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“Mizzica” che bel quadro di Pozzallo

Tempo di lettura: 2 minuti

“Alla malignità dobbiamo aggiungere l’incoscienza pura; non capite la valenza che oggi, nella nostra società, hanno i post ed i social.”
Questa frase è estratta da un post di Pino Asta del 12 settembre 2023, che è definito, da un giornale on-line, “un cittadino molto conosciuto in città” e noi di Liberiamo Pozzallo siamo assolutamente concordi”.
Un post, un video o una foto, a maggior ragione quando pubblicati da una “persona molto conosciuta” possono fare danni enormi se divulgati attraverso i social.
Eppure, nonostante questa certezza, Asta il 25 settembre, sulla sua pagina Facebook, scrive:
“Mai, da dieci anni ad oggi, ho visto una roba del genere!!
“Sabato in rosticceria hanno preso roba ed erano senza un euro, … ma i nostri insegnamenti ci dicono che acqua e cibo non si negano a nessuno; dieci minuti fa in Via Calabria hanno svuotato e buttato in strada gli indumenti della raccolta (privata) dedicata.
Ho chiesto di rimettere tutto a posto e di far ritorno al centro. Debbo dire che educatamente hanno ripreso tutti gli indumenti sparsi per strada e li hanno reinseriti nei sacchi. Hanno preso un paio di sneakers.
Ho allertato subito il Sindaco.
Ma cosa sta accadendo negli ingranaggi dell’accoglienza?
Secondo me in questo momento abbiamo un problema serio… molto serio. Fate qualcosa!”
Sta parlando degli extracomunitari che quotidianamente escono dall’hotspot del porto e da quello, nuovissimo, realizzato in territorio di Modica ma a pochi passi da Pozzallo.
Sembrerebbe un post equilibrato quello di Asta che, come al solito, da un colpo al cerchio e uno alla botte. Da una parte prospetta un pericolo e da un’altra si veste di pietà e parla di persone educate. Il post, però, innesca una serie di commenti che manifestano timori e che invocano interventi contro non si sa quali pericoli. Quello che è successo fino ad oggi sono atti vandalici ad opera di pozzallesi, un accoltellamento ad opera di pozzallesi contro un tunisino, una aggressione nei confronti dell’Assessore Morana ad opera di una ragazza da lei stessa definita “psicolabile”. Nient’altro. Inoltre, questo post segue una serie di video molto forti pubblicati su FB da un cittadino, anche lui molto conosciuto, che evocano “l’Apocalisse” in città provocando forte preoccupazione e altri post di cittadini allarmati dalla presenza di decine di ragazzi di colore che si spostano in gruppo.
A questo punto noi, accusati di danneggiare l’immagine della città, facciamo delle domande a chi vuole rispondere ma che vogliono anche essere spunto di riflessione per tutti i cittadini di Pozzallo.
Il video pubblicato da Asta e l’articolo con foto pubblicata dal giornale on-line, che vengono visti in tutta Italia, in tutta l’Europa, in tutto il Pianeta, sono un nuovo metodo di marketing per sponsorizzare Pozzallo nel mondo?
Sono Liberiamo Pozzallo e i cittadini che criticano gli amministratori a mettere in cattiva luce la città? Quelli contro i quali, in campagna elettorale, il sindaco urlava veementemente “non li vogliamo, non li vogliamo”? Gli stessi che questa estate il sindaco, davanti a ragazzi minorenni, con la stessa veemenza apostrofava come “pazzi”?
Il sindaco e i suoi sostenitori a “corrente alternata” possono, impunemente, mostrare la città in Mondo Visione come centro di raccolta di extracomunitari a cielo aperto?
