Matteo Renzi, il Mostro…l’opinione di Rita Faletti

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Arrogante? Giudizio diffuso nel Paese della finta umiltà dove la consapevolezza di sé è un crimine a prescindere. “Il Mostro”, il libro di Renzi andato a ruba, rivela che l’interesse per il senatore toscano del 40 per cento nel 2014, oggi al 2,5, è tutt’altro che spento. Antipatico quanto i suoi detrattori e odiatori vogliano, Renzi è geniale nel vedere e prevedere, politico vero tra le tante scamorze che una volta entrate in Parlamento nemmeno le cannonate, altro che spoil system, inviso ad ex colleghi di partito che gli hanno preferito l’uomo che non esiste, Conte, come l’ex direttore del Riformista, ora dell’Unità, Piero Sansonetti, ripete da tempo ogni qualvolta gli si chieda dell’ex presidente del Consiglio e capo dei Cinque stelle: “Sapete quello che penso di Conte, per me non esiste”. L’avvocato del popolo piace alla gente perché dice alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire. Sfonda porte aperte invece di aprire le porte del cervello e attivare il senso critico, supposto che molti riescano a pescarlo tra le proprie competenze.  Va da sé che se i dem detestano Renzi con tutto il cuore e lo temono, nonostante il consenso precipitato al 2 virgola, è perché ha il potere di incidere: ci ha salvati da Salvini e da Conte, sopravvissuti per mediocrità, dote naturale prediletta dagli italiani. Ma da chi di intelligenza non è sfornito ma è sfornito di invidia, Giorgia Meloni, il Matteo toscano è apprezzato “Questo è uno in gamba”, che ci fa pensare che la Giorgia lo scambierebbe con quell’altro, quello lombardo, poco fine di intelletto ma furbo della furbizia ordinaria dell’opportunista. La maggioranza degli italiani e dei politici che degnamente la rappresenta, vorrebbe che Renzi si desse definitivamente al business delle consulenze, e chissà perché lo chiamano e lo pagano profumatamente, per levarselo di torno. Il Pd, “un turbine di impotenza con lampi di imbecillità”, definizione mirabile di Ferrara, il partito travolto dal populismo e nostalgico del massimalismo, sceglie da tempo uomini e donne perdenti e per le altre sinistre, più o meno irrilevanti o con il naso fuori dalla finestra per captare la direzione del vento, non c’è storia, oltre il passeggero consenso. “Questo ritornello, dice Renzi, sul fatto che io debba decidermi sullo smettere, oppure no, di fare politica, sta spesso sulle labbra di gente che ancora non ha capito se inizia a fare politica”. Mostrificato e trattato da reietto, bisognerebbe chiedersi come mai il senatore Renzi sia stato vittima di accuse e processi, al netto della malagestione della Giustizia e dell’accanimento di alcuni magistrati, a differenza di chi l’ha fatta franca avendo preso commissioni su mascherine e ventilatori cinesi, ha venduto armi ai colombiani e fatto affari con la Pubblica amministrazione. Eppure, tutti in prima fila a sgomitarsi e gridare allo scandalo se Renzi ha preso soldi da bin Salman, non opportuno per un senatore della Repubblica, ma non illegale. E la riforma costituzionale, bocciata nel 2016 ma necessaria e di cui oggi si parla? E Industria 4.0, europeismo contro populismo, diritti sociali, 80 euro e Patent Box, “1 euro in cultura e 1 euro in sicurezza”, legge elettorale del Sindaco d’Italia, superamento del bicameralismo paritario, riforma della Giustizia? E vogliamo anche ricordare i conti pubblici rimessi in sesto con Renzi e poi Gentiloni? Nel 2018 un colpo micidiale sconquassa l’Italia: arrivano quelli delle scie chimiche, in mezzo a sorrisi e applausi. Per riparare ai danni è stato necessario chiamare Draghi e sempre quelli delle scie chimiche e loro beniamini, Conte e Salvini, the best ones, hanno mandato a casa l’ex banchiere. Ancora applausi e sorrisi. E veniamo ai temi sicurezza del territorio e riqualificazione dell’edilizia scolastica. L’unità di missione Italia Sicura, operativa dal 2014 al 2018, con la sua infrastruttura di informazioni, il personale dedicato e competente, messa in piedi con la collaborazione di Renzi, aveva permesso di stanziare 10 miliardi di euro, più di quanto non fosse stato fatto nei vent’anni precedenti, per la costruzione di nuove scuole, la messa in sicurezza di tanti vecchi plessi non adeguati alle norme, avviato oltre duemila interventi in 15 regioni per contrastare il dissesto idrogeologico. L’approccio era giusto e cominciava a dare risultati. Poi, il blitz notturno del governo Salvini-Conte ha cancellato tutto. Gli italiani sono umorali e i populisti li assecondano, giocando su paure e rabbia, fregandosene dei veri bisogni della gente. Ogni popolo ha ciò che si merita.

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