Caro prezzi, tempesta perfetta anche in provincia di Ragusa

Carasi (Cisl) “In attesa di uscirne fuori, serve fare squadra indicando le buone pratiche”
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“Ci troviamo, anche in provincia di Ragusa, nel cuore di una tempesta perfetta. Quanto avevamo annunciato mesi fa, si è puntualmente verificato. Ora, però, visto che, nonostante i ripetuti appelli che, come Cisl, abbiamo lanciato, non è stato possibile giocare d’anticipo, dobbiamo cercare di governare questa escalation dei prezzi dell’energia e dell’aumento delle materie prime, dei beni alimentari. Pensiamo che il tema debba essere affrontato tutti assieme, dalle istituzioni locali, dalle associazioni datoriali di categoria e dai sindacati dei lavoratori, per predisporre una sorta di road map che ci consenta di venire fuori, con la massima attenzione, dall’attuale uragano. E’ chiaro che saranno determinanti le decisioni che saranno prese a livello nazionale ed europeo. Ma anche a livello locale possiamo dire la nostra, individuando una serie d buone pratiche che possano diventare punto di riferimento per le aziende, per i lavoratori con le famiglie gravate dal caro bollette e dal caro spesa”.
E’ il senso della proposta che arriva dalla segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, molto preoccupata per il degenerare di una crisi che non risparmia alcun comparto e, soprattutto, per la mancanza all’orizzonte di soluzioni efficaci in grado di fornire sollievo reale. “In attesa che queste soluzioni dall’alto arrivino – prosegue Carasi – dobbiamo gestire il quotidiano e cercare di trovare quelle strade minime che ci possano condurre al traguardo senza danni eccessivi. Ma affinché ciò accada è necessario formare un fronte comune, condividere le strategie, trovare gli elementi che ci uniscono e che ci possono consentire di rafforzare il muro di salvaguardia nei confronti delle imprese e dei lavoratori. Se non faremo così, rischiamo di trovaci con un tessuto produttivo sempre più impoverito e con un carico ulteriore di disoccupati e, più in generale, con una condizione di recessione che la provincia di Ragusa non merita per la capacità che ha avuto, negli anni, di sapersi rinnovare rispondendo sempre in maniera pronta e adeguata alle sfide del momento”.

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