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L’ora legale Pillole di Costituzione a cura di Piergiorgio Ricca

Tra i doveri dei cittadini vi rientra l’obbligo di prestazioni personali e patrimoniali.
Tempo di lettura: 2 minuti

L’art. 23 Cost. afferma che: “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Tale articolo è composto da un solo comma e sancisce un principio di riserva di legge, in base al quale la Carta Costituzionale riserva la disciplina di determinate materie alla legge. Alla disposizione, si accompagnano una serie di limiti che circoscrivono il “raggio di azione” del legislatore ordinario e che sono rappresentati dai principi costituzionali di volta in volta rilevanti. La funzione di garanzia, insita nel disposto normativo, tutela i cittadini rispetto alla potestà statuale, esigendo il controllo da parte del potere legislativo sulle scelte che incidono sulla proprietà (prestazioni patrimoniali) e sulle attività (prestazioni personali) della popolazione.
Per prestazioni personali s’intendono tutte quelle attività che comportano l’impiego di energia fisica od intellettuale, con conseguente limitazione di determinare liberamente la destinazione di tali energie. Sul concetto di “prestazione” vi è stato un ampio dibattito sia in dottrina che in giurisprudenza. La dottrina maggioritaria intende per prestazioni personali solamente i comportamenti attivi, mentre la Corte Costituzionale propende per un ampliamento della nozione anche ai comportamenti negativi. Alle prestazioni di natura personale, di solito, corrispondono dei servizi gratuiti, visto che il presupposto dell’imposizione consiste nell’esigenza di far fronte a situazioni di necessità di carattere generale (es. collaborare con le autorità in caso di malattie infettive a carattere epidemico).
Per quanto concerne le prestazioni patrimoniali, è evidente che il riferimento principale sia ai tributi. In base a quanto statuisce l’articolo esaminato, il tributo, per essere legittimo, deve essere previsto dalla legge nei suoi tratti essenziali, ma è possibile che la disciplina di dettaglio venga affidata a norme di natura secondaria (regolamenti). Lo scopo dell’art. 23 Cost. è di evitare che il Governo o la Pubblica Amministrazione possano imporre a carico dei contribuenti ed a propria discrezione degli oneri economici. Il patrimonio dei cittadini può essere intaccato esclusivamente per interessi collettivi generali, perciò spetta al Parlamento il potere di fissare il contenuto di tale sacrificio.
Per concludere, dopo tale disamina, possiamo sostenere che il ventitreesimo articolo della Carta Fondamentale individua, come avviene in altre norme costituzionali, la prevalenza dell’interesse collettivo su quello specifico del singolo individuo.

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