
Tornano le giornate quasimodiane In occasione dell’anniversario della nascita del Nobel per la Letteratura 1959. L’associazione culturale Proserpina, in collaborazione con l’associazione culturale Via, e con il patrocinio del Comune di Modica, è lieta di
Invitare tutti a partecipare alla manifestazione “Buon compleanno Salvatore Quasimodo 2024”. L’evento prevede la visita guidata gratuita della città a cura di Sabrina Tavolacci a partire dalle 17 (partenza scalinata duomo di San Pietro) per concludersi al Museo casa natale Salvatore Quasimodo dove alle 18.30 avverrà la deposizione di una corona di alloro.
L’evento vedrà la partecipazione dell’attore Alessandro Quasimodo, che come ogni anno non fa mancare la sua presenza a testimonianza della sua vicinanza e del suo attaccamento al luogo natale del padre Salvatore.
La casa museo di via Posterla diventerà un palcoscenico d’eccezione di un teatro d’improvvisazione dove per l’intera giornata i visitatori diventeranno protagonisti loro stessi dell’evento.
Le manifestazioni in ricordo del lascito letterario del Nobel continueranno con una giornata di studio che si terrà presso il Palazzo della Cultura venerdì 23 agosto. “Quasimodo, un Uomo di-Verso” è il tema sul quale si confronteranno studiosi e critici dell’opera quasimodiana.
7 commenti su “Tornano a Modica le giornate quasimodiane”
Nato a Modica da genitori siracusani di passaggio…
Nè siracusani nè di passaggio. Il padre è stato capo stazione a Modica per alcuni anni. La famiglia paterna e materna(nonniecc.)sono originari di Roccalumera provincia di Messina. Euro che centrano i Quaimodo con Siracusa? Ecc.ecc.? Cerchi un video RAI nel quale il Nobel parla dei suoi natali e orgogliosamente dice … sono nato a Modica una città … ( quà menziona Siracusa per chiarire chè non è di Siracusa ed evitare equivoci visto il suo amore per le traduzioni di antichi testi greci) … una Città vicino a Siracusa ( Ragusa non è minimamente presa in considerazione) …. e poi parla della famiglia …. originari di Roccalumera un piccolo Paese del messinese… Beh! Euro 1 2 3 lei ha commentato con tracotante spottò mal camuffato da inesistente ironia TUTTE le notizie riguardanti Modica. Perché non commenta le news di qualche sito della sua città. Lei non modicano o anche sè fosse modicano n’zitatu ha un evidente complesso di inferiorità nei confronti di Modica e dei Modicani. Mi creda a Noi dei commenti non ci frega proprio nulla di nulla . Tantè che Noi non abbiamo mai commentato nessuna notizia o commento altrui e questo è e rimarrà il primo è ultimo commento. Capisce i Quasimodo ..
di Siracusa … non si può leggere e neanche sentire. E COMUNQUE SALVATORE IL NOSTRO SALVATORE È
NATO A MODICA CAPITALE DELLA POTENTE CONTEA. CITTÀ TRADITA PERFIDAMENTE DA UN REGIME POCO DEMOCRATICO È MOLTO TIRANNICO. IL NOBEL È NATO A MODICA E NON A … QUESTO CONTA IL RESTO È FUFFA .
In quel periodo Ragusa non era ancora provincia..eravamo sotto Siracusa..
Il Quasimodo era massone, tant’è che la costituita loggia 1522 a lui è intitolata..
Senza la massoneria, avrebbe avuto conferito il Nobel??
L’attenzione di Modica per Quasimodo dovrebbe diventare un caso di studio scientifico: riuscire a creare tutto ciò su un personaggio che ha vissuto i primi dieci giorni di vita a Modica, dove ha emesso i primi vagiti e basta, è davvero eccezionale, degno di attenzione e ammirazione. Sia ben chiaro che non metto in discussione la grandezza del Poeta che ci ha dato tra i versi più belli della poesia del Novecento, esprimendo i sentimenti più strazianti e lirici appunto anche con le sue traduzioni di opere classiche e teatrali. E nulla nemmeno contro il solerte lavoro di chi ogni giorno rende fruibile la casa e racconta la storia di Quasimodo e si impegna a mantenerla viva con iniziative, ecc. È un ottimo servizio!
Tuttavia mi preme sottolineare un fatto.
A quindici passi da casa Quasimodo esiste ancora quella che fu la casa di Tommaso Campailla, lui sì illustre modicano che da Modica non si è mai separato. Scampato al terremoto del 1693, ha avuto una vita straordinaria lasciando contributi alle scienze e alla filosofia, membro dell’Accademia degli Infuocati, medico e celebre inventore delle cosiddette “botti” che hanno fatto giungere a Modica dignitari da ogni parte d’Europa per curarsi. Berkeley, filosofo irlandese (quello a cui è dedicata la città californiana sede di una delle principali università statunitensi) venne a Modica per visitarlo perché lui non sentì ragioni e non volle viaggiare mai. A Campailla non vengono dedicate giornate di studio o visite gratuite della città. La casa di Campailla piuttosto che essere un museo è stata un ristorante e alcune iniziative di ripristino sono state bloccate. Peccato. È un vero peccato. Siamo e, di questo passo, resteremo una città di provincia e provinciale.
Ho molti amici e amiche Modicani nati all ospedale Maria Paterno’ Arezzo , nella mia amata città , le assicuro che sono come lei modicani. Roccalumera o Siracusa che importa ? Domandi agli italiani residenti negli States , di seconda o terza generazione se si sentono statunitensi o meno. Riguardo ai miei commenti e al suo accostamento improprio e azzardato tra tracotante e sfotto’ , dal punto di vista formale, mi lasci dire che non ha compreso niente e non presuma che la sua opinione sia universale e valida per tutti , questa si che è tracotanza , lasci ai lettori la possibilità di farsi un ‘idea propria e non snobbi il loro quoziente intellettivo .
Penso che possiamo tranquillamente dividerci i lustri di Quasimodo tra Modica e Roccalumera .
Appartiene a tutti un premio Nobel .
Modica come città natale ne gode la visibilità.
AMO MODICA, sappia che Salvatore Quasimodo non era assolutamente fiero della sua appartenenza Modicana, e ritengo avesse ragione.
Non l’ha mai considerata proprio per questa “ottusità” dei Modicani, la sua casa natale è stata acquistata e addobbata di sana pianta con arredi “venduti” (non donati) dal Figlio Alessandro dal comune di Modica, altro che “orgoglio modicano” una cippa.
Roccalumera era il suo posto preferito della Sicilia dove vivevano i suoi familiari e dove stava bene.
Quando lui scriveva “Alle fronde dei salici” denunciando il dominio nazi-fascista – tedesco, a Modica si dormiva, si arrostiva salsiccia e si mangiavano le fave, caro Amo Modica, e poi gli eredi dei modicani che lui poco amava hanno creato i modicani come lei che ancora mi parla di “comunismo o sciocchezze varie”, senza comprendere che viviamo in un momento in cui c’è una pericolosa esplosione di destra… ma lei neppure sa di cosa stiamo parlando…
Questi sono i modicani!
“viva l’Italia antifascista”