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Modica, vicenda Vittorio Fortunato. I genitori affidatari scrivono

Tempo di lettura: 2 minuti

Mantengono il riserbo ma, alla decisione della Corte d’Appello di Catania per restituire il piccolo Vittorio Fortunato alla madre biologica, qualcosa fanno i genitori affidatari. Nulla possono a tale decisione, il bimbo, dopo tre anni, tornerà a Modica, dove risiede la donna che lo ha partorito e poi abbandonato. Vittorio Fortunato  il 4 novembre del 2020 fu partorito a Modica e consegnato al padre che, dentro un sacchetto di  plastica, lo abbandonò vicino ai cassonetti dei rifiuti a Ragusa fingendo un ritrovamento casuale.

La coppia affidataria ha scritto una lunga lettera, che rappresenta una sorta di testamento, per Vittorio Fortunato.

“«C’era una volta una zanzarina…» è l’inizio di una storiella che ci fa compagnia sul fasciatoio mentre cerchiamo sul muro bianco l’insettino che ci ha ronzato nelle orecchie. «C’erano una volta una mamma e un papà che non dormivano mai…» è l’inizio di una storia che un giorno ti racconterò e che scrivo adesso, nel cuore della notte, distesa sul divano con te che dormi sul mio cuore. Di notti insonni ne abbiamo trascorse tante, tutte, a dire la verità, dalla prima, quando eravamo tre perfetti sconosciuti, ad oggi che viviamo in simbiosi, inseparabili. Ti svegli per toccarci il viso ed assicurarti che siamo ancora lì con te, cerchi papà, poi ti giri verso me, mi accarezzi, chiedi il latte e ti riaddormenti. Noi no, abbiamo smesso di dormire molto tempo fa quando le nostre vite sono state travolte da un mare in tempesta e le nostre bocche hanno iniziato ad inghiottire bocconi amari. Adesso sei piccolo e felice e le storielle che ti raccontiamo sono tutte allegre e a lieto fine, non sia mai che si presenti un lupo cattivo o un orco, neanche se fosse simpatico e divertente come Shrek, perché a te proprio non piacciono gli imprevisti che ti lasciano con il fiato sospeso. Sai cos’è il fiato sospeso? Il fiato sospeso è quello col quale io e papà annaspiamo da tre anni, da quando sopravviviamo appesi ad un filo sottilissimo che sembra doversi spezzare da un momento all’altro con il rischio di precipitare nel vuoto. Quando sarai grande  ti racconterò di un dolore devastante che ci ha lacerato il cuore e che in un solo giorno mi ha tinto di bianco i capelli, ci ha dato due pugni sugli occhi e uno nello stomaco e ci ha buttati con le ginocchia per terra. Protagonisti di strazianti giorni di cordoglio, immaginandoti solo in casa di estranei, piangere disperatamente dietro la porta d’ingresso, cercando la mamma e il papà senza trovarli, addormentandoti sfinito e soffocato dalle lacrime, credendo di essere stato abbandonato dalla tua famiglia, solo, in balia di un dolore troppo grande, privato dei tuoi affetti, delle tue certezze, del tuo nido caldo e delle braccia che ami tanto stringere. Disperata, ho immaginato di dover preparare per te una valigia, chiedendomi in quale indumento o giocattolo avresti potuto trovare conforto quando ti saresti sentito spaesato, la risposta è stata: nessuno! Non esiste niente e nessuno in grado di sostituire la mamma e il papà.

Ma torniamo alla nostra storia… sai cosa è successo quel giorno in cui la vita ci ha buttato a terra? È successo che mentre eravamo in ginocchio, atterrati ed apparentemente sconfitti, abbiamo scelto di credere nell’impossibile andando oltre ogni previsione umana, aggrappandoci con le ultime forze rimaste alla speranza di non doverti mai costringere a dirci addio.

La fede non ammette dubbi, è per questo che ti preannuncio il lieto fine, stai tranquillo piccolo mio, non temere, non tenere il fiato sospeso, non sarai tu a pagare il prezzo più alto per errori commessi da adulti… Lo dico prima a noi e poi a tutta l’Italia: non esiste genetica che possa replicare la potenza dell’amore che ci unisce. Sei tutto! Lo stupore e la meraviglia, le risate al parco giochi, sei il visino rosso per la febbre e la vocina che singhiozza: «Mamy, in braccio» mentre rimaniamo incollati giorno e notte finché la temperatura non scende, sei «papi, ancora baci» la mattina appena sveglio e «Mamma, mi sei mancata» quando torni dall’asilo.

