
C’è un dettaglio, tra i tanti che riguardano la Repubblica islamica, che non compare mai nei discorsi ufficiali. Non lo si sente nelle piazze organizzate, non lo si legge nei comunicati, non lo si vede nei cortei contro il “Grande Satana”. Ed è questo: i figli di chi grida contro l’Occidente, in Occidente ci vivono benissimo. Non per dissidenza, per esilio, o per fuga romantica. Ci vivono per scelta. Studiano, comprano casa, fanno carriera, frequentano università e quartieri che i loro padri descrivono come il cuore della corruzione globale. Il paradosso non è un inciampo del sistema, è il sistema. Perché la Repubblica islamica, come tutte le ideologie molto sicure di sé, ha bisogno di due verità: una pubblica e una privata. Quella pubblica serve a governare, quella privata a vivere. La prima dice che l’Occidente è decadente, immorale, pericoloso. La seconda suggerisce che è il posto migliore dove mandare i figli. È una divisione del lavoro perfetta. A Teheran si predica. A Londra si respira. Non si tratta di qualche mela marcia o di un paio di figli ingrati. Sarebbero 4mila, secondo una fonte proveniente dall’IRGC, i rampolli e i parenti stretti di funzionari del regime ad aver lasciato il paese. È una geografia sociale precisa. I quartieri giusti, le scuole giuste, le relazioni giuste, i ruoli di responsabilità in grosse banche e gli incarichi in università prestigiose. Un’intera filiera del privilegio che attraversa confini e retoriche senza farsi fermare da nulla, men che meno dagli slogan. E qui il punto non è l’ipocrisia, parola che consola ma spiega poco. Il punto è la lucidità. Le élite iraniane sanno perfettamente distinguere tra ciò che è utile dire e ciò che è utile fare. Sanno che l’Occidente funziona, non splendidamente ma assai meglio della loro teocrazia. Sanno che l’Occidente offre sicurezza – più ai loro figli che ai cittadini occidentali che qualche volta finiscono ammazzati per mano di islamici fanatici – prosperità, prospettiva, opportunità. E si comportano di conseguenza. Solo che questa consapevolezza non è esportabile. È riservata. Impone pudore come il velo che impongono alle iraniane con le cattive. Il popolo deve credere alla versione ufficiale. I figli possono vivere quella reale. Non è una novità storica. Anche le nomenklature più ideologiche hanno sempre avuto un debole per i collegi stranieri, le università prestigiose, le case lontane. Ma qui il contrasto è più netto, quasi didascalico. Da una parte la purezza proclamata, dall’altra il comfort praticato. Il paradiso delle vergini può attendere e invece dell’odiato hijab meglio l’ultimo taglio alla moda nei saloni più cool di Parigi e Londra. Senza trascurare una premurosa propaganda antioccidentale. Beata riconoscenza! E soprattutto, questa contraddizione non c’è nemmeno più il bisogno di nasconderla troppo. Perché il potere, quando è solido, può permettersi anche una certa dose di evidenza, menzogne a parte. Il risultato è una frattura che non passa per le parole ma per le traiettorie di vita. Chi comanda costruisce un futuro altrove. Chi resta deve accontentarsi delle promesse, spesso delle botte o di un cappio intorno al collo se protesta perché è stato tradito. E allora la domanda vera non è morale, è politica. Non riguarda la coerenza, ma la fiducia. Se il futuro dei figli è fuori, quanto credono davvero, i padri, nel mondo che hanno creato e governano?



20 commenti su “Predicare a Teheran, vivere a Londra…l’opinione di Rita Faletti”
Mi sembra un’ottima domanda, soprattutto vedendo quanti bamboccioni usa vengono in Italia per lo stesso motivo, passando il tempo ad ubriacarsi, gridare, infastidire e fare i gradassi in pieno american style.
Oppure il fatto che in alcune regioni italiane o paesi europei stiano nascendo alcune colonie di non europei… Che se ne pensa di questo?
Mi chiedo, però, a parte l’aspetto sociologico, cosa centri questo con l’aggressione subita dall’iran, con bambini e civili uccisi (e questo il modo di salvarli dalla tirannia?), con le mazzate che stanno dando, con i problemi geopolitici, energetici che causa usa e Israele stiamo subendo, quali siano gli obiettivi di questo enorme fallimento, e quale sia il danno di immagine per quello che si è rivelato un paese che potenza non è, né militare tantomeno morale o culturale.
