Storia di una domenica “speciale”. di Salvatore Cannata

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Scordia, 16 Marzo 2026 —

Storia di una domenica ‘speciale’. Storia di una domenica convissuta, di un’emozione che si ripete, per me, a distanza di 21 anni. Storia di una domenica che mi ha fatto raccontare ancora una promozione del mio Modica. Insieme a chi aveva raccontato l’ultima ascesa in D 19 anni fa: Peppe Ragona. Condividere insieme il racconto di questa domenica speciale, farlo in radio su RTM; farlo raccontando un 15 marzo che, indelebile, resta nella storia non solo del calcio o dello sport modicano ma di un’intera città, è stato davvero bello. Che sarà pure un aggettivo semplice ma condensa bene quello che abbiamo vissuto. Sembrava la finale delle finali questa gara a Scordia contro la Leonzio ‘padrone di casa’. Perché dopo il gol di Sangiorgio che ha riaperto la partita quando di minuti al 90esimo ne mancavano 8 (+ i 5 di recupero), temevamo di dover aspettare altri 7 giorni per dare al Modica il ‘bentornato in. D’. Invece…

Invece quando tale Dolenti della sezione di Caltanissetta ha fischiato tre volte, abbiamo potuto dire che sì, ce l’avevamo fatta, la D era presa. Era tinta di rossoblù. Acqua, vento, freddo ci avevano accolti all’Aldo Binanti di Scordia. Io e Peppe, cuffiette alle orecchie, Luca Basile che ci chiamava da studio, telefonini proattivi e il racconto di una partita iniziata con almeno 10 minuti di ritardo. Accolti dalle intemperie ma anche dell’estrema gentilezza della dirigenza lentinese e degli addetti allo stadio di Scordia. Eppoi la partita, il primo tempo così così; Filippo Raciti –il conDottiero– ad agitarsi in panchina perché i suoi non erano ‘I SUOI’ come solitamente sono. E noi a raccontare quel che vedevamo. Io più cronaca e Peppe più commento. Entrambi convinti che qualcosa non stesse funzionando.

Inizia il secondo tempo e…la scintilla: l’angolo di capitan David Floro Valenca, Luca Belluso che sfrutta blocchi e fa il periplo dell’area dei 16 metri e ‘inzucca’ (una volta si diceva così) e fa gol: 1-0 per noi. Peppe lo racconta in diretta, io lo urlo più da tifoso che da radiocronista. Ci sta! Mettetevi nei miei panni: a 62 anni non ne avrò più tante da commentare e raccontare di partite così. E, intanto, cominciamo a veDerla… Fra paure e gol sfiorati (che ci faceva Sangiorgio sulla linea di porta a cancellare il 2-0 di Sangarè???) arriviamo a un ‘upper under’ vicino all’area loro,bianconera (ma giocavano, chissà perché, in rosso…). Un loro difensore fa tutto quello che non doveva fare e Tommy Bonanno, invece, fa quello che sa fare meglio: mezza rovesciata e gol!!! Adesso si che la veDiamo! Stavolta il gol lo racconto io e Peppe urla da tifoso. Ma fa pure altro: chiede di preparare lo champagne, si dà alla poetica quasimodiana con il suo verso più noto e la D a rimarcare. E cominciamo il nostro personalissimo countdown… Scorgiamo anche qualche maglietta celebrativa spuntare qua e là in tribuna e ci guardiamo, scaramantici come non mai: ma non è che sia troppo presto per indossare ‘ste magliette? E infatti, Sangiorgio (perché si chiama così???) fa gol e ci ricorda che è davvero troppo presto. U palluni è tunno, stiamo attenti. Le magliette così spariscono e iniziano i lunghi minuti fino al triplice fischio. Lunghi, lunghissimi. E dire che avremmo altri 4 match ball semmai fallissimo questo… Ma vallo a dire a me, a Peppe, ai 400 Modicani che hanno invaso lo stadio con sciarpe, bandiere, tamburi e pure una carrozzella con tanto di bebè dentro (Antonio Sammito, tu sei leggenda e tua moglie di più!!!). Ai giocatori in campo e a quelli in panchina e in tribvuna. A Mattia, a Luca. A dirigenti, tecnici e accompagnatori. A Filippo Raciti (un giorno proverò a capire se è più grande l’uomo o il tecnico ma sono convinto che le due cose vadano di pari passo). No no, niente rinvii, niente attese. Deve essere ora, stavolta, adesso, subito: HIC ET NUNC! Senza domani. Oggi, di Domenica (ariDaie co sta D!!!).

Gli ultimi due minuti del recupero sono tutti di Peppe, della sua radiocronaca, del suo racconto, delle sue emozioni e di quelle che sa trasmettere. Io non smetto le cuffiette ma sti minuti voglio goDermeli (è più forte di me, scusate…). RTM racconta, Peppe racconta; sono la colonna sonora di attimi che non finisconomentre Savasta e Torres battono i due/tre calci d’angolo più assurdi della storia del calcio, facendo passare i secondi e restando nella zona della banDierina di Destra perché quella di sinistra non ha D…). Fino a quando Dolenti (toh, anche il cognome dell’arbitro comincia per D…) ci Dice (sorry) che è finitadavvero, che aDesso è solo e semplicemente serie D! A ScorDia, Di Domenica!!! E quando salutiamo chi ci ha ascoltato, con Peppe è l’abbraccio sincero di due tifosi che ogni tanto fanno pure i giornalisti, che hanno avuto il piacere ancora una volta di raccontare a tanti un’altra vittoria; due che amano MoDica e il MoDica. Che qualche chilometro lo hanno macinato e che oggi (anzi ieri…) vi hanno raccontato attraverso la sana, vecchia ma sempiterna raDio –avete notato che né televisione né social hanno la lettera D?– una Domenica Da ricorDare. Grazie Modica calcio. Dall’Aldo Binanti, è tutto, linea allo stuDio –fino alla fine..!!! 😉

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