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Chiavola e il caso mensa. “Disparità tra studenti ragusani e modicani”

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“E’ già da un mese, così come accaduto negli anni precedenti, che mi sono interessato della vicenda riguardante le tariffe inadeguate della refezione scolastica per gli studenti transfrontalieri che risiedono sul nostro territorio comunale. Si tratta di una condizione di equità che occorre ristabilire anche perché gli studenti di Montesano, del territorio comunale di Modica, che vengono a studiare nelle scuole di San Giacomo, e quindi sul territorio comunale di Ragusa, sono da sempre trattati nel rispetto delle regole fissate per gli altri, quindi senza l’applicazione di tetti massimali”. Lo sottolinea il consigliere comunale del Pd di Ragusa, Mario Chiavola, il quale, dopo essere stato interessato della questione da numerose famiglie presenti sul territorio (ma così era già accaduto al tempo del sindaco Ignazio Abbate), ha interloquito con l’Amministrazione modicana affinché il malinteso per i nuclei familiari degli studenti ragusani possa essere risolto. “Ho chiesto riscontri a tal proposito – continua Chiavola – e mi è stato assicurato, trattandosi di una questione meramente tecnica, visto che si trattava di modificare una delibera di Giunta, che si sarebbe fatto il più in fretta possibile, anche se ancora ora non ci sono comunicazioni ufficiali a tal proposito, da parte degli uffici, tese ad agevolare pure gli studenti frontalieri ragusani. Auspico, dunque, che la vicenda si possa comporre nella maniera più ideale per tutti. Ho già informato del caso anche l’Amministrazione comunale di Ragusa, nella figura dell’assessore alla Pubblica istruzione Catia Pasta, che si è dimostrata molto disponibile, e mi adopererò, come ho sempre fatto, per riuscire a far sì che la soluzione possa arrivare. La mensa è uguale per tutti e non è possibile che un bambino non residente che frequenta una scuola del Comune vicino a casa sua debba pagare il prezzo per intero non potendo fruire dei vantaggi che la legge consente tramite presentazione di Isee da parte delle famiglie. Mi preme sottolineare che quando era sindaco sia Antonello Buscema che poi dopo l’onorevole Ignazio Abbate mai si è verificato un simile malinteso che non sia stato subito risolto”.

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