Sei il sole in questa estenuante tempesta. Sei indelebile quando appoggi le tue manine sulle mie guance, mi fissi e mi dici: «Mamma, mia vita!» In questa notte, mentre ti guardo dormire e per sempre, ti dirò: «Ti amiamo infinitamente».

Mamma e Papà

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40 commenti su “Modica, vicenda Vittorio Fortunato. I genitori affidatari scrivono”

  1. Nelle parole della signora vedo il dolore della madre, lo stesso dolore che prova mia madre e tutte le madri del mondo.
    A volte mi chiedo quale siano i veri drammi della vita, la malattia, le guerre, la morte di innocenti e ora mi rendo conto che il dramma di questa famiglia è devastante in quanto il piccolo sin dai primi giorni di vita è stato accudito e amato come un figlio”biologico”, un papi e una Mamy per sempre come dice Vittorio Fortunato.
    Chi avrà la facoltà di accertare il giusto? Un giudice? uno stuolo di assistenti sociali? Non saprei indicare una risposta ma quello che è certo che la legge ha sbagliato dal primo momento con questa vicenda da subito doveva applicare quello che sta scritto nel codice penale e civile.
    Penso anche alla madre biologica ma sopratutto al trauma che subirà il piccolo se verrà “strappato” dal nido dove è stato amato e coccolato.
    Piccolo miele, ti chiamo come la tua mamma scrive in una petizione, vorrei che fossi tu a poter scegliere ma purtroppo vivi in un mondo di scellerati, compreso io. Che il buon Dio possa illuminare tutti noi che ora più di ieri viviamo nel buio delle incertezze.
    Buon natale miele sii felice e con te tutti i bambini del mondo.

  2. Cos’ha la madre genetica da dire a questo figlio? Per lui é un’estranea. E allora il giudice dovrebbe sentenziare un percorso di affiancamento alla vera madre, fino a quando il bimbo non la riconosca come tale. Si deve evitare di far ricadere le tragedie degli adulti sugli innocenti.

  3. Viviamo nell’era dei cani. Entrano dappertutto e primeggiano anche nella selezione delle cure e detrazioni; più medici veterinari che di famiglia. Fine

  4. Signora, la Sua lettera trabocca d’amore e non mi lascia da aggiungere altro. Solo emozioni fortissime! L’augurio è che ci possa essere un lieto fine per il Piccolo e per Voi.

  5. anch'io una mamma

    È straziante leggere di un dolore…
    Figuriamoci in questa vicenda, in cui le parti in causa, di dolore ne hanno provato e ne proveranno ancora tanto.
    da un lato una madre biologica, schiacciata da un peso troppo grande da soggere quotidianamente e con la speranza nel cuore di riavere con sé quel pezzo di lei che aveva affidato, avvolto in una copertina, al “padre” e non a un estraneo, né tanto meno in un sacchetto di plastica come tante testate giornalistiche poco informate evidentemente scrivono.
    dall’altro una famiglia che ha visto avverarsi il più grande dei sogni, che ha dato protezione e amore a un fagottino a cui non vuole rinunciare perché li ha resi/fatti sentire “genitori”. ed è un dono a cui nessuno vorrebbe rinunciare.
    sopra tutto e tutti, c’è un bimbetto, la vittima indubbiamente più grande…. una lotta allo sfinimento che non avrà vincitori, ma lascerà tanta amarezza per ciò che nn si è potuto vivere prima e per ciò che non si potrà vivere più ; per colpa di una burocrazia e di leggi che fanno acqua da tutte le parti. che non consentono a una madre biologica di riavere il suo bambino 10gg dopo il parto e di aver portato una coppia a innamorarsi di un bimbetto e dargli rifugio e protezione, e diventare le sue figure d riferimento, nn rispettando i tempi minimi di affido provvisorio e portandoli a provare un dolore immenso che è quello della separazione.

    sarebbe bello se la deontologia professionale esistesse davvero.
    almeno potremmo leggere, guardare, ascoltare cose corrispondenti alla realtà.

    buon percorso piccolino, ti auguriamo d avere tante discese nella tua vita, perché la salita più grande l’hai già messa nel tuo zainetto d esperienza.

  6. Questo è un’altro esempio di un mondo privo di buon senso e amore. Al Giudice che ha emesso la sentenza, faccio una domanda: quale legge ha applicato. Vi immaginate un bambino di tre anni, tolto a chi è stato con lui per tre anni, la visto crescere lo ha amato e lo ama, consegnato a sconosciuti, con quale coraggio. Quali sono i diritti di chi la cresciuto e amato? E quelli dei genitori che lo hanno abbandonato?

