
POZZALLO, 24 Aprile 2026 – Si sono concluse nel cuore della notte le operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia Costiera, con l’arrivo al porto di Pozzallo della motovedetta CP 311 intorno all’1:50. L’unità era salpata dal porto ibleo nel pomeriggio precedente, verso le 17:00, per intercettare un motopeschereccio in legno segnalato in gravi difficoltà a causa del forte sovraccarico.
L’imbarcazione, partita dalle coste libiche circa due giorni prima del ritrovamento, trasportava 121 persone in condizioni di estrema precarietà. Le operazioni di trasbordo a bordo della motovedetta sono state particolarmente delicate e complesse, ostacolate dalle difficili condizioni meteomarine che hanno messo a dura prova i soccorritori. Una volta completato il recupero e messi in sicurezza i naufraghi, la CP 311 ha fatto rotta verso la terraferma.
Il gruppo è composto prevalentemente da uomini (81), ma preoccupa l’alto numero di minori: sono 35 i giovanissimi tratti in salvo, tra cui quattro ragazze adolescenti. Completano il gruppo cinque donne. I migranti hanno dichiarato di provenire da Etiopia, Somalia, Eritrea, Egitto, Sudan e Bangladesh.
Ad attendere i naufraghi in banchina è stata attivata la consueta macchina dell’accoglienza. Il team dell’Usmaf (Sanità Marittima) e dell’Asp, coordinato dai medici Vincenzo Morello e Angelo Gugliotta, ha effettuato i primi screening sanitari. Presenti anche i volontari della Protezione Civile e il personale della Fondazione Migrantes per fornire assistenza immediata.
Tra i casi più urgenti, una donna all’ottavo mese di gravidanza è stata immediatamente trasferita in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica per accertamenti clinici. Tutti gli altri superstiti, dopo i controlli di rito, sono stati trasferiti presso l’hotspot locale per l’avvio delle procedure di identificazione e accoglienza.





