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Violenza di genere, mozione PD Ragusa per istituire corsi di autodifesa per le donne

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, con i consiglieri Peppe Calabrese e Mario Chiavola, ha presentato una mozione per istituire “urgentemente e gratuitamente” dei corsi di autodifesa per le donne.
“Siamo consapevoli – Calabrese, segretario cittadino del PD – che quello della violenza di genere è un problema culturale radicato e sottovalutato, che andrebbe affrontato prima di tutto a livello educativo, sopranelle scuole. Sappiamo che la cultura della violenza va estirpata con l’educazione sentimentale e come forza politica che da sempre sostiene e condivide le battaglie dei movimenti femministi, nell’attesa che al Governo nazionale si prenda coscienza della gravità del momento e della frequenza con la quale la vielenza si manifesta, crediamo che sia necessario agire. Per questa ragione abbiamo pensato alla presentazione di una mozione che impegni l’amministrazione comunale a istituire dei corsi di autodifesa riservati alle donne. Lo scopo è quello di fornire degli strumenti per contrastare tentativi di aggressione, tecniche di difesa personale che possono essere imparate in poche settimane e efficaci nei confronti di soggetti fisicamente più forti. Non sarebbe una soluzione, sia chiaro – aggiunge Calabrese – non è uno strumento per combattere la violenza sulle donne che, come detto, è un problema per il quale serve un percorso normativo ben preciso. Nell’attesa che ciò accada, magari con una unità di intenti da parte delle due donne protagoniste delle politica italiana in questo momento per sbloccare la legge che prevede l’educazione sentimentale nelle scuole (ferma al Senato) e il ripristino delle risorse per la prevenzione passate da 17 milioni a 5, il PD di Ragusa – conclude Calabrese – non vuole assistere alla celebrazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, durante la quale certamente un pensiero sarà dedicato a Giulia Cecchettin, senza aver dato il proprio contributo. Ci auguriamo – conclude – che l’amministrazione Cassì capisca l’importanza di sostenere e fare propria questa mozione”.

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3 commenti su “Violenza di genere, mozione PD Ragusa per istituire corsi di autodifesa per le donne”

  1. La violenza va condannata tutta, non solo sulle donne, e non servono corsi di autodifesa personale, serve insegnare a saper ascoltare, educazione, e rispetto verso gli altri. Va insegnato in primis in famiglia, poi nelle scuole. Ma ormai i genitori neanche lì ascoltano i figli, sono completamente assenti, anzi per un rimprovero in classe vanno a schiaffeggiare i professori, insegnando ai figli che con la forza e la violenza si ottiene il rispetto. Serve certezza della pena per chi sbaglia, non rimessi in libertà il giorno dopo aver commesso un reato. Senza queste cose, è tutto inutile!!! Non servono a nulla psicologi e fesserie varie. Siamo noi che creiamo tutto questo. Basta con inutili discorsetti di facciata e teatrini.

  2. Da quello che ho visto, credo che siamo assolutamente nella direzione sbagliata per la risoluzione del problema. Altro che patriarcato, oggi la figura paterna è stata totalmente sminuita, non esiste nessuna autorità paterna necessaria a far crescere i propri figli, ogni tentativo avanzato viene dissolto dalla società che non accetta più la figura paterna.
    I figli sono sempre accontentati, sanno bene che “l’inutilità” dei padri determina che avranno ciò che loro vogliono a prescindere da tutto e saranno accolti anche i loro capricci.
    I figli non conoscono il no dei genitori e della società, non sono abituati al fatto che ogni cosa va ottenuta con il sacrificio, e per ultimo, anche il rifiuto da parte di una ragazza o di una donna scatena in loro delle frustrazioni che non sanno gestire.
    Paradossalmente, è proprio la non esistenza della famiglia patriarcale che ha determinato la problematica opposta, ogni eccesso determina l’eccesso opposto.
    Un ragazzo, un uomo, frustrato è assolutamente pericoloso, la mancanza di controllo può determinare di tutto e considerato che fisicamente l’uomo è più grande e possente può fare gravi danni, e poi vediamo le pagine dei giornali.
    Secondo me, l’analisi fatta in modalità ideologica dalla sinistra in particolare è errata, non tiene conto della realtà, non comprende la realtà.
    Questo non vuol dire che il patriarcato sia un modello positivo, assolutamente no, ma il rispetto dei ruoli dei genitori e la famiglia o di qualsiasi modalità di convivenza deve essere completamente rimodulata.
    I padri devono avere una capacità che si è persa per una complessità di cause che oggi non hanno, o che è stata tolta.
    Ho sentito nelle varie trasmissioni in tv le opinioni più disparate, ma non riesco ad accettare le opinioni di gente che non ha neppure figli, che non conosce minimamente i problemi e si arroga la presunzione di buttare in mezzo opinioni assurde.
    Ho apprezzato le opinioni dello psichiatra Crepet che ritengo sia un professionista e sicuramente informato della realtà, più di sciocche influencer o donne ansiose di mettersi in mostra e che portano avanti l’idea si questioni che neppure conoscono.

  3. @ anonimus:
    Condivido il suo commento..
    Lo sbilanciamento a favore dei “codici materni”, sui “codici paterni”, ha generato lassismo nelle società civili..
    Una società lassista è giocoforza condannata allo sfacelo..

    Grande responsabilità al dottor Spock ( pediatra ), che nel dopoguerra, riteneva non dover dir di “no” ai figli e bambini in genere..
    Prima di morire, ritratto il suo pensiero…intanto i “figli dei fiori” erano stati “disseminati” sul pianeta Terra..

    E sono i figli, ed i figli dei figli, del ’68 a cui è stato permesso far tutto senza limiti e negazioni..
    La vedo dura ritornare indietro..ma non è possibile procedere di questo passo, occorre scampare di lato…

    Lo facciamo un bel convegno scientifico, sull’equilibrio perso tra “codici paterni e materni”??

    N.B. la politica ha perso contatto con le realtà sociali..

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