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