Liberiamo Pozzallo è stata accusata di fomentare odio solo perché si è permesso di mettere in evidenza i problemi reali della città: la sporcizia, i cantieri aperti e mai chiusi, lo stato di degrado del manto stradale del 70% del sistema viario cittadino, i problemi della rete di distribuzione dell’acqua, i problemi della rete fognaria, i problemi della rete elettrica, lo stato di abbandono in cui versa la sicurezza pubblica, il pessimo stato della segnaletica stradale, l’inesistente programmazione turistica, l’inadeguatezza dell’organico comunale, la non chiara situazione delle casse comunali vista le condanne della Corte dei Conti, eccetera, eccetera, eccetera.
Di questo non si deve parlare. Bisogna “fare squadra”, dice la consigliera comunale di Asta. Bisogna collaborare tutti e far fare all’amministrazione quello che meglio le riesce: NULLA (per il bene della città)!
Asta scrive in un altro post: “evitate i distinguo e la finta solidarietà (si riferisce all’aggressione prima indicata), state muti ed in silenzio, fatelo per tutti cittadini che vogliono vivere una vita tranquilla e parlare di politica solo ogni cinque anni.”
Capite? Bisogna lasciare in pace il conducente e bisogna farlo per cinque anni. Bisogna tacere anche quando dimostra di non saper guidare. Abbiamo una pessima amministrazione che ha dormito fino ad oggi. Un’amministrazione che si è svegliata solo per un post che dichiarava “defunta la Sagra del Pesce”. Toccati nell’orgoglio sono riusciti, andando a chiedere soldi a destra e a manca, a fare un mercatino rionale, poi hanno implorato altri soldi per organizzare delle serate e con vino e musica hanno ubriacato i pozzallesi. (Pare che i soldi siano arrivati per “intercessione” di Abbate, no, di Assenza, no di Sallemi, no di…cambiali da pagare)
Tutte le feste, però, finiscono e le sbornie passano, anche quelle degli amministratori e dei loro sostenitori che hanno ballato, cantato e bevuto.
Gli extracomunitari sono per le strade di Pozzallo da più di una settimana e loro se ne accorgono adesso? Come mai adesso sono tutti per strada? Che ci sia un disegno nascosto? Pensiamoci, sono neri, sembrano aver invaso la città, qualcuno fa dei post paventando pericoli di sicurezza pubblica, il sindaco va a LA7 e chiede soldi e poi dopo il rapportino di Asta va dal Prefetto e dal Questore e chiede aiuto (soldi?). È questo il progetto? L’obiettivo finale? I soldi?
Smettetela di parlare di accoglienza. Questo è solo un “ricatto” che ha più fronti. La Tunisia fa partire i migranti e chiede soldi all’Europa, l’Italia li raccoglie e chiede soldi all’Europa e il sindaco di Pozzallo, ultima ruota di un carretto sgangherato, chiede soldi al ministero. Forse il sindaco Ammatuna doveva pensare prima alle possibili conseguenze che avrebbe avuto un nuovo hotspot che poi è diventato CPR e ora “non si sa più cosa sia”. Che tipo di valutazione ha fatto quando, in prefettura, ha firmato, con il sindaco di Modica, un accordo dai contenuti misteriosi, per questo nuovo hotspot con doppia recinzione, filo spinato e guardie armate.
Ricordiamo che in territorio di Modica ma a poche centinaia di metri dal centro abitato di Pozzallo, da est verso ovest, abbiamo: un possibile impianto di biogas e più verso nord la discarica Lanzagallo; due pericolose industrie dismesse, la ferriera e il cementificio mai risanate dal punto di vista ambientale con il rischio che il cementificio diventi un termovalorizzatore; le attività della ex-ASI; l’impianto di depurazione dei rifiuti fognari di Pozzallo e Marina di Modica. A questo si aggiunge un “centro di detenzione” con le porte aperte per circa 300 persone.
Il sindaco può definirci “pazzi”, delinquenti o forze del malaffare, Asta può chiamarci “scemi del villaggio” ma la realtà, a nostro modo di vedere, è che a volere il male di Pozzallo sono proprio loro e tutti quelli che per miserabili interessi personali li sostengon”.

 

Liberiamo Pozzallo .

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