  7. Ma xcge mi chiedo non si pensa al bimbo che verrà strappato alla sua vita
    Spero che non sia una cosa repentina ma che sia graduale xchè non lo si può prestare come un oggetto come una cosa da prendere e portare di qua e di la come e ‘gia stato fatto posso capire tutti e tutto ma mi chiedo chi si mette nei panni di questo bambino che sarà tolto alle sue abitudini ai suoi affetti insomma all’Asia vita tranquilla e piena d’amore un tipo che e’ il tipo di vita che ogni mamma desidera x suo figlio xchè non e’ che xchè piccolo ci possiamo emettere di riscrivergli la memoria xchè il cervello magari dimentica ma i ricordi del cuore fatti di emozioni no

  8. Il bambino abbandonato e ripeto abbandonato e rifiutato deve stare con i genitori adottivi gli si deve dire man mano la crescita cosa gli è successo e poi un giorno stabilirà lui cosa fare .Gli errori si pagano ma la giustizia è cieca dopo tre anni i genitori adottivi li distruggi il bambino entra in tilt e quelli che hanno sbagliato si trovano un piccolino bello e cresciuto.

  9. Fa piacere, da quanto leggo, vedere che qualcosa di Umano persiste negli umani della porta attigua..
    Io mi chiedo se vale ciò anche per la Magistratura…
    Si constata, con qualche differenza, che il problema dei bimbi contesi e un problema antichissimo..
    Avete ricordo Biblico??
    Caso mai andate a rivederlo ( nei Sacri Testi ) come un Giudice affronta le due madri che si contendevano l’appartenenza di un figlio??
    Invito valido anche per chi ricopre il ruolo di Giudice..

  10. Non si è avverato il sogno di due persone a diventare ” genitori”…. ma due persone che hanno concretizzato la possibilità al bambino di essere nutrito, amato, coccolato, di dargli una famiglia. Lo hanno ripagato dal rifiuto, dalla dignità tolta di essere umano. Peso schiacciante? Rimorso ma senza giustificazione….

  11. Non è madre chi lo partorisce e chi lo accudisce!Spero che il giudice ha qualche illuminazione ed capisce .

  12. Se la madre biologica avesse voluto il bambino, non avrebbe tenuto nascosta per 9 mesi la gravidanza a tutti, non avrebbe partorito da sola in bagno con tutti i rischi del caso ma, soprattutto, appurato il fatto che ha avuto da subito grande risalto mediatico, si sarebbe immediatamente fatta viva. Invece ha taciuto ancora, per giorni. Non a caso è indagata per abbandono! Guarda un po’, si è svegliata dopo che l’affidamento è diventato definitivo! Indifendibile e sinceramente non capisco come un giudice possa assecondare una persona del genere, senza provare per un istante a pensare a cosa proverà il bambino. E se un giorno questa tizia dovesse essere condannata a seguito del procedimento in corso? Prendiamo il bambino e lo affidiamo a nuovi genitori?
    Cara Signora, faccia 100 passi indietro e lasci che la famiglia adottiva continui a crescerlo amato e coccolato. È vero che ha già dei figli e sa cosa significa essere madri, ma ha dimostrato all’inizio di questa vicenda che non voleva ricoprire ulteriormente questo ruolo.
    Un giorno Miele potrà decidere se conoscerla o meno, adesso lo lasci in mani più amorevoli.

  13. Brutta e bella storia. Sono vicino alla signora . La capisco perfettamente. Auguro tutto il bene possibile al piccolo. Spero si faccia tutto x il bene del piccolo.