Il mondo è schierato completamente dalla parte opposta, americani compresi.
Diciamo un’opinione così, messa lì tanto per distogliere e colorare.
Il fatto è che si sta rischiando enormemente, e sappiamo tutti chi dobbiamo ringraziare.
Un’ottima domanda alla quale Lei però non ha risposto preferendo cambiare discorso.
Beh, non è una novità che prima di fare le pulci agli altri, preferisca guardare cosa succede nell’ipocrita occidente.
Lei preferisce guardare i difetti degli altri, io preferisco guardare i nostri.
Di sicuro non miglioriamo e non evolviamo guardando gli altri da una posizione di supposta ed arrogante superiorità morale (tutt’ora da convalidare).
Prima guardiamo ciò che combiniamo noi, ben più grave con quel accade, poi possiamo disquisire delle quisquilie degli iraniani a Londra.
Ma comprendo bene perché questi articoli, tecniche utilizzate da quasi un secolo.
Dal momento in cui abbiamo importato l’Islam in massa e c’è lo siamo messi in casa perchè lamentarsi ora che è troppo tardi?
Era prevedibile che tutta questa accoglienza causava caos e disordine, Londra e Parigi sono congestionati dagli islamici e non sono più nelle condizioni di controllarli. Anzi giorno dopo giorno cedono e sono costretti ad assecondare la loro escalation politica nel loro stesso paese. Molte città (anche importanti) sono governate da sindaci islamici e dettano le loro leggi regolando la vita quotidiana alla gente secondo le loro visioni o culture e se un patriota locale muove critica o dissenso, viene arrestato. Quindi di cosa dobbiamo accusare l’Iran o altri paesi islamici? Il cambio etnico in Francia e specie in Inghilterra ormai è radicato e assodato. Semmai ci dovevamo pensare prima, quando eravamo a tempo per fermare tutto questo, ma i sinistroidi occidentali con il loro perbenismo hanno stravolto il nostro mondo per delle ideologie senza un senso logico. In pratica non siamo più padroni in casa nostra!
Nella sostanza nel nostro glorioso occidente del perbenismo ecco cos’abbiamo conquistato:
Le persone hanno delegato le loro anime ai preti, la salute ai medici, i soldi ai banchieri e i figli alla scuola, e così hanno smesso di controllare la propria vita e la propria esistenza.
Ora la pongo io una domanda: Oggi nel nostro mondo occidentale chi sono i nostri padri? E chi realmente governa e comanda?
Però parliamo della libertà che non conosciamo, ma la vera libertà inizia quando metti in discussione quello che credi sia normale.
@Paolo
Le faccio presente che se Lei fosse iraniano e protestasse contro il regime avrebbe probabilmente qualche problema di incolumità fisica e più di qualche timore per la sicurezza della Sua famiglia. In Occidente si può manifestare contro i governi dei vari paesi, anche in forma violenta, mettendo a ferro e fuoco le città, aggredendo le Forze dell’ordine come avviene in Italia e le pene, quando vengono comminate ai responsabili, sono irrisorie. Quelli che Lei chiama i difetti degli altri sono crimini feroci. La supposta superiorità morale è prerogativa delle sinistre e dei magistrati che le sinistre sostengono.
Sig. Spinello, quello che i sostenitori filosionisti dimenticano di dire, è come è possibile che in questo posto così spietato che è l’iran, ci siano minoranze che vivono così bene e non se ne vogliono andare, mentre da Israele cercano piani b ed acquistano terreni e case per andarsene?
Altra cosa che si dimenticano di citare, sono le fonti che riportano questa tremenda realtà, guai a perle, perché si scoprirerbbe chi le sovvenziona, che è a occidente.
Poi invece, da noi, tutto bene, perché l’importante è apparire democrazia.
E lo stesso se sparano con gli idranti contro inermi che manifestano contro le misure liberticide, o manganellano durante manifestazioni donne incinta. Oppure se ci levano con la forza e patetiche scusanti di aiuto a terzi scuole, sanità, pensioni, potere d’acquisto, aziende di bandiera, auto, barbecue, sovranità monetaria, confini, famiglia, valori morali fondanti e chi più ne ha più ne metta.
Ed a proposito di pensioni, sembrerebbe che con i nostri aiuti all’Ucraina, abbiamo innalzato le loro di pensioni, oltre agli stipendi dei dipendenti statali, ed oltre al fatto che risultino al terzo posto per vendita di Bentley.
