
POZZALLO, 27 Maggio 2026 – Ci sono città che vivono una doppia vita, sospese tra la quiete della routine invernale e la frenesia della stagione calda. Pozzallo, perla costiera affacciata sul Mar Mediterraneo, è esattamente così: un comune che conta quasi diciannove mila residenti fissi, ma che d’estate si trasforma, accogliendo oltre ventimila turisti e superando i venticinquemila abitanti simultanei. Una fluttuazione demografica enorme, che se da un lato arricchisce il territorio, dall’altro impone una riflessione profonda e non più rimandabile sulla sicurezza di chi ci vive, ci lavora o ci passa le vacanze.
Proprio per rispondere a questa complessità, il Comune ha deciso di voltare pagina, mandando in pensione il vecchio piano di emergenza che risaliva ormai a più di dieci anni fa. In un decennio il mondo è cambiato, le leggi si sono fatte più stringenti e lo stesso territorio ha mostrato nuove fragilità. Per ridisegnare da zero le linee guida della sicurezza pubblica è stato incaricato un esperto del settore, l’ingegnere e “Disaster Manager” Antonino Iozzia Maddalieno, il quale ha lavorato in stretta sinergia con gli uffici comunali, l’anagrafe e i gruppi di volontari locali. Il risultato è un massiccio aggiornamento che non vuole essere un semplice faldone burocratico da dimenticare in un cassetto, ma un vero e proprio manuale di sopravvivenza urbana.
Il punto di partenza di questo studio è la consapevolezza che il pericolo e il rischio non sono la stessa cosa. Se il pericolo è l’evento naturale in sé, il rischio è il danno che quell’evento può causare alle persone e alle case. Pozzallo, pur non avendo grandi distretti industriali o stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti, si trova a fare i conti con una natura che sa essere imprevedibile. Il territorio è infatti classificato in “Zona sismica 2”, un’area a media pericolosità dove in passato si sono già registrati forti terremoti. La memoria storica locale rimanda subito al sisma di Santa Lucia del 1990, ma i geologi sanno che l’intero altopiano ibleo è attraversato da profonde spaccature strutturali, come la cosiddetta “Linea di Pozzallo” e la vicina Scarpata Ibleo-Maltese.
Il nuovo piano colma una grave lacuna del passato, introducendo per la prima volta una mappatura dettagliata della vulnerabilità dei singoli quartieri. Incrociando i dati Istat con le epoche di costruzione degli edifici, i tecnici hanno diviso la città in quattro classi di rischio. Si è scoperto così che il centro storico, con le sue case in muratura antecedenti al 1919, ha una predisposizione al danno molto più alta rispetto ai quartieri moderni in cemento armato. Allo stesso tempo, l’indice di esposizione si impenna nelle aree commerciali e nei grandi supermercati della periferia a causa del forte affollamento quotidiano. Ma il terremoto non è l’unica insidia: il documento analizza e affronta con nuove procedure anche il rischio idrogeologico, le violente mareggiate invernali, le alluvioni lampo nella zona di contrada Scaro e gli incendi di interfaccia, quei roghi che nascono nei boschi ma che finiscono per minacciare le case dei residenti.
Cosa succede, concretamente, se scatta l’emergenza? Il piano individua una vera e propria catena di comando guidata dal sindaco pro-tempore e supportata dall’Assessorato alla Protezione Civile. Il cuore pulsante delle operazioni sarà il Centro Operativo Comunale (COC) di Viale Australia, una struttura protetta da cui verranno coordinati i soccorsi. Dal canto suo, la popolazione potrà fare affidamento su una rete di edifici strategici che comprende il Municipio, i comandi di Polizia Locale e Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto. Anche la logistica sanitaria è stata blindata, mappando la Guardia Medica, il Poliambulatorio e le postazioni del 118, fino ad arrivare alle strutture che ospitano le fasce più fragili come gli asili e le case di riposo.
Infine, una città sul mare non può prescindere dal suo porto. L’infrastruttura marittima di Pozzallo è stata confermata come l’hub strategico principale in caso di grandi calamità, l’unica vera porta d’accesso per far affluire via mare i soccorsi nazionali e i generi di prima necessità qualora le strade fossero impraticabili. Per i collegamenti terrestri, il piano blinda le principali vie di fuga: le strade provinciali che portano verso Modica (dove si trova l’Ospedale Maggiore “Nino Baglieri”) e quelle che collegano il centro abitato all’autostrada Siracusa-Gela. Pozzallo si scopre così più fragile nei numeri, ma decisamente più forte e consapevole nei mezzi per difendersi.
Soddisfazione per il Piano esitato positivamente è stata espressa dal sindaco Roberto Ammatuna nel corso dell’approvazione del punto in Civica Assise, lo scorso venerdì, durante un apposito consiglio comunale