  14. Ma la storia è semplice !!!!
    Tu mamma lo hai partorito ma NON L’HAI DICIAMO POTUTO TENERE , mi dispiace oggi purtroppo non puoi avanzare nessun diritto , ti RINGRAZIO per non aver abortito ,
    per questo le voglio bene .
    Ma ora per favore lasci il suo piccolino con la famiglia che lo sta crescendo con tanto amore , non faccia an ‘altro errore , non faccia soffrire il nostro piccolo Miele , non faccia soffrire la splendida coppia che lo sta crescendo, nessuno le porterà via suo figlio , quando sarà grande ,quando sarà in grado di sopportare con meno traumi , questa sua avventura che si chiama vita , allora potra farsi avanti lo potra abbracciare forte forte e sarete tutti più sereni e felici !!!!! Ora invece la sua pretesa è crudele e non può essere considerato amore Amore significa volere il bene di un figlio non possederlo , lei cara mamma che le vicende della vita l’hanno portata a vivere questo dramma di privarsi della sua creatura appena nata privando il piccolo del suo amore di mamma naturale , e lei della felicità di abbracciare il suo bambino , ora ha la possibilità come Mamma di amare il suo bambino con tutto il cuore lasciando le cose COME SONO
    LA PREGO NON AGGIUNGA UN’ALTRO SBAGLIO ! E ringrazi Dio che il nostro piccolo Miele è arrivato fino ad oggi sano e salvo e vive amato e coccolato .
    Il suo cuore di mamma può farlo !!!

  15. Ma come pensate di far crescere un bambino in una famiglia, mentre a poca distanza esiste la casa con la madre naturale, ma come pensate che questo possa accadere e sia naturale.
    E quando sarà grande, pensate che farà finta di niente? Pensate che abbia il vostro stesso odio o rancore nei confronti di una persona che si è trovata in difficoltà ed incapace di gestire ha inscenato quella commedia con il padre tentando di cancellare ciò che era successo? No, sarà sempre sua madre, con o senza il vostro consenso, bigotti e moralisti.
    Pensate che la madre naturale possa scomparire, oppure, ditemi voi cosa dovrebbe fare? Nascondersi?

  16. Giuseppe
    Noi saremo bigotti e moralisti come scrive lei, e allora la mamma naturale?? Lei crede sia meglio riportarlo dalla mamma naturale? Un bambino per lei è un pacco?? La chiama gestione? Affidare il figlio al compagno, farlo nascere di nascosto, rischiando lei come il bambino quando poteva nascere in ospedale in perfetto anonimato, nascondere la gravidanza, lasciarlo sul marciapiede, lei la chiama gestione????? Lo definisce errore???? Ma scherziamo???!!!! Io da grande avrei cercato i miei genitori certo, ma per insultarli!!! Il bambino deve rimanere dove sta adesso!! Punto!!! Ma siccome per stupide leggi fatte da capre succede questo, come la bambina inglese Indi, fatta morire per una stupida legge fatta da capre!!

  17. Giuseppe legga il mio post
    Troverà risposte allu sue domande ,
    Non essendo padre lei ha bisogno di leggere i post di chi ha figli e scoprirà che son pezzi i core come cantava Mario Merola non pacchi che si possono spostare da una famiglia all’altra come se niente fosse .

  18. Non è giusto io non gli e lo darei hai genitori che l ha partorito non si può dare dinuovo lo lascerei hai genitori che li stanno crescendo che per tre hanno si sono presi cura di lui

  19. Gino, io ho scritto proprio “ed incapace di gestire”, non ho scritto che lei è riuscita a gestire. Io ho solo fatto delle domande, cosa dovrà fare la madre ed il bambino quando diventerà adulto e si incontreranno? Solo questo ho scritto e chiesto per conoscere la vostra opinione.
    Per quanto riguarda la bigottagine e il moralismo, lo confermo, ne vedo tanto, ma so anche che la vita è una ruota e un giorno tocca a te ed un giorno tocca a me, siamo tutti sotto il cielo e nelle mani di Dio, e proprio Dio ama i giudicanti ed i moralisti e li ripagherà come meritano un giorno.

  20. Ho un bimbo di 3 anni, in questo momento mi sta a fianco nel lettone, sta dormendo… e penso a questa povera mamma che vive nell’angoscia. È vero, l’ho partorito io, ma non mi definisco sua mamma per questo.. sono sua mamma perché l’ho cresciuto e accudito con amore materno fino ad oggi e perché lui mi considera tale.
    La madre di Vittorio Fortunato è la donna che lui chiama “mamma”, punto.
    Pregherò perché il Signore illumini la mente di questo giudice, affinché questo bambino possa continuare a stare con i suoi genitori.
    Il dolore e la paura che può provare un bimbo che viene tolto alla sua mamma noi adulti non possiamo nemmeno immaginarlo.

  21. Tra le righe di questa lettera si palpa a piene mani il dolore che sta passando questa famiglia.

    Come si può pensare di strappare agli unici affetti conosciuti questo piccolino.
    La madre biologica non pensa da madre, una madre soffre al pensiero che il proprio figlio possa provare anche solo una briciola di tristezza……qui si discute come e quando devastare la vita del bambino. Si devastare, perché per questo bambino, non sarà un ritorno dalla sua mamma ( biologica) ma l’abbandono degli unici GENITORI che ha conosciuto.
    Ai giudici chiedo di salvaguardare il bene del bambino, fatto di sicurezza e amore, ( i genitori affidatari), si perché un bambino vive di questo, amore e sicurezza emotiva.