Questa è democrazia, d’altronde abbiamo scelto con referendum se aiutarli, come se restare nella Ue, nella nato, nell’oms, e scelto di pagare tutto a nostro discapito pur di aiutare chi ha bisogno, ossia terroristi mascherati da democratici, ad est e ad ovest.
A breve, quando arriverà il lockdown energetico, quando il gasolio sara razionato o arriverà a più di 3 euro, il cibo scarseggerá è quello che ci sarà costerà un botto, chissà cos’altro inventeranno pur di dare colpa ad altri, anziché alla propria sudditanza nei confronti di quelli che si fanno grosse risate arricchendosi.
“sembrerebbe che con i nostri aiuti all’Ucraina, abbiamo innalzato le loro di pensioni, oltre agli stipendi dei dipendenti statali, ed oltre al fatto che risultino al terzo posto per vendita di Bentley.”
Si metta un gilet con su scritto “Press” vada in Ucraina e ci mandi le foto delle Bentley che girano in mezzo alle bombe.
È più facile che l’asino voli, vero?
E quando il carburatore sarà a 3 euro lei camminera a piedi, dopotutto lo fanno per la sua salute.
Signor Spinello,
che l’Occidente con le sue porte aperte a tutti e la finzione, oggi palesatasi, del multiculti e dell’integrazione auspicata e rigettata da immigrati di fede islamica avrebbe creato danni irreversibili era prevedibile. L’Europa è diventata il ventre molle del mondo, cieca e complice del declino della propria civiltà, dell’abbandono dei suoi valori fondamentali, disposta a cedere il passo a trogloditi animati da odio nei nostri confronti, liberi di delinquere, sicuri di essere protetti da un sistema che li difende. Di questo ringraziamo il mix di wokismo e marxismo.
Mario, che poi è sempre il solito che cambia nick (copiare I commenti per commentare, impronta unica), impari a leggere anche altro oltre a Facebook. Notizie uscite ufficialmente in Italia, vuole i link per fare ennesimo figurone così cambia nuovamente nick?
Gli esodi non puoi fermarli, mai.
Una popolazione come quella nostra in diminuzione, sazia di benessere e lamentosa non potrà mai chiudere ad esodi lenti ed epocali.
Entro questo secolo coloro che entrano saranno percentualmente il doppio degli indigeni e, Israele non esisterà più.
La legge dei numeri e la forza della natura, perché Dio, non ha preferenze, e si capirà che non esistono popoli eletti, tutti sono amati ma tutti a pari dignità al cospetto di Dio.
Dio non preferisce e non da patenti di giusti o non giusti, Dio è “esatto” .
Il copia/incolla serve ad evidenziare le sue eccelse considerazioni.
Mizzica, Macco, e ora Gino come farà? S’ammuccia e nun si fa truvari, come fa sempre, sempre come un coniglio, e se lo acchiappano gli immigrati lo faranno diventare come gli … del villaggio 🤣
Dott.ssa Faletti, vedo che sul discorso Europa si è un pochino rinsavita.
Il molliccio della grande Europa lo si palpava tutti, solo che non si poteva dire. Ora finalmente stanno incominciando a parlarne i grandi media, anche se qualche temerario “europoide” cerca di additare le colpe ad altri e in particolare a Putin e Trump. Ora nella Kill list delle colpe i media ci stanno aggiungendo l’Iran. Insomma, tutti hanno colpe tranne i mollicci europei senz’arte e né parte.
Sig. Paolo, di referendum ne ho fin sopra i capelli e poi li decidono loro quali devono essere e per cosa. Se non sono importanti per i loro interessi il referendum si fa, se per gli interessi loro allora il popolo non è necessario. Ora sull’ultimo referendum se i magistrati ci hanno cantato pure Bella Ciao di quale referendum dobbiamo parlare?
Ma quelli sono imparziali, apolitici, apartitici, al di sopra di ogni sospetto, nessuna corruzione, nessuno scandalo….
Ho avuto l’impressione che il referendum lo hanno vinto più loro che i cittadini.
