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Appello. Assolti i giornalisti modicani Sammito e Di Raimondo

Tempo di lettura: 2 minuti

I giornalisti modicani Viviana Sammito ed Antonio Di Raimondo sono  stati assolti dalla Corte d’Appello di Catania, prima sezione penale, dall’accusa di diffamazione aggravata a mezzo stampa, perché il fatto non sussiste. Sono stati difesi dagli avvocati Giuseppe Lipera e Salvatore Giurdanella.
Il collegio giudicante  ha anche stabilito di revocare le statuizioni civili disposte in primo grado. Anche il Procuratore Generale, Angelo Busacca, aveva chiesto l’assoluzione, ma perché il fatto non costituisce reato.
Una vicenda giudiziaria che si trascinava da 11 anni per un caso di cronaca risalente al 2013 e che riguardava una presunta violenza subita da una 13enne nella spiaggia di Marina di Modica la notte di San Lorenzo. “Una diffamazione contro ignoti, visto che nell’articolo non è stata resa identificabile neanche la presunta vittima” – ha rilevato l’avvocato Lipera il quale ha chiesto per la sua assistita l’assoluzione perché il fatto non sussite ed, in subordine, per non avere commesso il fatto.
La giornalista Viviana Sammito, da sempre fiduciosa nella Magistratura (anche se in primo grado un Vpo aveva chiesto 7 mesi di reclusione) e sicura della sua innocenza ha rinunciato alla prescrizione e ha reso spontanee dichiarazioni davanti alla Corte. “E’ una vittoria per tutti i giornalisti – ha commentato la Sammito – che esercitano questa professione osservando il massimo rispetto della cronaca dei fatti e la dignità umana. E’ stato un caso giudiziario controverso che finalmente si è risolto come credevo. Dedico questa vittoria alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta ed in particolar modo a mio padre, mio maestro. Ed ovviamente devo tanto all’avvocato Peppino Lipera, che mi ha supportata in questa non facile battaglia.”
Sono felice per questa sentenza, ha detto Lipera, che modificato la sentenza di condanna del Tribunale di Ragusa, non solo per la mia assistita Viviana Sammito che ha penato per anni, ma innanzitutto perché è una decisione giusta. La formula di assoluzione, “perché il fatto non sussiste”, è sin troppo chiara ed è vano ogni commento.

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9 commenti su “Appello. Assolti i giornalisti modicani Sammito e Di Raimondo”

  1. Sono contento Cara Viviana, non avevo dubbi, sei stata assolta “perchè il fatto non sussiste ” . Conoscendoti da tempo…, so che hai svolto e svolgi la Tua Professione di Giornalista nel rispetto della cronaca dei fatti , nel rispetto della dignità, del diritto alla riservatezza e al decoro personale, nonchè, nel rispetto delle regole deontologiche dell’Ordine dei Giornalisti, cui appartieni. Mi rincresce delle sofferenze patite durante questi anni. La cosa bella ed importante, che alla fine è prevalsa la Giustizia e senza ricorrere alla prescrizione.
    Sono Felice per te e per la tua famiglia. Invito le persone che ti conoscono, anche professionalmente ad esternare e a condividere questo momento importante.

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  2. Tonino Spinello

    Sono felice per Viviana e Antonio, vuoi per l’assoluzione che per il fine calvario!
    Solo che da 11 anni a questa parte le minacce ai giornalisti veri sono andate oltre. Vedi lista Copasir ecc…
    Per i giornalisti locali non è facile sopravvivere in questo mondo se non segui certe regole “non scritte”, ma sottointese.
    Una domanda ve la devo: Dopo questa lunga agonia giudiziaria, siete ancora disposti a denunciare fatti o accadimenti senza timore alcuno?

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  3. Viviana Sammito è la giornalista che conduce spesso il telegiornale di Video mediterraneo e che quando parla non si capisce nulla di quello che dice?

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  4. Sono contento che alla fine ha prevalso la legalità e la giustizia, in tal caso sarebbe giusto richiedere il risarcimento del danno subito.
    Sono d’accordo con Antonino per il sostegno e l’invito diffuso

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  5. Gentile Aretusea, dal suo commento si evidenzia molta cattiveria! Mediti e per il futuro sia più buona, oltre che obbiettiva per chi ha subito per anni un processo ingiusto con totale assoluzione perché “il fatto” non sussiste. Rifletta!

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  6. Signor Alfonso guardi che io ho solamente scritto un commento senza screditare la professionalità della Sammito ma limitandomi a dire che ha un modo di parlare a tratti non comprensibile.. Forse un corso di dizione la aiuterebbe ad esprimersi meglio!

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  7. Cara Viviana, non avevo dubbi. Tu non solo fai la giornalista ma soprattutto sei davvero una giornalista; a mio avviso una differenza sostanziale che ti consente di lavorare a testa alta. Giustizia, se così vogliamo chiamarla, è stata fatta! Continua così, il diritto ed il dovere di cronaca sono i baluardi del nostro ordinamento giuridico

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  8. In realtà il nostro lavoro è complesso, sono tornato da poco dall’estero e non conosco il processo della Sammito e Di Raimondo, ma il mio commento è sopra i tempi, possibile che uno debba stare sui carboni ardenti per 11 anni se non ha commesso il fatto? Come può uscire e notiziare tutti i giorni con un peso così sulle spalle? Bah?! Certe volte non so neanche io cosa dire.
    Andrea Ruggeri
    Presidente GIA Giornalisti Italiani Associati

  9. A noi poveri lettori , quelli più sprovveduti dico , resta la domanda : se il fatto non sussiste , perché nell articolo incriminato non sono stati riportati i nomi , come mai e sulla base di che cosa , se ho ben compreso , prima sono stati rinviati a giudizio e poi condannati in primo grado ? Come è possibile che succeda ? Se qualche avvocato vuole renderci edotti , parlo a nome mio e , se ce ne sono ,degli altri ignoranti in materia come me .Grazie

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