    Alla mamma di Miele mando un abbraccio virtuale, certa che la FEDE smuove le montagne….

  22. Per tutti quelli che hanno già deciso colpe e responsabilità e sanno meglio dei magistrati chi condannare e chi assolvere, a coloro che si nutrono di parole al vento e giudizi facili, a coloro che entrano nelle chiese e si autoassolvono assumendo ostie, a tutti costoro, inviterei ad ascoltare l’intervista della mamma naturale rilasciata alle iene, che andato in onda giorno 21 su Italia Uno. Anche perché, un buon giudice, non così elevato come voi, prima di stabilire colpevoli e responsabilità, deve ascoltare tutte le parti.

  23. Giuseppina, c’è una sola sentenza giusta Miele deve restare dov’è , punto , la mamma naturale , mi dispiace non può fare quello che gli pare, tipo relazione extraconiugale , con un perso tra l’altro , e ora dopo tre anni viene considerata idonea , già il fatto di aver partorito in casa mettendo a rischio la sua vita e quella del bambino già per questo secondo me non è idonea, poi ci ripensa e strappa il bambino dalla famiglia che lo ha cresciuto e amato . Ma soprattutto lei e l’uomo con cui ha generato il bambino non hanno avuto pensiero a liberarsi del bambino fortunatamente in modo che si potesse salvare . Povero piccolo che sfortuna nascere per mano di umani poco umani .

  24. Giuseppina, la sola cosa che conta è ” La vita di MIELE con la famiglia che lo ha accolto e lo sta crescendo con AMORE, EDUCAZIONE e Dignità.” Condivido quanto detto da ” Amo modica” con l”ultimo commento. Un pasticcio relazionale affettivo e il misfatto di aver gettato il bambini, non merita neanche la presa in considerazione della donna che lo ha partorito. La sua è solo azione di disturbo nei confronti della Serenità di chi lo sta crescendo e di Miele. Abbia ancora il coraggio, ma di farsi da parte! Il diritto è solo di MIELE…. di rimanere con una” FAMIGLIA “e nell” unica famiglia che ha e si trova.

  25. @Amo Modica
    “mi dispiace non può fare quello che gli pare”… “tipo relazione extraconiugale , con un perso tra l’altro”… ma non si vergogna a scrivere queste cose, moralismo e meschineria.
    Ora andremo a confessarci con lei, Amo Modica, e ci darà l’assoluzione, se lei vorrà però. Poveraccio
    E poi arriviamo ai casi di femminicidio, ma nessuna donna si ribella alle assurdità e meschinerie come queste? Rosalba, lei ritiene giusto questo? Ma vergogna niente, nessuna vergogna.

  26. Cara Giuseppina noi abbiamo dato retta al buonsenso lei non ci spiega il motivo per cui dovremmo cambiare opinione, evidentemente non ha argomenti , qui non si tratta di amore , ma di possesso, e non gliene frega niente del dolore che infliggera’
    Si ,se uno o una ha una relazione extraconiugale io sono moralista perché penso che non sia giusto , tradire, imbrogliare, pensare solo a sé stessi , si da moralista non l’accetto. Se ciò che dico è sbagliato, allora sarò un disadattato.

  27. Scienziato pazzo

    L’amore contempla la separazione se per il bene dell’altro , tre anni sono troppi per cambiare idea o per poterlo fare , l’amore non è possesso . In fondo nessuno si appartiene in questa vita che passa , figuriamoci se dovremmo sentirci anche proprietari dei figli e delle loro vite , siamo responsabili del loro bene, amare e volere il bene dell’altro. Purtroppo ci sono errori o circostanze fortuite ai quali non dovremmo pretendere di rimediare, se il vantaggio ottenuto fosse solo per noi . Un abbraccio , una visita in veste di conoscente o l’attesa della maggiore età , sono le uniche opzioni al bene .

  28. Giuseppina devo dire che la vergogna e la meschineria appartiene solo a lei e fa fatica a distinguerla. Eviti di ribadire e di rivendicare! Questo Misfatto meriterebbe 30 anni di espiazione.