Signor Spinello
non sono rinsavita, ho semplicemente scritto quello che penso da tempo. Se Lei ricorda, anni fa, a proposito di islamizzazione dell’Europa e declino dell’Occidente e dei suoi valori, le suggerii la lettura di “Sottomissione” del francese Houellebecq, del 2015. E non solo, mi pare di aver dedicato alla questione più di sporadiche considerazioni, ribadendo che, se l’immigrazione è un fenomeno inarrestabile, si può e si deve usare filtri in base ai paesi di provenienza. I governi, e mi riferisco a quelli di sinistra, avrebbero dovuto vigilare invece di far prevalere i loro meschini interessi di bottega: “i loro voti ci servono”. Sono serviti e servono ad evitare la discesa oltre la soglia di sopravvivenza – in Francia Mélenchon, estrema sinistra e antisemita ha recentemente rastrellato un bel po’ di voti tra gli immigrati anche radicalizzati – ma non servono affatto a migliorare la sicurezza dei cittadini. Tutto questo, comunque, non è sufficiente perché bocci tout court l’Occidente, in particolare in un momento in cui è inevitabile e necessario fare una scelta, tra due mali scelgo il minore, con molte riserve, ma il minore. Spero che gli europei aprano gli occhi dal sonno comatoso che li ha resi mentalmente inerti.
@Paolo
Ho riflettuto sul fatto che in Iran gli ebrei vivano tranquilli e ho concluso che questo dipende unicamente dall’interesse del regime a non nuocere a persone che possono contribuire allo sviluppo del Paese, come è avvenuto in Europa, fino a quando l’odio non è riaffiorato mostrando le prime avvisaglie anche grazie agli apporti di immigrati islamici, per poi esplodere con virulenza dopo il 7 ottobre. Gli ebrei scappano dall’Europa, non da Israele. Non so dove Lei si informi. Io vado in giro, vedo con i miei occhi e chiedo. Tornando al vivere tranquilli in Iran, gli ebrei sono una risorsa per il mondo, persino per i loro più temibili e temuti nemici. Tant’è che nello statuto di Hamas c’è una parte che riguarda il trattamento che dovrà essere riservato agli israeliani dopo la caduta dello Stato ebraico. Chi si arrenderà sarà salvato o, in alternativa, dovrà andarsene, coloro i quali invece si sono distinti per professionalità nei vari settori dovranno rimanere per l’utilità della futura Palestina, ovviamente governata da Hamas. L’Iran, come la Cina e la Russia, non fa nulla per pura generosità. Cerchiamo di usare per quei regimi parametri di valutazione adeguati ai loro standard “morali”. Non intendo, peraltro, lodare i nostri, di standard morali, che sono ipocriti.
Dot.sa Faletti, io non ho mai mischiato le carte sul tema ed ho sempre fatto distinzioni molto nette.
La prima distinzione, riguarda la differenza netta fra musulmani arabi e islamici nati e cresciuti in contesti di radicalizzazione con gruppi estremisti creati dagli USA (per loro stessa ammissione), dei quali conosciamo le sigle.
Questo lo si può vedere fra musulmani arrivati in Sicilia 30 anni fa, spinti solo dalla ricerca di benessere, lupi solitari, ed oggi. Differenze abissali, oggi strumentalizzate appositamente, ieri fenomeni casuali.
La seconda, riguarda gli ebrei, con diverse correnti anche questi, sette e via dicendo. Il sionismo è la distinzione fondamentale per comprendere ciò che accade in palestina. Gli ebrei stessi, odiano e rinnegano questa corrente politica e teologicamente per loro errata. Sionismo che è assolutamente estremista, colonialista, espansionista, che ha nella sua visione la sottomissione di altri popoli, la ricostruzione del terzo tempio, l’utilizzo della violenza, la costituzione della grande Israele.
Poi, potremmo fare una bella distinzione anche fra cristiani, ma questo al momento non ci viene utile.
Quindi, utilizzare movimenti estremisti islamici, finanziati dagli USA, per fare un discorso generalista contro gli ebrei in generale, non è assolutamente corretto, né a livello politico tantomeno religioso.
Il nemico dell’iran è il sionismo, non l’ebraismo, questo punto deve essere chiaro e netto. Confondere le acque senza dovute precauzioni, non è utile alla verità.
Già ripetuto, un’israele non sionista, non avrebbe causato ciò che abbiamo visto a gaza, e non sarebbe nemica di nessuno. Questo è assolutamente innegabile. È detto questo, non credo vi sia altro da aggiungere o modificare. Questo è il tema centrale.
