
MILANO, 16 Febbraio 2026 – Un successo che profuma di eccellenza e internazionalità. Il bilancio dell’esibizione del maestro arpista modicano Fabio Rizza, tenutasi lo scorso 14 febbraio presso il rinnovato showroom di Arpitalia a Milano, va ben oltre il semplice concerto: è la conferma di un talento compositivo capace di attrarre esperti e appassionati da tutto il mondo.
L’evento si è inserito nella cornice del nuovo format “A Coffee With”, rassegna curata dalla famiglia Tartarotti (punto di riferimento per il marchio leader Camac Harps) che vedrà protagonisti nei prossimi mesi i più grandi nomi del panorama arpistico, tra cui la vincitrice del concorso d’Israele, Claudia La Manna.
Rizza ha proposto un programma interamente dedicato alle proprie composizioni, tracciando un’antologia della sua evoluzione artistica: le origini (i primi brani concepiti al pianoforte durante l’infanzia), la formazione (i lavori nati durante gli anni di studio nei conservatori di Como e Parma); le radici(le composizioni ispirate alla Sicilia, con l’attesa esecuzione in prima assoluta dei “tre brani magici”). Questi pezzi sono dedicati alle truvature, gli antichi tesori nascosti del folklore isolano, che hanno incantato la platea milanese.
Tra il pubblico d’eccezione spiccava la presenza dell’arpista giapponese Miyabi Matsuoka. Giunta appositamente da Vienna per ascoltare il maestro modicano, Matsuoka ha manifestato l’intenzione di inserire il lavoro di Rizza nel nuovo volume del suo metodo didattico edito da Yamaha.
Si tratta di un riconoscimento di portata mondiale: il metodo Matsuoka è attualmente seguito da oltre cento arpisti tra il Giappone e il resto del mondo, e la collaborazione segnerebbe l’ingresso ufficiale delle composizioni di Rizza nella didattica arpistica asiatica.
Il successo milanese non è solo un traguardo personale per Fabio Rizza, ma rappresenta un ponte culturale importante. Grazie alla sua attività, la città di Modica si inserisce con forza nella rete arpistica nazionale e internazionale, dimostrando come uno strumento antico possa diventare un linguaggio universale per unire tradizioni locali e nuove espressioni artistiche.





