Centro storico di Modica ed emergenza sicurezza: l’affondo di Sinistra Italiana. D’Antona: “Serve un piano urgente”

Tempo di lettura: 2 minuti

MODICA, 22 Maggio 2026 – La scia di episodi di microcriminalità che sta colpendo il centro storico di Modica richiede interventi immediati e non più rimandabili. A sollevare il caso, chiedendo un cambio di passo deciso all’Amministrazione comunale, è Vito D’Antona a nome di Sinistra Italiana Modica.

Secondo l’esponente politico, quello che per la città della Contea rappresenta un fenomeno del tutto inedito rischia di radicarsi se non affrontato con una strategia d’insieme, capace di restituire serenità a residenti, visitatori e commercianti. Nonostante il costante impegno delle forze dell’ordine, non si era infatti mai registrato un susseguirsi così fitto di episodi contrari all’ordine pubblico in un’area così circoscritta.

A dare forza alla denuncia di Sinistra Italiana sono i dati emersi da un recentissimo sondaggio condotto dal Comitato per il centro storico, in cui si evidenzia una netta inversione delle priorità della mappa urbana: nei questionari raccolti tra chi vive e lavora nel cuore della città, le problematiche legate alla sicurezza e alla legalità hanno scalato l’indice di gradimento, balzando drammaticamente ai primissimi posti delle preoccupazioni quotidiane.

Per Sinistra Italiana non c’è più tempo da perdere in rimpalli di responsabilità. Vito D’Antona traccia una linea d’azione chiara in cinque punti da sottoporre con urgenza a Palazzo San Domenico: “Costruire un piano d’azione condiviso che metta attorno allo stesso tavolo l’Amministrazione, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria, chiedere che il tavolo tecnico permanente per il centro storico si occupi, in via prioritaria e prima di ogni altra cosa, di ordine pubblico e legalità, richiedere formalmente una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, realizzare una rete di telecamere di sorveglianza il più possibile capillare e ampia nei vicoli e nelle piazze strategiche del centro, affrontare e risolvere definitivamente la carenza di organico del Comando di Polizia Locale per garantire un presidio stabile del territorio.

“Ristabilire un clima di sicurezza – conclude D’Antona – è fondamentale non solo per la qualità della vita dei residenti, ma anche per tutelare gli operatori economici e la vocazione turistica del nostro centro storico”.

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6 commenti su “Centro storico di Modica ed emergenza sicurezza: l’affondo di Sinistra Italiana. D’Antona: “Serve un piano urgente””

  1. TANTI BLA-BLA
    ZERO SOLUZIONI REALI
    SOLO FUFFA

    FARE REALMENTE UN CONTROLLO A TAPPETO
    TUTTI I RESIDENTI NON IN REGOLA E SENZA LAVORO
    ESPULSIONE IMMEDIATA DEFINITIVA

    IN POCHI GIORNI SI RIPRISTINA ORDINE E TRANQUILLITÀ’
    DIVENTANDO NUOVAMENTE IL SALOTTO BUONO DELLA CONTEA
    ———————————————–

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  2. Acchiccivò… 😂
    Mizzica cittadino ha le idee chiare, in pochi giorni lui ripristinerebbe ordine e tranquillità, e non le tante persone che cercano di trovare soluzioni.
    Cittadino si candidi e le darò il voto 😊🤣

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  3. Altro tavolo tecnico, evvaiiii.
    Mi spiegate a che servono le telecamere? Se poi vengono liberati all’ istante?
    Ci vogliono leggi con certezza della pena come si deve, altrimenti vi rimangono i tavoli tecnici.
    Senza leggi serie che partono dal pappamento, potete solo recitare, perché di recite si tratta.
    Chi non ha un contratto di lavoro dopo tre mesi deve essere accompagnato fuori.
    Si fa questo il Italia??? NO!!!
    Quindi andrà sempre peggio, restano recite. Solo bla……bla…..bla……!!

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  4. Bisognava pensarci prima, era prevedibile il disastro. I nostri attori da circo, tutti, hanno preferito il business, fregandosene della sicurezza degli italiani, tanto loro vivono in palazzi super sorvegliati, e si spostano su auto blindate. I problemi sono sempre per i cittadini. Questi sono. Creatori di disastri.

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  5. Gino, le lancio una proposta a lei e a chi la pensa come lei: è d’accordo col cacciar via, insieme a chi non ha un contratto di lavoro, anche chi assume in nero queste persone (che quindi sono sfruttate e sottopagate perchè un contratto regolare non ce l’hanno)?
    E magari cacciamo via anche chi le chiama per qualche “lavoretto”, pagandole (poco) in contanti e (ovviamente) senza rilascio di documento fiscale?
    Non ritiene invece che staremmo tutti meglio se questo sommerso emergesse, se il gettito fiscale e previdenziale aumentasse, incentivando la regolarizzazione di questa manodopera “fantasma”?

  6. Modicano sono
    L’ho sempre scritto che questa non è accoglienza, ma nuovi schiavi.
    Certo che non va far lavorare queste persone sotto pagate, è senza contratto, ma li fanno entrare proprio per questo.
    I nostri prodotti per tenere sul mercato internazionale, hanno bisogno di abbassare il costo del lavoro, come fare??? Con gli immigrati.
    Questa è falsa accoglienza, solo business.

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