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Frena il Pil anche negli iblei, ma inflazione più contenuta

Manenti (Confcommercio): “Nei prossimi 3 mesi si auspica più equilibrio”
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Secondo i dati diffusi dall’Istat, il Pil, nel secondo trimestre, in provincia di Ragusa, è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,4% in termini tendenziali. “Alla discontinuità dell’andamento congiunturale nel secondo trimestre – commenta l’Istituto di statistica – fa fronte l’evoluzione positiva del Pil in termini tendenziali, che rappresenta la decima crescita trimestrale consecutiva”. In termini di variazione acquisita, per il 2023 la crescita si attesta nel secondo trimestre allo 0,7%, in leggera discesa rispetto al valore del primo trimestre, che era stato pari allo 0,8%. Il secondo trimestre del 2023 ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2022. Continua, nel frattempo, anche nell’area iblea, il rallentamento dell’inflazione che, dopo il calo di giugno, prosegue nella sua fase di decrescita. A luglio secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione ha registrato un aumento dello 0,12% su base mensile e del 6,2% su base annua. “Il raffreddamento del costo della vita – spiega l’istituto di statistica – è stato dovuto, in prima battuta, al rallentamento su base annua dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, dei beni energetici non regolamentati e, in misura minore, degli alimentari lavorati”.
Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, commenta: “Il nostro Ufficio Studi aveva previsto il forte rallentamento, ma non la caduta, del Pil. Letta assieme alla forte crescita del primo trimestre, l’indicazione preliminare per questo secondo trimestre dell’anno non deve, tuttavia, suscitare eccessive preoccupazioni. Era nei dati un minore dinamismo dei servizi di mercato. I problemi riguardano il secondo semestre dell’anno che non può decidersi tutto sulle sorti del turismo. Migliori le notizie sul versante dell’inflazione, con una variazione congiunturale marginalmente superiore alle nostre previsioni. Il tasso di variazione dei prezzi è in riduzione per tutte le metriche e gli aggregati considerati. Il rientro dell’inflazione appare ordinato e generalizzato, con prospettive di riportarsi in prossimità dei target della politica monetaria nel giro dei prossimi tre mesi”.

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