Bracconaggio nel Ragusano: la Cassazione condanna sei cittadini Maltesi. Sequestrati 500 kg di carne di cinghiale

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 ROMA, 11 Novembre 2025 – Si chiude definitivamente il cerchio giudiziario per i sei cittadini maltesi denunciati lo scorso 8 aprile al porto di Pozzallo per reati legati al bracconaggio in Sicilia.

La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione,  ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai sei cacciatori di frodo, confermando in toto i precedenti provvedimenti.

L’episodio risale alla primavera scorsa, quando i sei si apprestavano a imbarcarsi sul catamarano per fare rientro a Malta. Il controllo congiunto dei militari della Guardia di Finanza e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane – con il supporto del nucleo venatorio della Polizia Provinciale di Ragusa – aveva portato a un sequestro impressionante: 500 kg di carne di cinghiale (cacciato in periodo di divieto generale sul territorio siciliano) e  dieci fucili e centinaia di munizioni.

Il Tribunale di Ragusa aveva già rigettato, in data 2 maggio, la richiesta di riesame del sequestro probatorio avanzata dalla difesa.

La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso infondati, riconfermando la validità del verbale di sequestro. Oltre alla soccombenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

 

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