  29. Non è possibile leggere tanta rabbia contro una donna da parte di un’altra donna, una persona che parla di misfatti di un’altra donna con una rabbia inaccettabile, proprio oggi, il giorno in cui vanno ricordate le donne vittime di violenze.

  30. E’ chi è disadattato che chiede a tutti se ciò che scrive sia giusto o sbagliato,
    è perfettamente al contrario caro lei, faccia ciò che vuole, si adatti a ciò che vuole, giudichi e condanni chi vuole, ma non cerchi conferme che nessuno le potrà dare.
    Controlli in casa sua prima di giudicare ciò che fanno gli altri, non si sa mai, e nel caso trovasse a casa sua le cose che giudica e condanna in casa altrui, allora si che la batosta sarebbe pesante.
    Buona vita e ci faccia sapere come va!

  31. Anonimus credo si rivolga a me perché ho scritto questa frase .
    Non mi pare di aver chiesto un parere su quello che ho scritto ho solo fatto un’affermazione. Come ho espresso i miei pareri sulla vicenda, tranquillamente, dalla sua si evince che che non ha cuore chi può soffrire di più , deve andare contro il buonsenso, deve giustificare gli atti più brutti dell’animale chiamato uomo in nome della libertà individuale e qui mostra una buona dose di Egoismo , ma esistono anche gli altri e la libertà di azione egoistica ne invade inevitabilmente le vite , ma lei in nome del libertinaggio sfrenato,crede che non sia per niente importante. Prima io questo è il suo credo . E abbiamo una società arida, misera, ringorosa, con la facciata di circostanza esibita con tutta la falsità possibile!

  32. Ilenia, lei come al solito capisce poco, ma in compenso ha presunzione di interpretazione del pensiero altrui. Cosa c”èntra la violenza sulle donne? Si assesti. L”articolo è su un bambino che è stato, non solo abbandonato ma gettato, g e t t a t o…!!!!!! “Questa è la violenza”……da condannare

  33. Una donna che scrive ad un’altra donna: “lei come al solito capisce poco”… se lo avesse scritto un uomo ad una donna sarebbe stato maledetto per l’eternità…
    Mi dispiace leggere queste cose, pazienza e buona domenica.

  34. Signor Vincenzo, qui non è questione di essere uomini o donne è il gesto assai poco genitoriale che va condannato. Nel caso specifico da condannare sono la donna e l’uomo complici dello stesso reato. La solidarietà e la critica vanno espresse indipendentemente dal sesso di appartenenza, altrimenti si discrimina. Buona domenica.

  35. Signor Ruzza, io vedo che si stà giudicando una sentenza della magistratura, una delegittimazione bella e buona della magistratura quando agisce come noi NON vogliamo, potremmo trovare in ogni sentenza di magistrato, ragionamenti dove la parte perdente è sempre in disaccordo… gli avvocati esistono per questo.
    Ora, non entro, come non ho fatto anche nei miei passati commenti, nel merito della questione, poichè non ho le informazioni per poterlo fare, giustamente direi (si chiama diritto alla privacy), quello lo devono fare i giudici e ciascuna parte ha il diritto di difendersi come vuole, per carità.
    E considerato tutto questo, io critico il diritto di potere infangare le sentenze con le proprie opinioni, giuste o sbagliate che siano.
    Poi, vedere tanta rabbia nel giorno dedicato alla lotta contro i femminicidi, da parte di una donna contro un’altra donna che ha semplicemente opinioni diverse, a me sembra sconvolgente.
    La solidarietà o la critica devono sempre fermarsi e non arrivare all’offesa personale: ” capisce poco, ma in compenso ha presunzione”… frasi poco rispettose che non hanno niente di critica sulla reale questione… o no?
    Grazie signor Ruzza, è questo che volevo rispettosamente chiarire, buona domenica.

  36. Grazie Vincenzo per avermi difeso. Io preferisco non controbattere, meglio lasciar andare, la signora commenta contro ogni mia intenzione e commento, non capisco il motivo, ma lascio andare. Ho espresso i miei pensieri anche se capisco poco, pazienza e lascio senza controbattere.

  37. Il nocciolo è la serenità, la felicità, di Miele , qui c’è gente che al posto del cuore ha una pietra. La magistratura, le leggi , gli azzeccagarbugli che spulciono, in questa vicenda non c’è bisogno di esperti, equipe psicopedagogico, c’è bisogno di usare il cuore è capire quale sono le persone da proteggere. Miele , e la famiglia che lo sta crescendo!! Le chiacchiere in questo caso sono a Zero!

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