Sul resto, vi è un fenomeno in corso di compravendite terreni e case da parte israeliana in Europa, Grecia e Puglia soprattutto. Qualcosa si muove a livello immobiliare anche in Sicilia. Non è un segreto, è ufficiale e sono notizie circolate.
Stanno creando comunità chiuse con scuole proprie, sinagoghe etc.
A Cipro sono passati da 6.000 a 15.000 abitanti israeliani. A Corfu, creta e Rodi, c’è aumento di investimenti da parte loro.
In Puglia, casualmente nella stessa zona dove c’è stata la ‘devastazione’ della xylella, si parla ufficialmente di Israeli Colony in Salento, con agenzia immobiliare e progetti molto ambiziosi, manca solo il placet per le autorizzazioni edilizie.
Si immagini I pugliesi come hanno dimostrato felicità vedendo questo progetto, realizzazione di colonia israeliana, chiusa, settaria, autosufficiente…
Forse conoscono bene la storia della palestina, quando tutto è iniziato con l’acquisto di terreni da parte dei sionisti…
E comunque, non è un segreto per nessuno che gli israeliani non sionisti per primi ne hanno le scatole piene di quello che subiscono, e cercano sicurezza altrove, ed il fenomeno è in crescita.
Su Hamas, 7 ottobre e via discorrendo, ne abbiamo parlato diverse volte. La verità arriva a galla su tutto, questione di tempo. O meglio, già è a galla, serve solo che esploda mediaticamente come per tutti gli altri temi.
Nel frattempo pian piano mi vedrò quello che ha rilasciato Tucker Carlson, che ha pubblicato filmati inediti provenienti dal documentario Bibi Files, bloccati addirittura dal tribunale, 1.000 ore di interrogatori subiti… Poverino.
Dott.ssa Faletti, sull’islamismo siamo andati sempre d’accordo e abbiamo condiviso tante ambiguità sul ruolo sociale a cui ci hanno relegato i nostri governanti nazionali ed europei imponendoci velate accoglienze umanitarie. Il libro di Houellebecq è più attuale che mai, ma la colpa a chi va imputata? Sicuramente alla grande Europa con tutti i suoi burocrati e intellettuali che per sopravvivenza nei vari dicasteri o per denaro fiancheggiano delle ideologie permettendo questo degrado sociale, culturale, etico e religioso. Mi perdoni se ci ritorno, ma a parte l’islam, Lei la grande Europa l’ha sempre difesa, sulle scelte belliche, economiche e sanitarie ha condiviso i satanisti senza nemmeno domandarsi che tutto è correlato nonostante gli scandali che riguardano proprio chi ha permesso tutto ciò. Tutti i nostri leader europei e i servi nazionali hanno un comune denominatore: Il denaro, molto denaro. Dove girano soldi dietro ci sono sempre organizzazioni umanitarie e le varie lobby hanno sede proprio a Bruxelles. Le streghe di Bruxelles Leyen, Kallas, e Lagarde ne sono la narrazione vivente ma nessuno li mette in discussione. Lei per certi aspetti li ha santificate attribuendo colpe ad altri invece che ai mollicci invertebrati.
Aggiungo al commento per rispondere, un video che circola in rete, facilmente reperibile, che sta facendo rumore in quanto attuale per la situazione, anche se ce ne sono diversi sul tema da un punto di vista ebraico.
Parla il rabbino Elhanan Beck, con tanto di kefiah al collo e coccarda palestinese in segno di amicizia e solidarietà. Nethanyahu e sionismo sono Amalek…
“L’entità nemica degli ebrei è la forza che ha sempre voluto allontanarci dalla preghiera per fare di noi un popolo laico e nazionalista: Netanyahu e i Sionisti sono i nostri veri nemici! Infatti in Israele ormai pochissimi frequentano regolarmente le sinagoghe. Chi è che ha voluto allontanarci dalla Torah per trasformarci in guerrieri? Non certo i Palestinesi, né gli Iraniani. I Sionisti e Netanyahu sono l’Entità malvagia e ingannatrice che ci perseguita!”.
Per gli ebrei antisionisti, il sionismo ha causato enormi danni agli ebrei stessi, ha creato un conflitto perpetuo, ha profanato la religione trasformandola in nazionalismo (E si può tranquillamente chiamare teocrazia, al pari dell’iran…).
