Modica, al via la valorizzazione del patrimonio: locali in centro e rilancio del Macello

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MODICA, 12 Aprile 2026 – Dopo un’attesa durata quasi un anno, segnata da stop burocratici e verifiche tecniche, il piano di valorizzazione del patrimonio comunale di Modica approda finalmente in Commissione Bilancio. Ad annunciarlo è il presidente della commissione, Alessio Ruffino, confermando che l’iter ha ripreso slancio grazie a una versione aggiornata della proposta e a una nuova deliberazione della Giunta.

Il documento originale, avviato a luglio dello scorso anno, aveva subito una brusca battuta d’arresto. L’assessore Tino Antoci e la segretaria generale avevano infatti riscontrato refusi e lacune che hanno richiesto mesi di approfondimenti. Tra cambi di dirigenza e rallentamenti amministrativi, l’atto era stato restituito integralmente a fine 2025. Oggi, il testo torna sul tavolo con l’obiettivo di trasformare immobili spesso inutilizzati in motori di crescita economica.

Il provvedimento punta a rivitalizzare il cuore della città, sopperendo allo svuotamento causato dal trasferimento di alcuni uffici comunali verso le zone residenziali. Gli immobili interessati sono di alto pregio e posizionati in punti strategici: i bassi di Palazzo San Domenico; i bassi del Palazzo della Cultura; i bassi del Liceo Classico.

L’obiettivo è l’inserimento a bando di nuove botteghe e attività commerciali, attraverso licenze strategiche che rispettino le norme sul contingentamento, per restituire dinamismo al tessuto urbano del centro storico.

Un capitolo cruciale riguarda il Macello comunale, chiuso forzatamente da due anni. Sebbene sia già stato messo a bando, la struttura necessita di interventi strutturali pesanti, stimati tra i 150 e i 200 mila euro.
Per rendere l’operazione appetibile ai privati, l’amministrazione sta studiando una formula di concessione a titolo gratuito a fronte dell’investimento sostenuto dal concessionario per la messa a norma e il rilancio della struttura.

Parallelamente alla valorizzazione, il piano prevede una revisione accurata dell’elenco dei beni da alienare. Si tratta di immobili spesso degradati o non più funzionali alle esigenze dell’ente. La vendita di questi cespiti permetterebbe di eliminare i costi di manutenzione per beni inutilizzati, incamerare risorse fresche da reinvestire in nuove opere pubbliche e servizi.

“Credo fermamente che la valorizzazione dei beni comunali rappresenti un’opportunità concreta per favorire la ripresa economica della città e creare nuove opportunità per Modica”, ha dichiarato Alessio Ruffino.

L’auspicio ora è che i bandi vengano pubblicati in tempi rapidi, trasformando finalmente queste mura in occasioni di lavoro e sviluppo per il territorio modicano.

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