Draghicidio compiuto…l’opinione di Rita Faletti

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Hanno gettato alle ortiche l’unico governo che il mondo non aveva deriso o commentato con un sorrisino di compatimento “Sono italiani”. Sarà un dettaglio di poco conto, da derubricare come luogo comune, ma ieri, seguendo il divenire degli eventi, con il passare dei minuti sempre più sconcertanti e ai limiti della comprensione, fino alla conclusione divenuta prevedibile e ciononostante incredibile, mi è venuto in mente che nei film stranieri, i nomi dei gaglioffi sono spesso italiani, e non per una questione di globalizzazione. E come poteva finire un governo guidato da una persona  dai tratti del carattere e dallo stile così poco italiani, un uomo abituato a prendere decisioni importanti in ruoli importanti che esigono consapevolezza e competenza, senso di responsabilità  e disciplina? A metà tra il tragico e il farsesco, l’avvilente e miserabile capolavoro di incoscienza e opportunismo, la “piccola bieca vendetta” ( Massimo Giannini) i cui artefici non hanno avuto il coraggio di intestarsi, pronunciando parole di verità. Salvini è scappato, affidando a Candiani il compito di rispondere a Draghi, Conte ha fatto lo stesso. E’ stata Mariolina Castellone, portavoce M5s al Senato, a spiegare, dal punto di vista dei nudi e puri del Movimento, le ragioni del no alla fiducia. Un misto di incensamento dell’impegno profuso in questo governo, di lealtà a Draghi (!), di preoccupazione lacerante per le condizioni del paese, al cui declino, è bene non dimenticarlo mai, hanno contribuito con i colleghi leghisti a partire dall’annus horribilis, e di vittimismo a go-go, nota immancabile tra gli irresponsabili. “Togliamo il disturbo” e hanno votato contro se stessi.  Il capo del Movimento dov’era? Stava preparando le dichiarazioni che avrebbe affidato, con l’occhio stralunato di chi non si capacita dell’accaduto, ai cronisti un paio di ore più tardi, scansando ogni responsabilità personale. Nessuno dei coraggiosi assiepati intorno all’ex premier gli ha chiesto come fosse andata a finire la storia di De Masi sulla richiesta di Draghi “di far fuori Conte”. Fuori gli screenshot , se ci sono. Buio e silenzio. Il complottismo non è documentabile con i fatti, cosa vi aspettavate? Chi invece, prima di questo epilogo di cui il paese pagherà le conseguenze – da oggi lo sguardo del mondo sull’Italia è cambiato, se n’è andato chi ne aveva  garantito l’affidabilità dal febbraio 2021 – non può essere smentito dai fatti, secondo il principio aristotelico: ad un’azione corrisponde una conseguenza, è Draghi.  Un governo senza il M5s non sarebbe stato più un governo, un voto di sfiducia è un fatto. Ieri, Draghi  ha chiesto la fiducia su un “nuovo patto” di governo, precisando che questa è una repubblica parlamentare, quella in cui lui si riconosce, quindi sono i parlamentari a decidere, niente richiesta di “pieni poteri”. Ha poi esposto il suo pensiero su  salario minimo (è in progetto), reddito di cittadinanza (se non funziona è cattivo) e superbonus (i meccanismi di cessione sono senza discrimine e senza discernimento). Non ha concesso niente a nessuno, è stato duro su “i distinguo e le divisioni” che hanno reso evidente il progressivo sfarinamento della maggioranza. Difficile, per i due partiti ostili, Lega e M5s, digerire la verità. Impossibile, per Draghi, galleggiare. Una splendida lezione di dignità e serietà.

 

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