La parte interessante del pensiero dei rabbini haredi o di altri gruppi ebraici ortodossi, è proprio il punto sulla nazione Israele.
Per gli ebrei, Israele Non appartiene al popolo ebraico, per diversi motivi, religiosi. Cito:
Tre giuramenti che Dio ha imposto, riportati nel Talmud, ossia:
– non ritornare in massa e con la forza in Terra d’Israele, in quanto è necessario attendere il Messia.
– non ribellarsi alle nazioni del mondo
– le nazioni non devono opprimere gli ebrei.
Due punti violati dal sionismo, dal punto di vista di questi rabbini.
Sempre per gli ebrei, solo il Messia può restaurare il regno d’Israele, quindi come atto divino, e riportare gli ebrei nella loro terra.
Ed infine, il sionismo è visto da loro come un movimento laico e quindi idolatra, trasformando l’identità da religiosa a nazionale, profanando la Torah, creando un culto dell’esercito e dello stato.
Quindi, analizzando questi punti, non si potrà mai asserire che essere antisionisti sia essere antisemiti.
Nemmeno negare che Israele sia una teocrazia, con alla base forte nazionalismo e visioni deviate della religione ebraica per voce degli stessi rabbini al di fuori di Israele ed ovunque nel mondo, che lo dichiarano.
E nemmeno si può dire, che gli spetta per diritto quella terra, in quanto il popolo ebraico fedele alla sua scrittura, conosce bene ciò che dice, e non è quello che sentiamo ogni volta che vengono giustificati atti di sangue verso popoli occupati.
Ecco perché il mondo non sta in questo conflitto dalla parte di Israele, perché il problema non sono mai stati gli ebrei, ma si insiste mediaticamente sull’antisemitismo per nascondere ciò che una teocrazia nazionalista compie da decenni.
E non lo affermo io, lo affermano i veri ebrei che vivono pacificamente e religiosamente la loro vita ovunque, anche in iran, ma al di fuori di Israele, ritenuto Amalek, il male assoluto impersonificato da Nethanyahu e dall’ideologia sionista mischiata a religione.
Riporto:
Prima avete scelto la lotta nel fango, la prova di forza, avete politicizzato il referendum. Poi, annusata l’aria, avete scoperto che “non andava politicizzato”. Volevate cambiare la Costituzione senza neanche passare dal Parlamento: sulla giustizia. Voi, il partito di Santanché, Delmastro, Montaruli contro Einaudi, De Gasperi, Iotti. Avete dichiarato l’esatto contrario di quello che stavate facendo, fino a quando vi è scappata la verità: “togliere di mezzo la magistratura”, “usare il solito sistema clientelare”. A chi avete spesso detto di “andare al mare”, ora ricordate che “partecipare è importante”. Avete sciacallato sui casi Rogoredo e Garlasco, sulla famiglia nel bosco, sugli stupratori liberi, su Tortora, Falcone, Borsellino.
Dopo tre anni e mezzo di “pieni poteri”, la colpa è sempre degli altri: governi precedenti, magistrati, opposizione, immigrati. Mancano giusto le cavallette ed è finito l’elenco degli alibi.
Vi siete inginocchiati a Trump, lo avete candidato a Nobel per la pace, avete deriso e criminalizzato milioni di persone che scendevano in piazza contro genocidio e guerra. Avete fischiettato davanti all’esplosione di caro vita, bollette, benzina. Avete provato anche con la mancetta del taglio delle accise, per venti giorni. Avete offeso le donne, bloccando la legge sul consenso contro la violenza sessuale ed eliminando “opzione donna”. Avete attaccato frontalmente il mondo della cultura e dello sport, facendoli diventare uffici di collocamento di gente con una sola qualità: la fedeltà al capo.
Avete umiliato i lavoratori poveri, bocciando la proposta sul salario minimo, e gli anziani due volte, ridicolizzando gli aumenti delle loro pensioni e sfottendo chi dice di voler difendere quella Costituzione che li ha difesi per 78 anni.
Avete martoriato l’università e la scuola, diventati luogo di controllo, non di confronto democratico e formazione. Avete impedito a quasi cinque milioni di fuorisede, soprattutto studenti, di votare, per avere poi la faccia tosta di registrare un podcast-monologo di un’ora, proprio per chiedere il voto ai giovani.
Avete fatto tutto questo e molto di peggio.
Poi sono arrivati loro. Con una matita in mano.
Mauro Berruto