
Modica, 28 Ottobre 2025 – La stabilizzazione di oltre 80 lavoratori ASU (Attività Socialmente Utili) in servizio presso il Comune di Modica è bloccata a causa del grave dissesto finanziario dell’Ente. Dopo quasi trent’anni di precariato, queste unità operative non possono essere assunte a tempo indeterminato, nonostante la copertura finanziaria sia interamente garantita dalla Regione Siciliana fino al 2047.
A sollevare il caso è la Comera del Lavoro di Modica, che, per mano del Segretario Salvatore Terranova, si è rivolta al Prefetto di Ragusa, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale.
“La situazione è precipitata con la dichiarazione di dissesto del Comune di Modica, avvenuta a gennaio – denuncia Terranova – . La normativa statale vieta agli enti in dissesto di procedere a nuove assunzioni finché non avranno approvato i bilanci stabilmente riequilibrati, un processo che, secondo i precedenti siciliani, può durare anni”.
La Giunta comunale aveva tentato di superare l’ostacolo chiedendo un parere formale alla COSFEL (Commissione Ministeriale), argomentando che il costo degli ASU è a carico regionale. Tuttavia, la risposta ricevuta è stata un manifesto diniego alla stabilizzazione in assenza dei bilanci approvati.
“La situazione è un dramma esistenziale per questi lavoratori – aggiunge Terranova – . Il prolungarsi del precariato significa per gli ASU anche assenza di tutela previdenziale e contributiva, pregiudicando il diritto alla pensione”.
Per sbloccare lo stallo, un’assemblea sindacale molto partecipata ha elaborato una proposta audace: chiedere al Prefetto di Ragusa di convocare, in sede prefettizia, un incontro con i Parlamentari regionali e nazionali del territorio, lanciare un appello al Governo nazionale, tramite il Governatore Schifani, per predisporre una norma nazionale di deroga specifica per gli ASU. “Questa norma consentirebbe ai comuni in dissesto o piano di riequilibrio di stabilizzare questo personale senza l’obbligo di approvare i bilanci e senza l’autorizzazione preventiva della COSFEL, dato che i costi sono regionali”.
La CGIL ha scelto di non dichiarare, per ora, lo stato di agitazione, riconoscendo la volontà dell’Amministrazione comunale di definire positivamente la vertenza. L’obiettivo è ora quello di costruire, attraverso l’intervento del Prefetto, un percorso istituzionale che possa dare finalmente una risposta ai precari storici di Modica.






4 commenti su “Modica, stallo per 80 lavoratori ASU: la CGIL si appella al Prefetto per la stabilizzazione”
Uno dei motivi per cui non concepisco le sigle sindacali… in sanità c’è un comparto, specialmente infermieristico, che sta schiattando e questi, che su quel fronte sono sempre “impotenti”, pensano alle stabilizzazioni degli ASU. Solito assistenzialismo da quattro soldi. Non voterei mai l’attuale governo “legge e ordine” tanto cari agli evasori fiscali ma manco questi e la parte politica a cui fanno riferimento
Non credo che il motivo sia il dissesto. Quella previdenziale per una futura pensione? Ma quale pensione possino percepire se ci sono persone di oltre cinquant’anni?? Tutto grottesco.
Forse meglio aspettare le prossime elezioni, con le promesse. Articolisti ancora a 35 ore,
Solo Persone assistite! Non si può dire di precariato, tanto da voler far credere allo sfruttamento lavorativo. Hanno avuto l’opportunità e i presupposti sono ulteriori forzature. La stabilità è la condizione di cui hanno goduto a scapito di chi non è riuscito ad avere neanche queste tutele. Paradossale parlare di pensione!! Questa comunque l’avranno ugualmente!!! I lavoratori specializzati sono altre categorie!!!
MI sorge una semplice curiosità: perchè mai il sindacato, almeno a Modica, si sveglia solo quando il datore di lavoro è pubblico?
Vorrei sbagliarmi, certamente mi sbaglio, ma nel settore privato, mi pare che i lavoratori non siano altrettanto tutelati. Commesse nei negozi, operai alle dipendenze di ditte private, segretarie di studi, operai agricoli…. Tutti tutelati?
Sarò felice di essere smentito.